Photo Credit To Federmoto

Motociclismo sportivo, il defibrillatore ovunque sarà presto realtà

Nel mondo dello sport l’attività motociclistica è da sempre percepita come una delle più pericolose. Nonostante esistano sport molto più pericolosi, per il grande risalto che ha conquistato negli anni e per la velocità con cui vengono percorse le gare c’è sempre il concetto che la moto sia “a rischio”. In realtà non è esattamente così, grazie al costante impegno di chi migliora la sicurezza attiva e passiva degli equipaggiamenti, delle moto e dei piloti.

Soprattutto la moto non è pericolosa anche per la costante presenza di ambulanze e soccorritori preparati che presidiano le gare. Ma a breve il motociclismo sarà anche cardioprotetto. Tutto il movimento motociclistico italiano infatti si dovrà uniformare al Decreto Balduzzi entro il 20 gennaio 2016: Tutte le società affiliate con la Federazione Motociclistica Italiana saranno dotate di defibrillatori. Il decreto Balduzzi che obbliga tutti gli impianti sportivi e tutte le società a dotarsi di  defibrillatori è quindi un passo in più che non sta cogliendo impreparato questo mondo. Il motociclismo – e il mondo del Cross in particolare –  più di altre realtà ha già iniziato a dotarsi di defibrillatori lungo le piste di allenamento. Recentissimo è il caso di un motociclista che a Mantova ha avuto un infarto ed è stato salvato grazie al defibrillatore.  Altre piste in Italia hanno già postazioni DAE con operatori abilitati all’uso. Ma qual è la situazione complessiva? Lo spiega puntualmente la dottoressa Monica Lazzarotti, medico federale e Presidente della Commissione Medica FMI.

Monica Lazzarotti, Presidente Commissione Medica Federmoto

Monica Lazzarotti, Presidente Commissione Medica Federmoto

Nonostante i moto club siano delle ASD e abbiano tempi “lunghi” per adeguarsi alla normativa si percepisce una forte attenzione da parte dei motociclisti per la tematica dei defibrillatori. E’ una questione educativa dovuta al forte impegno per la sicurezza che la FMI porta avanti?  Che attività sta mettendo in atto la FMI nella diffusione di questi dispositivi fra le società affiliate?

Stiamo percependo una crescente attenzione sul tema, e questo è sicuramente un segnale positivo, per tutto l’ambiente. Fin dal mese di luglio del 2012, all’indomani della pubblicazione del DM della Salute del 18/03/2011 che ha previsto espressamente la presenza di un defibrillatore portatile DAE semiautomatico in tutte le strutture fisse o mobili nelle quali venga praticata attività sportiva agonistica e non agonistica, anche a livello dilettantistico, abbiamo iniziato a sensibilizzare l’ambiente con apposite Circolari ed informative. Attraverso tali informative abbiamo iniziato ad allertare ogni club/gestore di impianto di prevedere un numero di persone minimo che  fossero in possesso dell’attestato abilitante all’uso del dispositivo DAE, ottenuto a seguito di partecipazione ad apposito corso, così come previsto dalla normativa di legge. 

Se da un lato è riscontrabile sicuramente la novità rispetto alla normativa in questione, dall’altro non può negarsi che i defibrillatori semiautomatici esterni per uso laico (AED o DAE) sono ormai progettati con tecnologie innovative e dotati di software efficaci ed intuitivi, indicati per le emergenze improvvise e di facile utilizzo per ogni tipo di soccorritore preliminarmente formato, si intende, sull’utilizzo degli stessi. Si tratta di apparecchi portatili, da tenere a disposizione per un pronto impiego ed utilizzabili, si ripete, da personale anche non medico preliminarmente istruito all’uso degli stessi. La tecnologia ci è venuta in aiuto ponendo sul mercato apparecchi estremamente semplici, in grado di guidare passo dopo passo l’operatore non medico, né paramedico, definito laico, in modo da mantenere efficienti i parametri vitali del paziente sino all’arrivo dei soccorsi convenzionali. Se tutto questo dovesse servire anche solo a salvare una vita umana, penso che ne sarebbe valsa la pena!

 

La pista è l’unico luogo deputato allo svolgimento del motociclismo sportivo. Possiamo fare una panoramica sulla presenza e sull’installazione dei DAE nelle varie categorie? Partendo dalla velocità, passando al Cross e finendo con Enduro e motorally, che regole e che consigli dà la FMI? E per i circuiti ci sono delle raccomandazioni ulteriori rispetto al DAE?

