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Federginnastica, senza defibrillatori niente iscrizioni. “La protezione è fondamentale”

Un buon esempio di come bisognerebbe applicare il decreto Balduzzi arriva dalla Federginnastica italiana. La FGI delle splendide Farfalle Azzurre, regine di classe, bellezza e leggiadria nel mondo, capaci di attirare migliaia di giovanissimi fra ragazze e ragazzi nel mondo della ginnastica, dalla prossima stagione farà iscrivere al registro nazionale solo ed esclusivamente quelle società che dimostreranno di avere nei propri impianti dei defibrillatori semiautomatici, che rispettino l’attuale normativa italiana.

Questa scelta federale ci è stata spiegata dal segretario generale Roberto Pentrella, già responsabile dell’area tecnica federale e ginnasta di livello nazionale che ben conosce le necessità e le esigenze di questo mondo.

“La Federazione Ginnastica Italiana si uniforma alla legge – in particolare al Decreto Balduzzi – che indica come termine obbligatorio entro cui dotarsi di DAE il prossimo gennaio (2016 ndr). Oltre alla dotazione inoltre c’è un obbligo di formazione importantissimo. Tutte le società devono essere a posto con i DAE entro il termine fissato. Per questo entro la seconda metà del 2015, quando verranno pubblicate le direttive e i regolamenti per le affiliazioni delle società sportive alla FGI, aggiungeremo che bisognerà rispettare il decreto Balduzzi”. Il rischio per le società che sono ancora senza DAE è quello dell’esclusione  dalla federazione. “C’è poco da fare, abbiamo un termine e c’è stato un periodo di adattamento preciso, che ha differenziato i trattamenti fra le società professionistiche e quelle dilettantistiche. Stiamo affiancando le nostre associazioni e le aiuteremo a muoversi in questo settore. Sia per i defibrillatori che per la formazione, perché non si tratta solo di mettere a norma gli impianti ma anche di creare personale preparato.  Sicuramente inoltre la federazione fornirà alle associazioni una lista di aziende per la fornitura delle apparecchiature e per la formazione, lasciando come sempre autonomia alle società per mettersi in regola con i nostri regolamenti”.

 

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