Come si preparano i sanitari del futuro alla medicina dei disastri: SISM e CRIMEDIM

Come si preparano i sanitari del futuro alla medicina dei disastri: SISM e CRIMEDIM

Qualche mese fa ho partecipato, a Pavia, ad un corso organizzato dal Segretariato Italiano Studenti in Medicina incentrato sulla medicina dei disastri, e rivolto agli studenti di medicina e delle professioni sanitarie. Sono stato da subito sorpreso in primis dall’esistenza di un simile percorso, visto il panorama generale che è piuttosto arido di proposte formative in questo senso e con questa qualità, e altrettanto incuriosito dall’interesse che il discreto numero di studenti presenti hanno dimostrato. Al termine delle due giornate ho dunque deciso di rivolgere qualche domanda ai nostri formatori.

1) Cosa è il SISM e quale scopo si propone?

Il SISM – Segretariato Italiano Studenti in Medicina è un’associazione di volontariato diffusa su tutto il territorio nazionale, con 37 sedi locali presenti in altrettanti Atenei. Si pone come scopi principali il miglioramento della formazione professionale, etica e personale degli studenti di Medicina e l’educazione della popolazione sulle tematiche della salute. Ci occupiamo di medical education, scambi internazionali di tirocinio (professionale e di ricerca), educazione sessuale, diritti umani, pace e salute pubblica. Il SISM è inoltre membro dell’IFMSA, la federazione internazionale che riunisce tutte le associazioni degli studenti di Medicina.

 

2) Da cosa nasce la partnership con CRIMEDIM e che obiettivi si pone?

La partnership con il CRIMEDIM (Centro di ricerca in Medicina dei Disastri dell’Università del Piemonte Orientale) nasce dalla necessità di sensibilizzare e formare gli studenti di Medicina e delle Professioni Sanitarie sul tema della medicina dei disastri, disciplina raramente insegnata nelle università Italiane. Questa disciplina, sebbene possa sembrare a prima vista molto specialistica, risulta determinante nei paesi sconvolti da frequenti disastri naturali come il nostro paese. In linea quindi con gli scopi del SISM, si è instaurata questa collaborazione che ha permesso la nascita del progetto DisasterSISM. Anche alla luce della continua evoluzione delle condizioni geopolitiche mondiali, riteniamo che una formazione di base sulla risposta sanitaria ai disastri sia una concreta necessità per tutti gli operatori sanitari del domani.

 

3) Come è articolata la proposta formativa congiunta che offre il SISM in collaborazione con CRIMEDIM? Ci sono a vostro avviso caratteristiche che rendono la formazione proposta particolarmente interessante?

Il progetto si articola in tre corsi, ai quali tutti i Soci SISM possono partecipare:

  • Basic DisasterSISM: è il corso “perno” del progetto. Ha la durata di un mese, non richiede particolari requisiti per la partecipazione e si pone l’obiettivo di insegnare ai partecipanti le fondamenta e i principi generali della Medicina dei Disastri. Il corso è tenuto da due formatori SISM, appositamente formati grazie al corso DisasterTEAM.
  • Advanced DisasterSISM: è un corso di approfondimento delle tematiche trattate durante il Basic DisasterSISM. Questo corso è tenuto da un formatore SISM e da un docente CRIMEDIM e prevede anche simulazioni informatizzate, attuate tramite computer collegati fra di loro.
  • DisasterTEAM: è il corso per diventare formatori DisasterSISM. Ha una durata di sei mesi e, al termine di esso, si è abilitati a poter tenere i corsi Basic, nonchè contribuire allo sviluppo del progetto. Il corso si compone di una fase di formazione online a distanza e di una fase residenziale della durata di 5 giorni, presso il CRIMEDIM.

