Come funziona il primo mezzo anti ebola della Croce Rossa Italiana

Come funziona il primo mezzo anti ebola della Croce Rossa Italiana
  1. D’Amico, R. Mugavero, Ulrico Angeloni1, Virgilio Costanzo2

1 Direttore Sanitario Nazionale Croce Rossa Italiana – Responsabile Reparto Sanità Pubblica

2 Dirigente Medico della Direzione Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute

Una comune unità mobile può essere, all’occorrenza, destinata al trasporto in biocontenimento, in un ambiente a pressione negativa.

Si tratta del primo e unico mezzo della Croce Rossa Italiana, destinato alla gestione di potenziali esposti ad agenti biologici altamente contagiosi, e al loro trasferimento in biosicurezza.  La tecnologia è israeliana ed è già in uso presso le FFAA e altri enti – anche – del territorio italiano.

Permette la realizzazione di camere filtropressurizzate a elevata efficienza e certificati standard; unità mobili, rapidamente dispiegabili, stand-alone che trovano impiego dove le possibilità d’isolamento siano tecnicamente limitate e, di conseguenza, siano assenti garanzie di sicurezza per gli operatori e la collettività.

Il mezzo prototipale è un Fiat Ducato Combi Flex Floor 2.3 a 9 posti, allestito con modulo d’isolamento BETH-RL e con un’unità filtro-pressurizzata a elevata efficienza HEPA (High Efficiency Particular Air) che garantisce il controllo del flusso di aria con variazione e regolazione in funzione del numero di persone trasportato (fino a raggiungere un massimo di pressione interna negativa pari a 80/10/50 pascal) e con filtraggio dell’aria in uscita.

L’insieme può essere agevolmente smontato e rimontata dai team sanitari così da essere impiegato su differenti mezzi.

All’interno dell’abitacolo è inoltre presente una struttura metallica, con funzioni di sostegno e ancoraggio per la camera in PVC ad alta resistenza, collegata al pavimento tramite appositi corridoi di alluminio.

 

Il mezzo per il trasporto in alto Biocontenimento della Croce Rossa Italiana può essere utilizzato per:

  • il trasporto di soggetti che hanno condiviso lo stesso spazio aereo ristretto con il caso indice e che per questo devo essere sottoposti ad attività di vigilanza sanitaria;
  • il trasporto dei contatti; coloro che necessitano di assistenza in spazi idonei e separati per evitare ulteriori possibili contagi;
  • il trattamento di casi sospetti/probabili per il successivo invio “in sicurezza” presso il presidio ospedaliero più idoneo.

 

In tutti i casi in cui ci si trovi in situazioni di emergenza e di gestione potenziali  esposti ad agenti biologici aerodispersi a elevata trasmissibilità (tubercolosi, influenza  aviaria, Sars, meningite,ltre malattie infettive dei cosiddetti viaggiatori internazionali), per ridurre al minimo l’eventuale contagio, ma anche per tutelare la salute dei first risponder che si occupano anche del trasferimento degli esposti, è auspicabile l’implemento di un mezzo di trasporto in biocontenimento.

L’iniziativa della CRI italiana in collaborazione con il Ministero della Sanità Italiano, con  ha dimostrato quanto l’Italia possa  esprimere attività ed iniziative di elevatissima eccellenza e con grande potenziale sia a livello nazionale che internazionale,.

L’auspicio dunque che tale prototipo possa trovare impiego e diffusione in contesti intercontinentali.

slide-1-638

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Post source : WANDA D'AMICO

L'autore

Articoli correlati

Rispondi

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

SEI UN LETTORE?

registrati-ora

SEI UN’AZIENDA?

diventa-partner

X