11 luglio 1982: come si soccorreva quando eravamo campioni del mondo?

Foto 29: Fiat 238E Mariani Alfredo & Figlio, 1982 dunque uno degli ultimi prodotti; acquirente la Misericordia di Viareggio. La foto evidenzia il particolare tetto studiato dall'allestitore e i lampeggianti posteriori blu ed arancio presenti su questo esemplare – foto Alberto Di Grazia

Foto 29: Fiat 238E Mariani Alfredo & Figlio, 1982 dunque uno degli ultimi prodotti; acquirente la Misericordia di Viareggio. La foto evidenzia il particolare tetto studiato dall’allestitore e i lampeggianti posteriori blu ed arancio presenti su questo esemplare – foto Alberto Di Grazia

CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! Ha esclamato così ai microfoni dell’unica emittente italiana presente all’epoca ai mondiali di Spagna conclusi esattamente 35 anni fa, il grandissimo telecronista Nando Martellini.

Tutta l’ITALIA è rimasta unità davanti al teleschermo in una bellissima serata che  segnò il gran finale di una cavalcata che 22 ragazzi portarono a termine dopo aver piegato l’Argentina del grande Maradona e avere avuto ragione anche del favorito Brasile del fantasmagorico Zico. Nessuno ci avrebbe creduto , soprattutto dopo aver pareggiato le prime tre partite del girone contro Polonia, Perù e Camerun, dove fu una “papera” del portiere N’Cono a permettere alla palla colpita di testa da Graziani di entrare in porta.

Fu il mondiale del silenzio stampa voluto dal “Vecio” e dai suoi giocatori. Erano anni dove il terrorismo esisteva, ma momenti dove in campo internazionale si poteva viaggiare con molta meno paura. Proprio per questo negli stadi non era richiesta la presenza massiccia di personale di soccorso , come avviene negli ultimi anni a seguito dei moltissimi attentati.

: Fiat 238 prima serie allestito da Boneschi, acquistato usato nel 1986 e modificato poi nel 1989 sia nella livrea (divenuta quella classica con bande arancio) che nel tetto che divenne quello di serie, tolto da una ambulanza della Misericordia di Viareggio nel frattempo demolita – foto Alberto Di Grazia

: Fiat 238 prima serie allestito da Boneschi, acquistato usato nel 1986 e modificato poi nel 1989 sia nella livrea (divenuta quella classica con bande arancio) che nel tetto che divenne quello di serie, tolto da una ambulanza della Misericordia di Viareggio nel frattempo demolita – foto Alberto Di Grazia

In campo sanitario solo il medico poteva defibrillare e lo faceva solo in ambiente ospedaliero in quanto gli apparecchi dell’epoca erano molto pesanti e ingombranti.

Il servizio di soccorso negli stadi italiani veniva effettuato prevalentemente con la presenza di una sola ambulanza, dove a bordo c’era una barella in acciaio non autocaricante. Uno dei soccorsi rimasti nella memoria fu quello effettuato nell’incontro Fiorentina – Genoa del 22 Novembre 1981, dove a seguito di uno scontro di gioco il cuore dell’attaccante viola GianCarlo Antonioni si fermò davanti a 45000 persone. In quei concitati attimi gli fu praticato un massaggio cardiaco che gli salvò la vita. Dopo pochi mesi Antonioni fece parte della Nazionale azzurra che tornò dalla Spagna a bordo dell’aereo Presidenziale.

Negli ultimi anni grandissime evoluzioni ci sono state in campo sanitario, in particolare dopo il 2001 , anno in cui si è dato il via all’utilizzo del DAE anche ai laici. Ora chi organizza grandi eventi è costretto a sottostare a rigide norme antiterrorismo, ad avere la presenza di molti equipaggi all’interno degli stadi.

Ma l’Italiano descritto da Toto Cutugno oggi ricorda la festa in quella calda domenica di 35 anni fa.

 

Ricordi di Stefano Balboni

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3 Comments

  1. Franco

    Sono del settore e mi reputo una persona sincera che dice sempre quello che pensa.Trovo che ci sarebbero altri autori con più esperienza che potrebbero/dovrebbero scrivere qui e sarebbero in grado di raccontare in modo più interessante e con maggior esperienza certi racconti. Trovo l’autore di questi articoli ripetitivo.

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    1. Emergency Live
      Emergency Live

      Buongiorno Franco, ogni parere è beneaccetto se espresso con chiarezza. Tutti dobbiamo imparare e soprattutto nel settore della comunicazione, c’è tanto da fare. Se vuole può collaborare con noi. Ci scriva!

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    2. Jane Eyre

      Buona sera Sig. Franco, io non sono del settore come Lei ma mi permetto di dissentire da ciò che ha scritto,
      Lei fra le righe afferma che L’autore dell’articolo, Stefano Balboni, non ha l’esperienza per scrivere qui e non fa articoli interessanti , da quel che ho capito di Emergency Live, Emergency Live è un giornale online dove tutti gli operatori del settore dell’emergenza possono contribuire, quindi anche Lei, gli ” altri autori con più esperienza” e coloro che ” saprebbero raccontare in modo più interessante e con maggior esperienza certi racconti” di cui Lei fa riferimento.
      Trovo poi scorretto da parte sua, criticare l’ esperienza professionale di Stefano Balboni basandosi su un articolo, non è certo un articolo che determina la sua esperienza e non è leggendolo che si può capire l’impegno o le capacità. Dice che altri autori dovrebbero scrivere qui, ma non è certo sminuendo l’operato altrui che risulterà più capace.
      Lei dice che l’autore è ripetitivo, ma questa è una rivista di settore e come tale è ovvio che vi siano parole che si ripetono nei diversi articoli, è come dire che i libri di storia sono ripetitivi perché vi sono citate continuamente le parole “guerra”, ” vincitori e vinti”, “rivoluzione” e “dittatura”. Usare parole simili non vuol dire che il contenuto sia uguale.

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