App mediche: nuove opportunità per la salute ma servono garanzie

App mediche: nuove opportunità per la salute ma servono garanzie

Le app mediche sono tecnologie ed innovazioni con enormi potenzialità migliorative per la salute pubblica e individuale. Esistono però una serie di problemi sollevati dall’utilizzo delle nuove applicazioni in campo sanitario, che bisogna affrontare. Il Comitato nazionale di bioetica scende in campo sui delicati temi della regolamentazione del settore e degli strumenti da fornire al cittadino per orientarsi meglio nella giungla delle app, al centro dell’agenda di istituzioni, società scientifiche e associazioni del mondo della sanità.


Un mercato in rapida espansione

Il mercato delle applicazioni su smartphone, tablet e dispositivi digitali è in rapidissima espansione: nel giro di un anno, si è passati da più di 40 mila a 1oo mila app disponibili sul mercato. Primo tra gli enti regolatori pubblici, nel 2013 la Food and drug administration statunitense ha lanciato l’allarme sui rischi connessi alle app mediche e ha approvato Linee di indirizzo sull’argomento che ha rivisto già nel febbraio scorso. Anche il ministero della Salute si sta muovendo per cercare di dare un quadro normativo alla materia e i Garanti della Privacy dell’Europa hanno chiesto alle piattaforme che propongono app su smartphone e tablet di obbligare gli sviluppatori ad informare gli utenti, prima che questi scarichino le app, sugli eventuali dati personali che verranno raccolti e sul loro uso.


Il «decalogo»

Alla luce dell’analisi etica il Comitato esprime alcune raccomandazioni, con particolare riferimento alla classificazione delle applicazioni in funzione dei rischi, alla promozione di una ricerca interdisciplinare tra informatici, progettisti e medici, insieme ad esperti di etica, scienze cognitive e sociali, nella fase di progettazione, sperimentazione e valutazione delle applicazioni, all’ incentivazione delle industrie a produrre app effettivamente utili per la salute dei cittadini e alla identificazione di responsabilità delle compagnie che producono app, nell’ambito dei profili di sicurezza e privacy. Il Comitato sollecita l’istituzione di un osservatorio per il monitoraggio delle app e la costituzione di siti e/o portali accreditati scientificamente, la promozione di un’appropriata informativa e una trasparente comunicazione all’utente al momento dell’utilizzo dell’app, con una specifica attenzione ai minori e la promozione di studi sull’impatto dell’uso delle app, in particolare sull’identità personale e relazionale. L’obiettivo è promuovere l’acquisizione di una consapevolezza critica da parte della società delle nuove applicazioni per la salute, evitando forme eccessive di salutismo e di medicalizzazione.

 

Articolo originale su Corriere della sera

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