Droni e soccorso, quali novità per il 2016 in Italia? Una panoramica dei mezzi dal Roma Drone Show

Droni e soccorso, quali novità per il 2016 in Italia? Una panoramica dei mezzi dal Roma Drone Show
Autore: Matteo Prisco, Fiammeblu

A Giugno si è svolta a Roma, nella cornice più che azzeccata dell’aeroporto dell’Urbe, la manifestazione Roma Drone Expo & Show, tre giorni dedicata ai droni di uso professionale. Ha raccolto espositori, produttori e scuole di volo, con una partecipazione di pubblico davvero notevole. Sono stati 8.000 gli spettatori di questa edizione, con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente, che hanno affollato il grande “ villaggio” allestito sul sedime aeroportuale dello storico scalo romano. Molto significativi anche gli altri numeri della manifestazione: 5 mila mq di superficie spositiva, oltre 60 espositori italiani e stranieri, circa 100 modelli diversi di droni civili e militari in mostra, un auditorium da 400 posti che ha ospitato 14 convegni e conferenze, 220 giornalisti accreditati.

Noi vogliamo soffermarci su un aspetto, quello legato al soccorso, a noi più congeniale.

Era presente l’esercito con 2 mini APR, Bramor e Raven, utilizzati dal 41° Reggimento Cordenons per missioni di ricognizione, sorveglianza, acquisizione obiettivi e C-IED.

Il BRAMOR è un drone ad ala fissa da 230 cm. di apertura alare dal peso di 4 kg. ( a seconda della configurazione ) che decolla da una catapulta e può atterrare con il paracadute. Ha un range operativo di 40 Km con un endurance di 3 ore ed una velocità di crociera di 58 Km/h. Per assicurare la massima efficienza delle comunicazioni viene utilizzato con un’antenna auto tracker e può essere equipaggiato con una macchina fotografica Sony da 24 Mpx per le ortofoto e gimbal con telecamere IR e sul  visibile con ZOOM e anche illuminatore IR per la visione notturna.

Il RAVEN RQ 11B è più piccolo del BRAMOR, misura circa 140 cm. di apertura alare e pesa circa 2 kg. Il payload è rappresentato da una telecamera elettro ottica e all’ infrarosso. La distanza massima operativa è di 10 Km. con un’autonomia di 60-90 minuti. Dispone di una GCS che permette al pilota di controllare la missione in ogni aspetto tramite un DownLink per i filmati e la ricezione della telemetria e un UpLink per comandare il velivolo. Conclude il pacchetto un hand controller, un laptop e un registratore HD.

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Altra presenza di rilievo è stata quella della Croce Rossa Italiana, che da tre anni  è impegnata nel progetto SAPR ( Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto) , presso il comitato provinciale di Bologna.

I mezzi a disposizione sono: due droni da ricerca, IDS IA-3 Colibrì e DSJ Panthom 2 Vision+, e un elicottero a controllo remoto, ISD Hero SD-150, che vengono utilizzati in operazioni specializzate critiche. Il progetto pilota, ora verrà esteso a livello nazionale con l’aquisito di un esacottero di produzione Italiana.

Da poco è stata certificata da ENAC quale Operatore di sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto.

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Anche la Polizia di Stato ha presentato il suo primo APR della FlyTop, denominato FlySecur, consegnato alla Polizia di Stato in maniera del tutto gratuita per una sperimentazione sul territorio dei sistemi UAV per la sicurezza e il controllo. Il drone può portare a bordo, vari sensori tra ottici e infrarosso per il volo notturno.

Le immagini raccolte vengono trasmesse in tempo reale alla sala di controllo remota, nonché  tutti i dati telemetrici di volo (longitudine, latitudine, altitudine, posizione dell’orizzonte, direzione in gradi, velocità, temperatura, voltaggio di alimentazione, posizione relativa del drone rispetto alla base, distanza dalla base, ecc) direttamente alla stazione di terra con la possibilità di ricevere e registrare.

 Inoltre grazie al suo motore elettrico è particolarmente silenzio ed è possibile gestire il piano di volo con il software in dotazione attraverso uno smartphone o tablet. (fonte FlyTop)

Non poteva mancare l’aeronautica Militare Italiana, con l’UAV Predator A e il Selex-Galileo Falco, due APR da controllo del territorio, il primo utilizzato negli ultimi teatri operativi e nell’operazione Mare Nostrum dove poteva controllare una larga superficie di mare e rimanere 24h in volo continuativo senza dover impegnare elicotteri e squadre di personale a bordo.

Per il Selex Galileo Falco non è, al momento, possibile prendere parte a delle operazioni in quanto dispone di un autorizzazione al volo sperimentale/proto tipico rilasciata da ENAC.

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In conclusione, anche in Italia, ci si sta muovendo verso questa frontiera dei sistemi a pilotaggio remoto, ma le restrizioni normative non aiutano molto a diffonderli all’interno di enti e istituzioni, da cui, invece, ne trarrebbero un enorme aiuto in situazioni di calamità, ricerca e soccorso.

 

L'autore

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