62 persone potrebbero cambiare il mondo del volontariato. Per sempre

62 persone potrebbero cambiare il mondo del volontariato. Per sempre

Basterebbe il piccolo contributo di 62 persone per cambiare – per sempre – il mondo del volontariato e della cooperazione in tutto il mondo. Queste 62 persone infatti possiedono la stessa quantità di ricchezza di 3,5 miliardi di esseri umani. A ben guardare, l’1% degli uomini possiede le ricchezze di tutti gli altri esseri umani. La fonte di questa ricerca è l’Oxfam e la sua ricerca (An Economy for the 1%) mette sulla bilancia della parità chi ha tutto e chi non ha niente, con un panorama che – è bene dirlo – sta diventando sempre più sbilanciato verso chi ha tutto.

Se soltanto queste 62 persone tramutassero l’1% del proprio benessere in somme destinate al prossimo e a favore di associazioni di volontariato sanitario o a grandi associazioni di soccorso internazionale, il mondo potrebbe cambiare. Non è un discorso che vale solo per il mondo, è un discorso che vale anche per l’Italia. Il 10% della popolazione italiana possiede quasi 8 volte la ricchezza della metà più povera del paese. E questo tasso di diseguaglianza sta diventando sempre più radicale.

Ecco perché saremmo davvero felici che l’esempio dato da migliaia di volontari e soccorritori diventasse una nuova strada da seguire per chi – oggi – deposita il proprio patrimonio in paradisi fiscali (che a livello globale hanno toccato l’accantonamento record di 7.600 miliardi di dollari, per tasse evase pari a circa 190 miliardi di dollari ogni anno)

In una situazione in cui la cooperazione internazionale annaspa fra mancanza di sovvenzione e riduzione dei contributi pubblici, questa diseguaglianza diventa ancora più evidente e fa capire come il sistema economico sia alterato a favore di interessi potenti, con un reticolo di paradisi fiscali pronti a mettere in atto ogni pratica per eludere controlli e sovvenzioni. Per Oxfam sono proprio le persone e le corporation più ricche a potersi permettere il ricorso a questi servizi, aumentandone la dimensione globale. E la richiesta, a poche ore dall’apertura del Forum Mondiale sull’Economia, è quella di cambiare rotta.

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