Cervia, visita nel cuore straordinario del 15° Stormo durante il Ravenna Air Show 2017

Cervia, visita nel cuore straordinario del 15° Stormo durante il Ravenna Air Show 2017
Il logo del 5° Stormo , non più operativo dal 2010 (ultimi voli su F-16)

Il logo del 5° Stormo , non più operativo dal 2010 (ultimi voli su F-16)

Un tempo sede del 5° Stormo Caccia “Giuseppe Cenni”, con il suo stemma contraddistinto dalla Diana Cacciatrice (fino al 05 ottobre del 2010), ed ancora prima sede dell’8º Stormo da bombardamento notturno (quest’ultimo sciolto nel marzo del 1995), ora ospita l’81º Centro CAE (Centro Addestramento Equipaggi) e l’83º Gruppo CSAR (Combat Search and Rescue) entrambi facenti parte del 15º Stormo.

Stiamo parlando dell’Aeroporto di Cervia-Pisignano, che abbiamo visitato in occasione dell’arrivo dei velivoli delle Frecce Tricolori, schierati a Cervia per il “Ravenna Air Show 2017 Valore Tricolore”. Venerdì 07 luglio, in una giornata che fin dalle prime ore si è dimostrata caldissima, abbiamo superato il cancello di ingresso della base.

 

Accompagnati da un capitano della 1ª Brigata Aerea “operazioni speciali” (Brigata che ha proprio la sua sede presso l’aeroporto romagnolo, e da cui dipende lo stesso 15° Stormo di Cervia), siamo stati subito accolti dal primo Gate-Guardian, un Republic F-84F Thunderstreak (8-34 s/n n.53-36619) con insegne del 102° Gruppo, già facente parte di quel 5° Stormo che ha lasciato questo Aeroporto 7 anni fa.
La base è un vero museo a cielo aperto: poco dopo il Thunderstreak incontriamo infatti una coppia di Aeritalia F-104S Starfighter ASA/M (rispettivamente 5-36 MM 6880 e 5-31 MM 6916), anche questi un tempo appartenenti al 5° stormo. Questa come abbiamo detto però ormai è la sede del centro addestramento equipaggi che andranno poi nelle diverse unità CSAR (ricerca e soccorso nei combattimenti) , ed uno dei suoi velivoli simbolo ci aspetta poco dietro, un Sikorsky HH-3F Pellican 15-20 c/n.6216, riportato nella vecchia livrea SAR. Questo modello di elicottero, nella sua carriera presso l’Aeronautica Militare Italiana, iniziata nel 1977 e chiusa nel 2015, nelle sue oltre 185.000 ore di volo, ha salvato oltre 7000 vite umane: dai grandi disastri, come i terremoti che il nostro paese conosce bene, fino al soccorso in mare.

DSC_2690Passando tra l’infermeria, vari capannoni e parcheggi, ci affacciamo finalmente sulla pista: sono le 11:15 non abbiamo neanche il tempo di cambiare impostazioni alla macchina fotografica che sulla nostra testa appare Pony 0, l’aereo del comandante delle Frecce. Un passaggio veloce e dopo la pista ci sfila davanti per andare in parcheggio. Ecco qui che ci si fa già incontro il maggiore Mirco Caffelli. Alla spicciolata atterranno gli altri Aermacchi MB-339 PAN. All’appello però mancheranno Pony 1 (Capo Formazione) e Pony 4.( 2° Gregario Sinistro). Nel tempo di questa curiosa attesa sentiamo l’inconfondibile rumore dell’HH-139. Il rumore è lo stesso che siamo abituati a sentire nell’omologo Agusta-Westland 139 da cui l’HH-139 (versione militare) deriva.
Non siamo sul lungomare di Marina di Ravenna, per cui la simulazione della ricerca e salvataggio non può essere effettuata, ma l’elicottero svolge davanti a noi tutta una serie di evoluzioni che sembrano impossibili ad un elicottero, viste anche le sue dimensioni generose.

Il Sikorsky HH-3F Pelikan nella vecchia livrea SAR

Il Sikorsky HH-3F Pelikan nella vecchia livrea SAR

Alle nostre spalle si trova l’Hangar che contiene gli altri HH-139 dell’83º Gruppo, per cui non riusciamo a sottrarci a dare una sbirciata: i meccanici e i tecnici di volo si alternano tra i tre elicotteri presenti.

Al gruppo sono assegnati anche i nuovi ‘HH-101A, denominato “Caesar” nella versione dell’Aeronautica Militare. L’elicottero, dalla curiosa livrea nera, sarà impiegato per il  Supporto Aereo alle Operazioni Speciali, per Slow Mover Interceptor (intercettazione di aeromobili lenti) nonché di Personnel Recovery, ossia del recupero di persone, civili e militari, in situazione di difficoltà in aree di crisi. Queste capacità permetteranno al 15° Stormo di soddisfare gli elevati standard richiesti dalle organizzazioni internazionali delle quali l’Italia è parte.

Un Panavia Tornado IDS in passaggio radente a Cervia, durante la visita alla Base del 15° Stormo

Un Panavia Tornado IDS in passaggio radente a Cervia, durante la visita alla Base del 15° Stormo

Il “Caesar” non era oggetto della nostra visita, e così abbiamo solo potuto intravederne la silhouette negli hangar lontani dalla nostra postazione.

Atterrano, provenienti da Pratica di Mare (RM), sede del Reparto Sperimentale di Volo, in particolare del 311º gruppo volo, che la domenica farà esibire l’EuroFighter Typhoon. Per motivi logistici l’aereo è seguito anche dall’ Alenia C-27J Spartan del Reparto.

Una chiamata giunge dalla torre di controllo: un Panavia Tornado IDS si esibirà in un sorvolo a “bassa velocità” sulla pista davanti a noi: occhi all’insù e qualche scatto.

Il tempo passa in fretta, quando finalmente vediamo arrivare Pony 1 e Pony 12: un guasto a Pony 4 ha richiesto la sostituzione dell’aereo. Un giro veloce a Udine e così con l’arrivo degli ultimi due aerei si chiude lo schieramento sulla pista.

Formazione completata e si apre quindi il tempo delle interviste (presto tra queste pagine il video realizzato con la collaborazione dei colleghi di una emittente privata romagnola)

 

 

 

Vogliamo ringraziare l’Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore, in particolare il 2° Ufficio “Pubblica Informazione – Relazioni con i media giornalistici”, la 1ª Brigata aerea “operazioni speciali”, in particolare il Capitano Marco Miserini. Il 15° Stormo e il 313° Stormo “PAN”.

Edoardo Govoni – Luca Stella

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