È in corso la riforma del servizio di emergenza in Ucraina. Razionalizzazione e ottimizzazione dei servizi

È in corso la riforma del servizio di emergenza in Ucraina. Razionalizzazione e ottimizzazione dei servizi

Dall’inizio dell’anno, il sistema di emergenza ucraino sta profondamente cambiando. Le riforma sanitaria ha come scopo principale la riduzione della mortalità fra la popolazione. A cinque mesi dall’inizio della sua attuazione, tutte le regioni ucraine possono contare su nuovi centri di emergenza, anche se gli addetti ai lavori ammettono che c’è ancora molto lavoro da fare. 

Fra le priorità più urgenti c’è la creazione di centri di raccolta dati e organizzazione di servizi per il diffusione delle informazioni equipaggiate con GPS.

Attualmente il sistema funziona così: le normative prevedono che l’arrivo di un’ambulanza sia calcolata nell’ordine dei 10′ per quanto riguarda le chiamate urbane e 20′ per le aree extraurbane. Il limite previsto può aggirarsi al massimo intorno ai 10′, ma solo in caso di grave maltempo.

Inoltre ci sono nuovi criteri secondo i quali che dirama i dispacci deve riuscire a stabilire se una chiamata corrisponde realmente a un’emergenza e richiede un intervento immediato oppure se può essere indirizzata a un centro di cura.

“Ci sono casi in cui senza bisogno di un ricovero, l’invio di un medico di famiglia può risolvere il problema a domicilio, questo naturalmente dipende da come vengono gestiti i dispacci”

afferma il Ministro della Salute per l’Emergenza Mykhailo Strelnykov.

L’ambulanza sarà inviata in caso di paziente incosciente, che abbia le convulsioni, che abbia problemi respiratori, cardiaci, in caso vomiti sangue e abbia acuti dolori allo stomaco. Poi ci sono i casi di infezione acuta, gli accessi psicotici, le ferite da incidente d’auto, gli infortuni sul lavoro, i disastri naturali. Inoltre ci sono i pazienti in ipotermia, i colpi di calore, le scosse elettriche, i mori di animali. Anche le donne incinte in varie situazioni possono contare sull’invio di un’ambulanza.

I casi considerati di non-emergenza sono, fra gli altri, febbre alta, mal di testa, tosse, vertigini, aumento di pressione, dolori cronici anche in caso di pazienti oncologici. Questi malati vengono visitati a domicilio dai medici di famiglia, oppure, se questi non sono disponibili, possono aspettare un’ambulanza che però arriverà nel giro di un’ora, oppure potranno recarsi direttamente all’ospedale autonomamente.

Per legge i medici sono al lavoro per realizzare un progetto nazionale Timely Help che deve intervenire sul sistema di emergenza in quest’ottica:

  1. ridurre i tempi di arrivo dell’ambulanza presso il paziente
  2. introdurre un sistema di controllo centralizzato che accorpi tutte e 27 le regioni del paese
  3. creazione di due data-center
  4. equipaggiamento delle ambulanze con navigatori GPS
  5. introduzione di radio e backup
  6. dotazione dei medici di tablet PC
  7. le ambulanze possono essere chiamate via online (con messaggi di testo, social network, email)

I cambiamenti riguarderanno sia i servizi urbani che quelli extraurbani.

Le ambulanze verranno controllate dai distretti amministrativi, che avranno la responsabilità di inviare gli equipaggi verso un distretto o l’altro.

Maryna Sholomova, responsabile del progetto, assicura che saranno anche moltiplicate le stazioni per l’invio delle ambulanze, il che semplificherà le operazioni soprattutto nelle zone rurali, dove prima in un raggio di 60 km c’era una centrale con 2, 3 ambulanze che partendo tutte dallo stesso punto impiegavano come minimo 20′ per arrivare a destinazione. Inoltre ci sarà modo di controllare l’efficienza dei servizi per migliorargli nel tempo, assicurando al paziente tempi brevi e maggiore sicurezza.

Uno degli aspetti più importanti del nuovo sistema è rappresentato dalla creazione dei due data-center che raccoglieranno tutti i dati di tutto il paese, li incroceranno e li metteranno in relazione; inoltre in caso di cattivo funzionamento di un centro regionale, subentrerà immediatamente un secondo centro in grado di soddisfare la richiesta.

In generale l’attuazione della riforma dipenderà anche da come le singole regioni applicheranno le norme e poi dipenderà dalle finanze a disposizione. Complessivamente l’operazione, per il 2013, ha avuto iun costo di 50 milioni di grivnas (la moneta ucraina).

Le regioni pilota hanno iniziato il processo di rinnovamento del sistema già nel corso dell’ultimo anno e si stanno integrando nel processo Timely Help; globalmente il progetto è ambizioso e comporta un notevole investimento, oltre che economico, in termini di quotidiano impegno nel cambiamento.

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