Viaggio in 25 anni di elisoccorso con Elifriulia: Cosa è cambiato e cosa cambierà nel mondo HEMS europeo?

Viaggio in 25 anni di elisoccorso con Elifriulia: Cosa è cambiato e cosa cambierà nel mondo HEMS europeo?

Intervista con il responsabile marketing dell’azienda italiana che dagli anni 70 è fra i protagonisti delle attività di soccorso in elicottero in Italia e in Europa. L’evoluzione attraverso mezzi, protocolli e uomini che hanno sviluppato le attività HEMS così come le conosciamo oggi

 

UDINE –L’elisoccorso in Friuli Venezia Giulia sta celebrando il suo 25esimo anno di attività ed Elifriulia è al suo fianco. Era il 1992 quando entrava in vigore il DPR che istituiva il servizio di primo intervento con l’elicottero in Italia e sono state tante le realtà nel nostro Paese a svilupparsi tecnicamente per fornire un servizio sempre più efficace e sicuro. Il primo agosto del 1992 Elifriulia iniziò il suo percorso fianco a fianco delle ASL del Friuli-Venezia Giulia, una storia che continua oggi con grandi soddisfazioni per i traguardi raggiunti:

“L’evoluzione dell’elisoccorso – spiega Lorenzo Braida – in Italia ha sempre visto Elifriulia attiva. Siamo uno degli operatori più longevi, essendo presenti dal 1970. Possiamo dire che in questi 25 anni, nel nostro Paese si sono succedute tre fasi. Gli albori, dove sono stati impiegati i primi elicotteri per un servizio di emergenza, che si stava sviluppando. Erano presenti già mezzi bimotori, con tecnologie che avevano consentito un grande passo in avanti per il sistema di soccorso, ma gli elicotteri erano ancora dotati di strumentazioni piuttosto minimali; non era previsto il verricello, ad esempio. Con il cambio del millennio, abbiamo vissuto l’inizio di un’epoca nuova per il soccorso e i suoi standard. Nei primi anni duemila le attività, gli spazi operativi, le strutture dei mezzi si sono stabilizzati in quella che possiamo chiamare fase due. Sono arrivati elicotteri nuovi, in classe 1, con prestazioni in categoria A. Elicotteri molto più prestazionali, dotati di verricelli in cui era possibile imbarcare 3 o 4 persone oltre al pilota, e forniti di strumentazioni sempre più specifiche e innovative. Infine siamo entrati da pochi anni nella fase tre, quella attuale, dove le prestazioni e le capacità operative degli elicotteri sono ulteriormente aumentate. Questo ha permesso – anche grazie a una normativa europea recepita da poco – di introdurre nuove potenzialità e nuove possibilità per l’elisoccorso, soprattutto per quanto riguarda l’operatività notturna, che in Italia è stata lanciata nel 2016. Fondamentale anche l’introduzione di nuove tecnologie, quali i visori notturni o i sistemi NVG.

L'elicottero Airbus H145  I-MAKE che ha prestato servizio all'elibase di Trento in sostituzione temporanea di alcuni velivoli in manutenzione: Foto Aersud Elicotteri

Uno degli elicotteri Airbus H145 di Elifriulia. Foto Aersud Elicotteri

Come si è sviluppato il mondo dell’eliambulanza nel rapporto con i professionisti sanitari, medici e infermieri in primis?

“Ci confrontiamo spesso con colleghi e altre realtà del settore, ma su questo tema posso rifarmi all’esperienza diretta di Elifriulia. Abbiamo compreso che in questi anni, anche dal punto di vista sanitario, c’è stato un cambiamento di approccio, perché l’intervento è più rapido. È mutata quindi la tipologia di comportamento da parte del team sanitario, e si sono approfondite le competenze.  Dal punto di vista sanitario sono stati messi a punto protocolli sempre più precisi, puntuali ed efficaci, capaci di sfruttare la velocità dell’elicottero nelle più diverse occasioni. Anche il volo notturno probabilmente influenzerà nuovamente i protocolli, che sono studiati e applicati attentamente.  Siamo in una fase evolutiva molto importante per il servizio, ma non possiamo prevedere con esattezza cosa accadrà fra 5 o 10 anni. Quella dell’elisoccorso è davvero una strada in continua evoluzione e aggiornamento.

Da operatori del soccorso, come avete visto cambiare la percezione del servizio da parte del civile?

“Il cittadino? Sicuramente all’inizio ha avuto l’impressione di una grande novità. Abituato a tempi di trasporto molto lunghi, apprezzava la tempestività dell’elicottero in una situazione di emergenza, e il supporto medico di alta specializzazione. Nel tempo ha avuto la percezione dell’evoluzione del mezzo elicottero e della sua capacità operativa. Nell’opinione pubblica è diventato più chiaro lo sforzo e la costante attenzione a migliorare il servizio. E sarà ancora di più così nei prossimi mesi, con i voli notturni, un servizio che fino a pochi mesi fa non si poteva attivare nelle forme cosi complete, con un’operatività più snella e meno limitata. La percezione comune è che questo mezzo sia diventato uno strumento imprescindibile per salvare persone che altrimenti non avrebbero possibilità di sopravvivere. Un grande segnale in questa direzione è il cambiamento dei protocolli e dell’approccio ai pazienti con la regola della Golden Hour anche su infortunati in aree isolate. Questa nuova visione si è delineata grazie all’elisoccorso, che ha permesso un’evoluzione sanitaria e un mutato approccio in emergenza al paziente, oggi molto più incisivo ed efficace.

