Ecco perché #ancheiostoconclaudia – Croce Rossa e Anpas insieme in difesa del volontariato

Ecco perché #ancheiostoconclaudia – Croce Rossa e Anpas insieme in difesa del volontariato

Processo Magherini: la campagna di solidarietà dei volontari della Croce Rossa Italiana. Leggi gli articoli di Emerency Live su questa storia:

20141023192050-croce-rossa-italiana[1]FONTE CROCE ROSSA ITALIANA – E’ da qualche settimana che sui profili Facebook di molti dei Volontari di Croce Rossa Italiana è comparsa l’immagine di copertina #ancheiostoconclaudia.

Di cosa stiamo parlando? Da dove arriva questo messaggio di solidarietà? Cosa vuole dire? E soprattutto: chi è Claudia?
Per tutti quelli che seguono con più attenzione la cronaca nazionale la risposta è nota.
Per tutti gli altri che non sanno esattamente cosa sia accaduto, ecco una breve sintesi.

E’ marzo 2014, è notte.
Siamo nel Comitato Locale di Firenze dove la Delta 01 è operativa. L’equipaggio di quel turno è formato da Claudia, Janeta e Maurizio.
Squilla il telefono, il 118 passa un servizio per la Delta 01, codice Giallo.
La squadra parte, arriva sul posto e trova un ragazzo in manette, trattenuto e contenuto da quattro Carabinieri.
I Carabinieri intimano ai Volontari di non avvicinarsi. La persona che hanno fermato è pericolosa, dicono.
Vogliono un medico perché “l’esagitato” possa venire sedato prima di essere portato via.
In attesa dell’arrivo dell’automedica, i volontari rispettano le indicazioni dei Carabinieri e non si avvicinano. Rispettano la regola principe che viene insegnata ad ogni Volontario: verificare la sicurezza dello scenario prima di fare qualsiasi cosa.
A un certo punto Claudia decide comunque di avvicinarsi al ragazzo per cercare di soccorrerlo e chiede che le manette vengano levate per procedere con la valutazione. Richiesta negata. Il ragazzo resta ammanettato e prono.
Passano i minuti, la persona fermata è sempre a terra e finalmente arriva l’automedica.
Il nome del ragazzo era Riccardo Magherini e quella è stata la sua ultima sera.

Ci sono tantissimi articoli scritti da penne molto più autorevoli della mia che vi racconteranno cosa è successo quella notte, troverete video, registrazioni, inchieste televisive… non serve che io mi dilunghi sui particolari o descrizioni morbose e dolorose.

Quello che vi voglio raccontare è invece quello che da quella sera è successo tra le mura del Comitato di Firenze e come le nostre vite di volontari sono cambiate per sempre, accanto a quelle di Claudia, Janeta e Maurizio.
Proprio in questi giorni si sta concludendo nelle aule del Palazzo di Giustizia di Firenze il Processo, durato due anni, a carico dei quattro Carabinieri e dei tre Volontari che sono intervenuti quella notte; sono tutti imputati per Omicidio Colposo.
Mi correggo, tutti meno uno. Purtroppo Maurizio è venuto a mancare alla fine della scorsa estate per un tragico incidente in moto. Anche Maurizio merita giustizia, la sua morte è avvenuta troppo presto, vogliamo che il suo nome non resti macchiato e che non restino ombre sulla sua memoria.

Claudia e Janeta sono in attesa di giudizio, che verosimilmente arriverà nella seconda metà del mese di giugno.
Il PM Bocciolini ha richiesto per Claudia e per Janeta due pene distinte, per Claudia ha richiesto 9 mesi di reclusione mentre per Janeta ha richiesto l’assoluzione perché non si è avvicinata a Riccardo.
La stessa pena di 9 mesi è stata richiesta per i Carabinieri.

Ecco chi è Claudia. Claudia è una giovane Volontaria che si trova imputata per Omicidio Colposo per aver rispettato l’ordine dei Carabinieri di non intervenire prima dell’arrivo del medico e per essersi in un secondo momento avvicinata ad una persona in difficoltà alla quale le è stato impedito di prestare soccorso.
Claudia è ognuno di noi, Claudia è la persona che alla fine della sua giornata di lavoro decide di dedicare il suo tempo agli altri e che rispetta gli ordini di un pubblico ufficiale.
Claudia è lo studente che invece di andare a far festa con gli amici decide che vale la pena regalare un po’ del suo tempo libero dallo studio e dagli esami agli altri, è la madre o il padre che rinuncia a qualche ora con i figli per essere d’aiuto al prossimo, Claudia sei tu.
Claudia avremmo potuto essere tutti noi.

Quando il 7 giugno abbiamo conosciuto le richieste del PM siamo rimasti shoccati.
Abbiamo pensato che qualsiasi volontario rischia di doversi sedere al banco degli imputati come adesso sta succedendo a Claudia e che l’esito di questo processo determinerà quali saranno le nostre scelte in futuro.
Saremo ancora disponibili a fare quello che abbiamo fatto fino ad oggi? Sceglieremo ancora di correre un rischio così alto?
Non potremo rispondere a questa domanda fino a che il Giudice non avrà emanato la sua Sentenza.

#ancheiostoconclaudia è il nostro modo di gridare che siamo tutti con lei, qualsiasi sia la nostra divisa di volontari. Che sia rossa, gialla, azzurra, il futuro di Claudia e Janeta dipende da questa sentenza. Il futuro del Volontariato sta per essere scritto.

Sara Chiostri, volontaria CRI Firenze

 

Anche Anpas aderisce alla campagna

“Siamo vicini ai volontari della Croce Rossa coinvolti in questa vicenda. Ognuno di noi si sarebbe potuto ritrovare in quella situazione”, ha dichiarato, il 10 giugno, Fabrizio Pregliasco, Presidente Anpas. “Ho espresso la mia solidarietà al Presidente Rocca: le situazioni reali impongono scelte difficili da decidere in poco tempo e nell’ambito di una collaborazione con altre realtà, è ingiusto ed incongruo quello che viene imputato ai volontari coinvolti. Speriamo che da questa situazione si arrivi ad un chiarimento che ci permetta di continuare a prestare soccorso con la giusta serenità, anche noi siamo con Claudia”.

L'autore

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