Selfie in ambulanza: la direttiva-divieto per medici e infermieri vale anche per i soccorritori?

Selfie in ambulanza: la direttiva-divieto per medici e infermieri vale anche per i soccorritori?

Medici e infermieri rischiano provvedimenti disciplinari pesanti fino al licenziamento? Dopo l’uscita della circolare ministeriale sulle foto durante i servizi ospedalieri, è il caso di fare chiarezza. Cosa è previsto per i soccorritori che si fotografano con la divisa durante i turni? E come si inquadra il volontario? Cerchiamo di capire meglio cosa vuole il Ministero, perché è nata questa polemica e quali sono le regole basilari per comportarsi bene sui Social, quando si riveste un ruolo sanitario

donne soccorso4MILANO – Tutto è iniziato perché un gruppo di medici si è fatto una foto dopo un’operazione che – purtroppo -ha visto il paziente morire dopo qualche ore dal termine dell’intervento. Da quel giorno, poche settimane fa, si è scatenato il putiferio sui medici e gli infermieri che – come tutti gli altri dipendenti – si scattano selfie sul posto di lavoro. Subito etichettata come prassi di cattivo gusto, e quindi deprecata da migliaia di persone sulla rete, la tematica dei selfie “in corsia” è però ampia e merita un trattamento leggermente più approfondito, perché se dalla corsia si passa all’ambiente extraospedaliero, si va a incocciare in un mondo dove la pratica del “selfie” è davvero internazionale, e tocca alcune delle categorie più importanti e riconosciute al mondo: quella dei soccorritori, universalmente riconosciuti come “eroi” da quella stessa stampa che oggi denigra lo scattare foto personali.

COSA DICE IL MINISTERO?circolareministeroselfie

La circolare del Ministero della Salute è chiarissima. Dato che sono “frequenti le notizie di stampa che segnalano il dilagare del fenomeno” fino a sfociare nella violazione della privacy dei pazienti, “si ritiene opportuno richiamare gli enti (OMCEO, IPASVI, TSRM, FNCO) a una riflessione sulle conseguenze dell’uso improprio dei social nel delicato ambito sanitario”.

In sintesi, il Ministero chiede agli ordini professionali di istituire delle “policy” (delle regole) perché siano erogati provvedimenti a chi utilizza il proprio smartphone in modo errato, durante situazione che possono ledere la privacy dei pazienti, ledere l’immagine dei professionisti o – peggio – ledere l’immagine del Sistema Sanitario Nazionale. Se mi scatto  uno foto mentre dietro di me un paziente è moribondo, o immortalo i miei addominali scolpiti sotto al camice verde, potrei dare un’immagine del mondo sanitario sbagliata.

In queste situazioni il Ministero chiede quindi che “sia sottolineata la necessità di rispettare l’etica professionale” che è uno scudo di credibilità che protegge tutti i professionisti del settore sanitario. Si tratta quindi di mantenere alta la reputazione di chi svolge questo lavoro, e non di bloccare l’uso dei telefonini da parte dei dipendenti.

donne soccorso10

COSA BISOGNEREBBE FARE?

In realtà è necessario che il mondo sanitario e quello del soccorso si rendano conto che il mondo è cambiato. C’è assoluta necessità di istituire quelle che in lingua anglosassone si chiamano policy: regole univoche che vengono accettate nel momento in cui si entra a far parte di un’ente, una società o una realtà professionale/volontaria.

Elementi come loghi aziendali, foto dei mezzi, foto dei professionisti al lavoro, selfie, situazioni di ricreatività e relax, momenti particolari o situazioni operative dovrebbero essere gestite con cognizione di causa. E – ovviamente – ogni persona che entra a far parte di un ente o di una associazione deve rispettare queste regole. Dalle più banali (rispettare la privacy del paziente) alle più particolari (non collegare il nome dell’associazione a situazioni politiche, o come nel caso della Croce Rossa, rispettare sempre i sette principi se il proprio nome è riconducibile a quello dell’associazione).

donne soccorso2

COSA SUCCEDE OGGI?

Oggi è chiaro che nel mondo sanitario (e non solo, la questione è frutto di discussioni aspre anche fra i Vigili del Fuoco) c’è bisogno di qualche regola per evitare selfie imbarazzanti in ambulanza. Ciò non significa che lo smartphone sia sempre inutile (pensiamo a quelle situazioni di soccorso in cui la vittima è un bimbo, e per tranquillizzarla il soccorritore ha usato proprio il telefono per guardare i cartoni animati su Youtube) né che il selfie sia vietato in ogni situazione (anche qui, negli Stati Uniti è pratica comune che il salvato chieda di fare una foto con i suoi soccorritori in divisa). Ma farsi scattare foto in ambulanza senza cintura di sicurezza potrebbe non essere un messaggio gradito dai propri superiori. Per migliorare la situazione attuale basta poco: prendere ad esempio ciò che succede già in Inghilterra (QUI le linee guida sull’uso dei Social in vigore nell’NHS) oppure in altre realtà (ecco le regole dell’uso dei social da parte della Croce Rossa Canadese o dello STAFF IFRC)

L'autore

Emergency Live

Emergency Live is the only multilingual magazine dedicated to people involved in rescue and emergency. As such, it is the ideal medium in terms of speed and cost for trading companies to reach large numbers of target users; for example, all companies involved in some way in the equipping of specialised means of transport. From vehicle manufacturers to companies involved in equipping those vehicles, to any supplier of life- saving and rescue equipment and aids.

Articoli correlati

Rispondi

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

BANNER_GUIDASICURA_AMBULANZA

X