Monossido: per non morire avvelenati servono i rilevatori e i controlli, vediamo cosa dicono i manuali d’uso

Avere un rilevatore di CO è un’ottima cosa, ma quali tecnologie sono migliori per essere certi che il dispositivo funzioni bene?
Il team di soccorso si mette al sicuro dalle intossicazioni solo con controlli costanti: vediamo come vengono fatti nei DPI più venduti.

Quante persone muoiono per colpa del monossido negli Stati Uniti? Il problema è sentitissimo anche in Italia!

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MILANO – La sfida contro il monossido di carbonio è partita ormai da anni. In questa battaglia sono impegnati tanti fra infermieri, medici e soccorritori, che cercano di diffondere il concetto della prevenzione e della diagnostica sull’ambiente operativo. Ma soprattutto sono impegnate le aziende internazionali che producono questi dispositivi, cercando di innovarli sotto tutti i punti di vista. Il rilevatore di monossido in ambito extra-ospedaliero non è solo uno strumento che salva la vita al soccorritore, ma può essere usato come strumento diagnostico per rilevare una fonte di avvelenamento silenziosa e impercettibile come il monossido di carbonio. Ormai è nota la pericolosità di questo gas incolore e inodore (per rinfrescare la memoria, QUI e QUI due articoli interessanti).

Ma il “naso” elettronico quanto è sicuro nelle sue misurazioni? E quali controlli deve superare per garantire una funzionalità totale in ogni situazione?

Questo articolo si poggia sui dati tecnici dei più importanti dispositivi oggi presenti sul mercato. Non abbiamo inventato nulla ma solo riportato ciò che le tecnologie all’avanguardia nella rilevazione del monossido di carbonio riportano nei manuali d’uso. Tutti questi dispositivi sono adeguati all’utilizzo in ambienti opeartivi sanitari, agganciati allo zaino o alla divisa degli operatori. Ma ci sono delle differenze fra i vari dispositivi. In particolare sul tema della taratura, che garantisce all’utilizzatore la sicurezza totale.

Il Tango TX1 della Industrial Scientific

TX1Principalmente sul mercato esistono rilevatori monogas e monosensore. Da qusto punto di vista l’Industrial Scientific ha cambiato alcune regole, puntando sull’affidabilità di lunga durata e su un servizio esteso di supporto.

Tecnicamente la rilevazione monogas avviene per diffusione, ovvero vengono calcolate le parti per milione di monossido di carbonio presenti nell’aria. Il sensore in tutti i prodotti sul mercato è elettrochimico “a celle” ed è stato studiato per diverse tipologie di gas. La Industrial Scientific qui ha sviluppato la prima grande differenza con tutto il resto della concorrenza. Il Tango TX1 infatti non ha un solo sensore, ma ne possiede due. Questo dimezza le possibilità di malfunzionamento, e migliora notevolmente la velocità di percezione del gas velenoso. Rispetto ai monosensori la Industrial Scientific ha verificato che la doppia misurazione effettuata dal TX1 è 85 volte più sicura. Il Tango da questo punto di vista quindi ha un vantaggio notevole. Inoltre ha 3 anni di durata della batteria in utilizzo continuato, una garanzia vitale di 36 mesi che copre sia il sensore che qualsiasi malfunzionamento. Fra tutti i dispositivi che prenderemo in esame, è quello con un range di utilizzo più elevato (IP67 e funzionamento da -40° a +50°) e l’allarme acustico più forte (110dB). A livello prestazionale il doppio sensore è una garanzia di rapidità: il tempo di lettura del monossido nell’aria dura 10 secondi (il 30% in meno rispetto alla concorrenza). E’ interessante sapere anche che il campo di misurazione è fra i più ampi, perché arriva a 1000ppm mentre in media i rilevatori arrivano a 500ppm.

Che il Tango TX1 sia uno strumento di alto livello lo si percepisce anche a vista: il prodotto della Industrial Scientific è il più grande della categoria e leggermente più pesante dei rilevatori concorrenti. Stiamo parlando però di misure compatibili con il taschino della giacca da soccorso: 99x51x35mm di dimensione e 126 grammi di peso sono un’inezia, se servono a salvare la vita di un gruppo di soccorritori.

Il servizio Guardian: un rilevatore controllato e sempre calibrato

In Italia il Tango TX1 ha dalla sua parte anche un servizio di assistenza speciale, il servizio Guardian. In estrema sintesi, è un’assistenza tecnica illimitata e una granzia di funzionamento corretto, pagata tramite canone di noleggio. Il servizio Guardian garantisce l’attrezzature per svolgere sempre il bump test, i controlli periodici e un’assistenza telefonica e telematica. Il rilevatore poi è sempre sostituito gratuitamente in caso di guasto o malfunzionamento, e annualmente viene cambiata con una macchina certificata e calibrata.

La taratura: anche senza normativa specifica, un vantaggio nella sicurezza

Il Tango TX1 si differenzia dalla concorrenza in particolare sul tema del controllo periodico (BUMP TEST). Sul tema c’è molta attenzione, per garantire il massimo funzionamento del dispositivo in ogni situazione. Lo strumento nasce per operare in miniera e in aree industriali a rischio, quindi la Industrial Scientific ha voluto definire con precisione le tempistiche di taratura, senza lasciare nulla al caso.

Il bump test infatti è una taratura che serve affinché l’autotest elettronico quotidiano sia corretto. Questa azione è fondamentale per garantire al sensore elettrochimico un range operativo mai “sballato”. La carica elettrochimica del “naso” dei rilevatori infatti deve essere verificata periodicamente in ogni situazione.
Il test mensile garantisce un appuntamento continuo ma non eccessivamente pressante affinché la situazione del dispositivo sia sotto controllo, ma non opprimente per il soccorritore che deve fare i check dell’ambulanza. In questo modo gli auto-test giornalieri sono accurati e garantiscono una buona funzionalità di lettura in ambiente operativo.

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