Proprio in ragione delle diverse specialità sportive riconosciute in seno alla FMI, la questione relativa alla applicazione delle prescrizioni normative del Decreto in esame risulta essere di non facile attuazione. Date le riscontrate difficoltà operative, la FMI ha richiesto un’interpretazione autentica al Ministero della Salute in data 23/06/2014 e si è in attesa di responso. Partendo dal principale assunto per cui, come riferito precedentemente, ai sensi di quanto previsto dal comma 3 dell’art. 5 del Decreto i nostri affiliati – associazioni sportive dilettantistiche, costituite nella forma dei c.d. Moto Club ed affiliati alla FMI ed iscritti al Registro delle Società sportive istituito presso il CONI – dovranno provvedere a dotarsi di defibrillatori, seguendo le modalità organizzative di cui all’ “Allegato E” del citato Decreto, le difficoltà interpretative, per la nostra attività federale, in merito alla normativa richiamata, discendono dal fatto che l’attività motociclistica risulta estremamente variegata e molto complessa:

  • Sia per le numerose specialità ed attività riconosciute: velocità, motocross, enduro, motorally, trial, speedway, motoslitte, supermoto, quad, moto d’epoca, turismo;
  • Sia per i luoghi di svolgimento delle diverse manifestazioni sportive, che non coincidono mai con la sede della società sportiva e che possono essere organizzate sia in impianti chiusi (autodromi e circuiti), sia su strade aperte o percorsi fuoristrada temporanei.

 

Se infatti nulla osta all’applicazione di quanto disposto nell’ “Allegato E” per le  manifestazioni sportive che si svolgano in impianti chiusi, circuiti, o comunque in ambienti ben circoscritti, le difficoltà interpretative ed attuative discendono rispetto alla applicazione degli obblighi legislativi legati alle modalità di collocazione dei defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita, in occasione di manifestazioni che si svolgono su strade, che prevedono percorsi, che hanno un luogo di partenza distinto rispetto al luogo di arrivo o che semplicemente si svolgano in posti diversi rispetto alla sede legale dei Moto Club.

 

Per alcune specialità non è una novità avere a disposizione uno o più DAE durante lo svolgimento della competizione:

  • Nella velocità, ad esempio, durante l’attività in circuito è sempre presente un’ equipe medica posizionata sia lungo la pista che al centro medico ed il DAE, ovviamente, è parte dei dispositivi medici di emergenza presenti sul campo, necessari per fronteggiare incidenti anche di severa entità.
  • Se parliamo di discipline fuoristradistiche in questo caso il defibrillatore deve essere presente durante lo svolgimento dell’attività, pertanto se l’attività si svolge fuori di una struttura, il DAE dovrà essere presente nel luogo e nel momento dello svolgimento dell’attività stessa. Nei campionati titolati di motorally, cross ed enduro, ad esempio, abbiamo già vere e proprie equipe mediche specializzate nel soccorso e nella gestione di gara sicuramente esperte nell’uso del DAE.

 

Inoltre, nella preparazione delle competizioni motociclistiche a qualsiasi livello deve essere previsto l’allestimento di un piano di soccorso da parte del medico di gara designato, con la presenza, oltre che di staff medico e paramedico adeguato alle esigenze, anche di un numero di veicoli di soccorso  adeguatamente equipaggiati appropriati all’evento. Ma l’attività motociclistica è estremamente variegata e molto si può e si deve ancora fare!

 

Parlando proprio degli impianti: In futuro chi non avrà installato i DAE, quando non ci saranno i soccorritori a bordo pista, rischia di dover tener chiuso l’impianto?

Sicuramente si. Verrà considerato come elemento  obbligatorio  per ottenere la prevista omologazione unitamente a tutti i requisiti tecnici ed amministrativi previsti della normativa di omologazione impianti.

I defibrillatori da soli non risolvono tutti i problemi, perché bisogna saperli usare. C’è necessità di formazione per gli affiliati alla FMI e come si può migliorare la situazione?

I corsi per la formazione del personale atto all’utilizzo dei defibrillatori sono effettuati dai Centri di Formazione accreditati dalle singole Regioni, secondo specifici criteri, e sono svolti in conformità alle Linee guida nazionali del 2003 così come integrate dal D.M. del 18 marzo 2011. Tali corsi di formazione metteranno in condizione il personale  di utilizzare con sicurezza i DAE, abilitandoli all’addestramento teorico-pratico delle necessarie manovre di BLSD (Basic Life Support and Defibrillation). Per quanto concerne eventuali agevolazioni finalizzate all’acquisto dei defibrillatori, la Federazione non ha inteso, al momento, porre  in essere convenzioni con specifiche società promotrici, lasciando piena autonomia ai singoli gestori per l’opzione della migliore soluzione presentata sul mercato nella Regione di singola appartenenza, essendo la materia di competenza regionale/provinciale da parte delle strutture del 118. Tuttavia, laddove siamo venuti a conoscenza di informative specifiche pubblicate nei Bollettini Ufficiali Regionali, attraverso apposito Avviso Pubblico, abbiamo provveduto a segnalare ai moto club/Gestori di determinate Regioni eventuali concessioni di contributi regionali per interventi strutturali riguardanti il miglioramento e l’adeguamento dei livelli di sicurezza degli impianti sportivi esistenti, anche attraverso l’acquisto e l’istallazione delle attrezzature sportive di base e di defibrillatori, oppure l’organizzazione dei relativi corsi di formazione.

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2 Comments

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