Defibrillazione sui luoghi di lavoro, come e chi interviene in questi casi?

Defibrillazione sui luoghi di lavoro, come e chi interviene in questi casi?

DAE_ZOLL_AED_DEFIBRILLATOREIn Italia ogni anno 60.000 persone perdono la vita a causa di arresto cardiaco improvviso, per la maggior parte provocati da fibrillazione ventricolare, grave aritmia cardiaca che si risolve solo applicando una scarica elettrica al cuore. In caso di arresto cardiaco è necessario che i tempi di intervento siano il più possibile ridotti. Statistiche internazionali riportano infatti che, in assenza di un’adeguata e tempestiva risposta all’emergenza, il tasso di sopravvivenza è basso (7,9% secondo dati dell’American Heart Association). In questi casi il riconoscimento rapido dell’emergenza, l’inizio immediato della rianimazione cardiopolmonare e l’uso del Defibrillatore Semiautomatico (DAE) entro 5 minuti dalla perdita di coscienza hanno ovunque portato ad un rilevante incremento del tasso di sopravvivenza. Ogni minuto che passa dall’inizio dell’arresto cardiaco fa scendere del 10% circa le probabilità di successo della scarica elettrica e dopo dieci minuti i danni subiti a livello cerebrale diventano irreversibili. Raramente i soccorsi avanzati riescono ad arrivare in questo arco temporale breve e molte delle vittime muoiono prima di raggiungere l’ospedale.

COME SI EFFETTUA LA DEFIBRILLAZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO

L’esito degli infortuni sul lavoro dipende non soltanto dall’entità del danno, ma anche dalla prontezza ed efficacia dei primi soccorsi che possono fare la differenza tra la vita e la morte, tra recupero rapido o prolungato, tra disabilità temporanea o permanente. Questo vale anche per la morte cardiaca improvvisa, evento che in molti casi si verifica sul posto di lavoro. I fattori lavorativi che contribuiscono ad aggravare le malattie cardiovascolari sono il contatto con alcune sostanze (come il monossido di carbonio e il piombo), l’asfissia da inalazione di gas tossici, le condizioni lavorative stressanti, l’esposizione al caldo o al freddo estremi, lo sforzo fisico eccessivo.

Ci sono poi dei fattori di rischio professionali come l’elettrocuzione, che portano alla fibrillazione ventricolare e quindi all’arresto cardiaco. Predisporre delle misure di emergenza nei luoghi di lavoro che prevedano l’utilizzo del DAE in caso di necessità, permette di:

> aumentare la sicurezza dei lavoratori: il lavoratore può subire un attacco cardiaco improvviso durante l’orario di lavoro e, nel caso di fibrillazione ventricolare, l’unico intervento utile è la defibrillazione attraverso shock elettrico.

> incrementare la rete di accesso pubblico alla defibrillazione precoce: posizionare il DAE nei luoghi di transito e di permanenza di molte persone – come centri commerciali, grandi supermercati, aeroporti, stazioni, impianti sportivi, uffici aperti al pubblico, scuole – significa poter intervenire non solo sui lavoratori, ma anche sui visitatori e fruitori delle strutture.

CONSIGLI UTILI

Per permettere l’intervento in economia e qualità è necessario: > Formare il personale addetto: il percorso didattico specifico può essere facilmente integrato con i corsi di formazione per addetti al Primo Soccorso, obbligatori per legge, nei quali è previsto un modulo specifico per l’emergenza e la rianimazione cardiopolmonare (D.M. 388/03).

> Rendere accessibile il DAE: il DAE può essere posizionato in qualsiasi luogo di lavoro, in maniera tale da garantire l’intervento entro 5 minuti. È particolarmente consigliato:

• nelle aree dove sono presenti apparecchi elettrici;

• nei luoghi di lavoro all’aperto, dove possono cadere fulmini o dove si lavora su linee elettriche;

• in zone isolate dove è più difficile far arrivare i soccorsi come impianti di perforazione, cantieri di costruzione, piattaforme marine ecc.;

• in luoghi di transito o permanenza di molte persone. In ogni caso, per garantire un accesso rapido, è necessario che sia chiara a tutti, sia ai lavoratori che ai visitatori, la presenza di un defibrillatore. Esistono a tal fine una segnaletica internazionale e delle teche che è consigliabile utilizzare per rendere visibile e contenere il DAE. Il segnale universale del DAE, riportato nell’immagine sottostante, può essere combinato con frecce che indicano la presenza del più vicino apparecchio.

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Fonte:INAIL

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