H145_SN20091_Windentest_2016_06_22_046Come si è sviluppato il mondo dei mezzi di soccorso elicotteristico? E perché Elifriulia si è basata sulle tecnologie Airbus?

Tengo a precisare che in Elifriulia gli elicotteri sono innanzitutto uno strumento di lavoro, e la filosofia aziendale implica che ogni strumento di lavoro debba essere il migliore per la nostra operatività. L’obiettivo è quello di dotarci delle macchine più adeguate e performanti, e continuiamo questa ricerca ogni giorno, valutando costantemente le varie proposte offerte dai costruttori a livello mondiale. Al momento utilizziamo aeromobili prodotti dell’Airbus Helicopters, che è un costruttore franco-tedesco con una filiale italiana – Aersud – molto importante e attiva. Se abbiamo scelto questi aeromobili è proprio per le ragioni appena illustrate: sono i migliori per le tipologie di servizi che Elifriulia offre al momento.

L’elisoccorso però non è più solo pilota e medico, ma anche tecnico CNSAS. Come si è sviluppato e come sta andando il rapporto con il Soccorso Alpino?

Il CNSAS collabora con l’elisoccorso da molto tempo, e per noi operatori è fondamentale. Prima, quando l’elicottero non era equipaggiato con il verricello e non poteva arrivare in determinate aree, il rapporto era diverso. Ora, invece, con le dotazioni e i mezzi sempre più stabili e performanti, c’è la possibilità della calata e l’azione di soccorso è diventata sempre più integrata. il soccorritore alpino è quindi una componente con professionalità, compiti e competenze che ci permettono di completare le operazioni in maniera molto più efficace e sicura.

E il notturno? Ci sono degli aspetti su cui Elifriulia si sta concentrando maggiormente?

Sulloperatività notturna ci sono procedure ben conosciute, le certificazioni sono già state ottenute e i piloti sono qualificati. Ci saranno delle attività da svolgere per il perfezionamento sugli interventi. Elifriulia già vola di notte ed è attrezzata per questo.

Una testimonianza sulla vostra capacità operativa?

L'elicottero Airbus H145  I-MAKE che ha prestato servizio all'elibase di Trento in sostituzione temporanea di alcuni velivoli in manutenzione: Foto Aersud Elicotteri

L’elicottero Airbus H145 I-MAKE che ha prestato servizio all’elibase di Trento in sostituzione temporanea di alcuni velivoli in manutenzione: Foto Aersud Elicotteri

Testimonianza della nostra capacità operativa è stata l’attivazione temporanea di un Airbus H145 sulla base di Trento per sostituire un elicottero in manutenzione, una situazione di emergenza che ci pregiamo di aver supportato in tempi veramente contenuti. Dobbiamo ringraziare il personale di indubbia professionalità con cui abbiamo lavorato a Trento, che ci ha permesso di organizzare la sostituzione dei mezzi in circa 4 giorni. In particolare in questa occasione, il nostro team si è dimostrato altamente qualificato e preparato e c’è stato un confronto molto bello e proficuo per la crescita di tutti”.

Il futuro sarà Italia o anche Estero?

Elifriulia è attiva su molti progetti, anche di respiro internazionale. Negli ultimi due anni abbiamo analizzato il nostro settore, cercando di individuare una direzione precisa. In questo periodo lavorare con risultati economici in linea è sempre più complesso, ma Elifriulia ha fatto grossi investimenti sull’ottimizzazione dei servizi, sulla struttura, sui mezzi e sull’ organizzazione. Abbiamo sviluppato strategie per competere in Europa. Preferiamo mantenere la riservatezza sui nostri piani, ma guardiamo con soddisfazione a diverse attività recentemente svolte, un esempio fra tutti, alcune realtà del soccorso alpino di stati europei e balcanici in visita da noi. All’attivo abbiamo esperienze e collegamenti diversi, compresa l’attività di formazione per i piloti operanti nell’area balcanica. Abbiamo registrato un forte incremento nell’attività della scuola di pilotaggio, che si è  praticamente quintuplicata, e in tale settore la struttura ha ricevuto  apprezzamenti e ringraziamenti da parte di ENAC. C’è poi una struttura manutentiva che ci permette di lavorare al meglio sui nostri elicotteri, come anche su quelli di altre compagnie. Infine, abbiamo sviluppato il settore dei droni dove vogliamo essere presenti con incisività. Senza dimenticare le aree speciali come la scuola di pilotaggio con voli sopra i 2.000 metri, avente base a Courmayeur.

Personalmente posso dire una cosa sul futuro. Lavoro da più di 30 anni in questo settore. Bisogna sempre coniugare le esperienze vissute con la visione del domani. L’esperienza serve a compiere al meglio le proprie scelte ma senza una visione tesa ai cambiamenti, necessaria per restare al passo con i tempi, è difficoltoso essere competitivi. Non parlo solo del cambiamento degli elicotteri, ci sono tanti temi come gli sviluppi nel telerilevamento, le attività sulle paraeoliche. Ma c’è una parola che collega tutto questo, ed è qualità. È solo la qualità che dà sicurezza, e la sicurezza è l’elemento principale che serve per volare, che agli uomini non riesce in senso naturale, ma che dobbiamo essere preparati a fare. L’attenzione ai dettagli che porta alla generazione di qualità: è proprio quello che rappresenta per noi il fulcro dello sviluppo.”

 

 

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