Da soccorritori della Croce Rossa a cancellieri di tribunale? Ironie indelicate e realtà dei fatti

Da soccorritori della Croce Rossa a cancellieri di tribunale? Ironie indelicate e realtà dei fatti

Il termine usato, quasi in senso dispregiativo, è stato barellieri. Ma la realtà dei fatti relativa al trasferimento di 11 dipendenti Croce Rossa al Tribunale di Roma sembra diversa e cerchiamo di andare un po’ più a fondo in questo articolo. Per onestà nei confronti di chi è in mobilità e per rispetto della figura del soccorritore, qualunque sia il suo ruolo

ROMA – Le operazioni di mobilità e ricollocamento del personale statale della Croce Rossa Italiana, che è stata privatizzata ufficialmente a febbraio 2016, iniziano a far parlare di sé per alcune particolari situazioni che stanno avvenendo a Roma. E’ di ieri infatti la notizia – apparsa per la prima volta sul Corriere della Sera – che 11 soccorritori dipendenti che fino a ieri hanno vestito l’emblema internazionale saranno destinati al lavoro di cancelleria nel Tribunale di Roma. D’ora in poi saranno responsabili della redazione di atti giuridici per i magistrati.
Nella descrizione giornalistica i soccorritori dipendenti vengono definiti come persone “catapultate” nel mondo della funzione pubblica, ma non è esattamente così. Nella Croce Rossa statale infatti esistevano diverse aree amministrative i cui dipendenti – pur potendo essere chiamati soccorritori – svolgevano attività amministrative tout-court trovandosi spesso a che fare con i codici civili e penali.

croce-rossa-Probabilmente è questo il motivo che ha spinto il ministero della Giustizia ad accordarsi con il ministero della Funzione Pubblica dando il proprio placet al trasferimento. La mobilità obbligatoria attivata anche tramite portale dalla Pubblica Amministrazione infatti è un sistema di gestione del personale in carico per migliorare l’allocazione di risorse, ovvero il numero di dipendenti nelle strutture pubbliche per far si che tutto funzioni al meglio.

I cancellieri di ruolo – ovviamente – hanno protestato, lamentando l’equiparazione alle loro funzioni di personale che non è passato da concorso pubblico. “Abbiamo faticato sui libri per superare un bando che imponeva conoscenze tecniche – ha detto al corsera Cinzia Pietrucci, presidente dell’associazione dipendenti giudiziari italiani – mentre chi proviene dalla Croce Rossa ha superato prove dure ma di ben altra natura, che non hanno nessuna relazione con la giurisprudenza”.

Probabilmente però nessuno si è davvero bene informato sulle competenze dei dipendenti della Croce Rossa, nè tantomeno sui loro curricula. Chi vanta esperienze sanitarie di alto livello, e magari ha fatto parte del corpo militare della Croce Rossa o di reparti tecnicamente avanzati del Corpo, quasi sempre ha trovato una nuova collocazione nell’ambito dell’emergenza urgenza. Il problema che lo Stato sta pian piano risolvendo è quello della ricollocazione di circa 2000 impiegati che permettevano alla CRI statale di funzionare a livello burocratico. I titoli e le battute ad effetto quindi sembrano semplice ironia indelicata davanti a procedure di mobilità interne alla pubblica amministrazione che non funzionano “a caso” ma si basano su studi e rapporti precisi. Tant’è che nelle liste di mobilità generale con richieste di nuovo impiego ci sono – guarda caso – 11 dipendenti non dirigenti di area amministrativa (QUI).

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3 Comments

  1. Loris campalani

    Ma dove avete presi le informazioni per questo articolo? Su topolino? Quanto vi hanno pagato per scrivere idiozie del genere? “Procedure di mobilità che ” non funzionano a caso”? Davvero? Studi e rapporti precisi? In quale pianeta? Tesserati anche voi coi sindacati che li hanno svenduti

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    1. Emergency Live
      Emergency Live

      Gentile Loris, i link dove sono prese le informazioni di questo articolo sono tutti all’interno dello stesso. Stiamo parlando della fase di ricollocamento e mobilità, non di ciò che è successo prima per la decisione dello smantellamento delle strutture pubbliche di Croce Rossa. Se ha delle prove a sostegno delle sue ipotesi saremo felici di poterle pubblicare, come facciamo in tutti i casi che riguardano contestazioni ai nostri articoli.
      Grazie e buona giornata

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  2. Federico

    In effetti l’articolo riporta diverse considerazioni imprecise o addirittura inesatte. Prima di tutto quando dice che il personale amministrativo della CRI aveva spesso a che fare con codici civili e penali. Tranne il personale del servizio legale dell’ex Comitato Centrale, non è chiaro da dove abbia origine questa affermazione che fa sembrare il personale amministrativo della CRI quasi idoneo alla ricollocazione presso gli uffici dei tribunali e delle procure della repubblica. In particolare, l’autore sembra completamente dimenticare (volontariamente?) il fatto che la quasi totalità del personale militare CRI in prima fase di mobilità sia transitato solo ed esclusivamente presso il Ministero della Giustizia, senza alcun rispetto per le pur notevoli (e completamente diverse) competenze professionali possedute. Qualche esempio: Il Direttore Sanitario dell’XII Centro di Mobilitazione (Ufficiale superiore medico) è transitato presso gli uffici del locale tribunale in qualità di…Direttore Amministrativo! Più incongruenza di così! Il vice responsabile automezzi pesanti di una Unità Operativa di Pronto Impiego del Corpo Militare è transitato presso la Procura locale con l’incarico di…Cancelliere! Non risponde quindi al vero il fatto che il personale del Corpo Militare CRI in possesso di elevate competenze professionali nel campo del soccorso abbia “quasi sempre” trovato collocazione nell’ambito dell’emergenza urgenza. E’ invece vero il contrario: tutto il personale militare CRI transitato in mobilità in prima fase è stato assegnato esclusivamente al Ministero della Giustizia (tranne rarissime eccezioni dell’ordine di qualche unità), con evidente assoluto mancato riconoscimento delle loro competenze originarie. Comandanti di Unità Operative, autisti di mezzi pesanti e movimento terra, esperti di strutture pesanti campali, medici, esperti di radiocomunicazioni in emergenza, cuochi specializzati in cucine campali, tutti transitati con mansioni prettamente amministrative presso i Tribunali o le Procure. A mio sommesso e modesto avviso, l’estensore dell’articolo dovrebbe quanto meno rivedere il tenore delle sue affermazioni, adeguandolo alla realtà dei fatti e non veicolando messaggi che la distorcono.

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