 

L’intero progetto si basa sulle più innovative metodiche di insegnamento: non forniamo un “pacchetto” di lezioni frontali che il partecipante segue in maniera passiva, ma un vero e proprio percorso che prevede -oltre alle classiche lezioni frontali- anche momenti di autovalutazione e di simulazione, per consolidare i concetti appresi. Inoltre questo permette di rendere il corso più dinamico e coinvolgente, favorendo l’attenzione e la partecipazione attiva. Il corso è aperto agli studenti sia di Medicina che delle Professioni Sanitarie, per poter favorire -oltre alla diffusione della Medicina dei Disastri- anche l’interprofessionalità.

Tutti i nostri corsi sono articolati in tre fasi. Le fasi pre e post residenziale vengono effettuate a distanza tramite l’utilizzo della piattaforma Moodle fornita dal CRIMEDIM.

  • Una fase pre-residenziale dove il partecipante deve compilare un test d’ingresso (non valutativo) e un questionario di presentazione. Inoltre è presente del materiale da leggere per potersi fare un’idea generale dei contenuti del corso. Questa fase permette da una parte di poter svolgere la fase residenziale con discenti già informati, dall’altra di “calibrare” il corso insistendo sugli argomenti più critici, rilevati con il test d’ingresso.
  • Una fase residenziale della durata di due giorni (cinque per il corso DisasterTEAM), durante la quale vengono tenute lezioni frontali, simulazioni e attività interattive. In questa fase i partecipanti acquisiscono i concetti, i princìpi generali e le skills di base della gestione di un evento maggiore.
  • Una fase post-residenziale durante la quale viene reso disponibile ai partecipanti il materiale usato durante il corso e l’esame finale. Una volta superato quest’ultimo viene emesso il certificato di partecipazione, che può essere incluso nel proprio curriculum.

 

4) Qual è il riscontro in termini di interesse da parte degli studenti che partecipano ai percorsi formativi?

Alla fine di ciascun corso chiediamo ai partecipanti di compilare un questionario di gradimento anonimo, in modo tale da capire il reale apprezzamento e le eventuali criticità del progetto. Ad oggi, i risultati sono estremamente positivi ed incoraggianti: il corso presenta degli altissimi livelli di gradimento, visibili già durante la fase residenziale. Molti studenti, infatti, chiedono fin da subito informazioni su come partecipare al corso avanzato oppure come diventare a loro volta formatori. Ritengo che questo successo sia dovuto all’intera formula del progetto: argomenti specifici e settoriali ma affrontati con metodiche innovative, che rendono i partecipanti parte attiva del corso e non semplici fruitori.

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5) Quali sviluppi sono in cantiere per il futuro, se ve ne sono?

In pochissimi anni siamo arrivati a risultati strabilianti: per esempio, l’anno passato abbiamo erogato ben 31 corsi base in altrettanti Sedi locali, formando centinaia di studenti. L’apprezzamento da parte dei partecipanti, i riconoscimenti anche internazionali ricevuti e i risultati dell’apprendimento, verificati tramite test, confermano la validità e l’utilità del progetto.

Per questo motivo il lavoro di quest’anno sarà incentrato sul miglioramento e il consolidamento dei corsi, nonché la diffusione del progetto stesso e della Medicina dei Disastri. Stiamo revisionando completamente il materiale didattico, per aggiornarlo alle ultime evidenze scientifiche e renderlo inoltre di più facile consultazione. È in fase di sviluppo anche una nuova simulazione di tipo table-top, che permetterà ai partecipanti di toccare con mano anche la gestione ospedaliera in questo tipo di eventi. Molto lavoro, inoltre, sarà fatto “dietro le quinte” per migliorare la logistica di erogazione dei corsi, il supporto alle Sedi Locali del SISM e la sostenibilità dell’intero progetto.

 

Contatti

Coordinatore Nazionale DisasterSISM (Andrea Conti): MAIL

L'autore

Matteo Pancotti

Studente infermiere, coordinatore di 1° livello CRI nelle Attività di Emergenza, Delegato Tecnico Locale alla comunicazione e allo sviluppo associativo del Comitato CRI dell'Area Sud Milanese.

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