Concluso a Firenze il Forum internazionale riduzione del rischio

Concluso a Firenze il Forum internazionale riduzione del rischio

Adottata la dichiarazione “The Florence Way Forward” nel cinquantennale dell’alluvione dell’Arno

 

Si è concluso oggi, con l’adozione della dichiarazione “The Florence Way Forward”, il Forum sull’implementazione della strategia di Sendai per la riduzione del rischio a livello locale ospitato dall’Italia e dal Comune di Firenze nell’anno del cinquantenario dell’alluvione dell’Arno e organizzato in partnership tra il Dipartimento della Protezione Civile e l’UNISDR.

L’Italia assume, con questa iniziativa, un ruolo di stimolo e di guida nell’impegno verso la riduzione del rischio a livello locale, una sfida in cui il nostro Paese – esposto a un’ampia varietà di rischi naturali e non solo – mette in campo la ricchezza d’esperienze rappresentata dal ruolo dei Sindaci, riconosciuti nel nostro ordinamento come prima autorità di protezione civile sul territorio, come ha sintetizzato in apertura Dario Nardella, Sindaco di Firenze.

“In Italia il sistema di protezione civile è diventato anche un punto di riferimento per la costruzione di buone pratiche a livello internazionale” – ha sottolineato durante l’apertura dei lavori il Sottosegretario Claudio De Vincenti – “La forza del nostro sistema si basa sulle realtà locali che sono pienamente coinvolte, con i sindaci che sono le prime autorità di protezione civile. La nostra protezione civile vive sul territorio”.

A riprova della continuità dell’impegno dell’Italia su questi temi, al Forum ha partecipato anche il Prefetto Franco Gabrielli, Capo della Polizia, nel suo ruolo di Disaster Risk Reduction Champion, riconosciutogli dall’UNISDR alla luce di quanto da lui fatto nel corso del suo mandato di Capo del Dipartimento della Protezione Civile.

La firma dell’adesione alla campagna da parte di Bruno Valentini, Sindaco di Siena e delegato ANCI alla protezione civile, e dei rappresentanti di altri 17 Comuni italiani, durante la cerimonia d’apertura del Forum, è stata l’occasione per il rilancio di Making Cities Resilient: “L’implementazione a livello locale è la chiave per raggiungere gli obiettivi della strategia di Sendai” ha detto il Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio da disastri, Robert Glasser, annunciando l’estensione al 2020 della campagna a cui, dal 2010, hanno aderito oltre 3.200 città, “confidiamo che le misure concrete proposte nella due giorni di Firenze incoraggeranno più città, piccole e grandi, nel mondo a seguire l’esempio”.

Nel corso della due giorni ci si è confrontati in particolare sull’implementazione coerente di strategie quadro internazionali, con interventi di esperti tra cui il Ministro della Difesa Civile e Protezione Civile della Federazione Russa, Vladimir Puchkov, il Segretario Generale dell’OSCE, Lamberto Zannier e il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. Tra le sessioni tematiche, una è stata dedicata al rischio alluvionale e moderata da Mauro Grassi, Direttore della struttura di missione #ItaliaSicura della Presidenza del Consiglio dei Ministri; altre al ruolo dei privati nella costruzione della resilienza, al tema delle risorse finanziarie, alla preparazione della terza Conferenza delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani UN-Habitat, che si svolgerà in Ecuador a ottobre, alla riduzione del rischio per il patrimonio culturale e alle sfide della governance locale nella gestione dei rischi. All’incontro di alto livello hanno partecipato attivamente, tra gli altri, il Presidente del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, Markku Markkula, il Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato della Santa Sede, Monsignor Antoine Camilleri, la Commissione Europea e l’Unione delle città e dei governi locali (UCLG).

In particolare, il Forum ha sottolineato l’importanza di un approccio coerente tra gli impegni internazionali assunti in materia di sviluppo sostenibile, cambiamento climatico e riduzione del rischio, per affrontare l’impatto dei disastri, aumentare la resilienza delle comunità e coordinare la gestione dei rischi futuri.

Nella sessione conclusiva, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti, auspicando che il percorso di collaborazione e condivisione sulla riduzione del rischio trovi sempre maggiore sostegno politico e istituzionale, ha sottolineato l’importanza di un approccio coerente, multidisciplinare e multirischio. “La messa in sicurezza del Paese è la base per un’efficace prevenzione del rischio. Oggi fenomeni atmosferici sempre più violenti” – ha detto il Ministro evidenziando l’impegno del Governo – “mettono a nudo le difficoltà di un Paese che non ha saputo programmare, che ha lasciato nel cassetto fondi e progetti, che ha tenuto bloccati cantieri fondamentali per la vita sicura delle comunità. La nostra risposta sta nell’aver programmato, dal primo giorno di questo governo, un grande piano d’azione fino al 2020 che indirizza fondi alle aree più esposte secondo criteri scientifici, a partire dalle grandi aree metropolitane, accompagnandoli a una forte semplificazione delle procedure come dimostrano la riforma della governance in chiave distrettuale con la costituzione delle autorità di distretto che il Ministero sta licenziando e anche grazie alla trasparenza nei tempi e nelle responsabilità degli interventi. Un nuovo metodo frutto di un’alleanza tra le istituzioni che porterà nel tempo a evitare tante tragedie”.

Il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha salutato la platea di ospiti internazionali in videocollegamento dalla sede operativa a Roma, avendo dovuto lasciare Firenze stamattina per partecipare, assieme al Ministro dell’Interno e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, a una riunione tecnica in Prefettura a Palermo sulla difficile situazione legata ai numerosi incendi che hanno duramente colpito la Sicilia. “Dobbiamo continuare a scambiarci informazioni, a fare intravedere i punti di vista di ognuno, a confrontarci” ha detto l’ingegner Curcio. “Dobbiamo migliorare la filiera del rapporto tra le politiche generali, le attività locali e il cittadino, così come dobbiamo trovare indicatori che misurino la bontà delle azioni intraprese, per sapere se la direzione scelta è quella giusta o deve essere aggiustata. E il documento ‘The Florence Way Forward’ potrà essere un’utile guida in questo”.

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