Educazione e buon esempio: Lettera all’uomo che ha bloccato un’ambulanza in codice rosso

Educazione e buon esempio: Lettera all’uomo che ha bloccato un’ambulanza in codice rosso

In questi giorni è davvero forte l’indignazione pubblica per il blocco improvvisato di un’ambulanza in emergenza accaduto a Torino. Due persone hanno bloccato il mezzo – che procedeva in emergenza ma in contromano – e lo hanno costretto a ritornare sulla viabilità ordinaria. La notizia è uscita sul quotidiano “La Stampa” che ha anche intervistato uno dei due autori del blocco improvvisato, che sono stati denunciati alla locale Procura per interruzione di pubblico servizio, da parte della Croce Rossa di Beinasco. Un nostro affezionato lettore piemontese questa mattina ci ha inviato una lettera, che abbiamo deciso di condividere con voi, su questa vicenda.

 

Buongiorno Claudio, tassista ultracinquantenne che pochi giorni fa hai commesso un crimine, bloccando un’ambulanza del 118 in emergenza, precisamente un mezzo della Croce Rossa di Beinasco. Ho letto sul quotidiano La Stampa che ti senti distrutto, provato e amareggiato per quello che ti è capitato in questi giorni. Hai detto: “Posso aver sbagliato ed essere stato superficiale, ma non credo di essere un mostro e penso che in questi giorni siano state dette tante cose non vere”.

No caro Claudio, forse non sei un mostro, ma nessuno può chiamarti con epiteti da bar senza incorrere in una querela per diffamazione. E quindi “mostro” è la parola che più si adatta al gesto che hai compiuto insieme ad un altro automobilista “Paladino della giustizia”.

Io mi chiamo Marco, e non faccio il soccorritore di professione. Faccio il tecnico informatico. Un lavoro meno faticoso e sicuramente meno stressante del tuo lavoro di tassista. Però al sabato e alla domenica, salgo spesso in ambulanza. E ho deciso di scriverti una lettera senza farmi trascinare dall’odio che sta uscendo da ogni poro di quella rete social, dove tu volevi fare la parte del leone e invece sei finito a fare quella dell’agnellino sacrificale.

Ti scrivo perché voglio darti alcuni consigli, perché immagino che a casa tua in questo momento tu abbia un sacco di problemi e un sacco di cose da spiegare alla tua famiglia.
Ecco, caro Claudio, stai prima di tutto tranquillo e calmo. Hai fatto una cazzata (e mi dispiace per te, davvero) ma con la querela per interruzione di pubblico servizio a tuo carico non finirai in carcere, non preoccuparti di questo perché la pena è al massimo di un anno di reclusione. Però hai fermato un trasporto in emergenza di una persona in stato critico. Hai rischiato di farlo morire. E su sirena e lampeggianti hai poco da appigliarti: se il codice di invio dalla centrale 118 era rosso, non ci sono discussioni. Purtroppo a volte è necessario fermarsi e anche spegnere le sirene quando si viaggia in ambulanza, affinché si possa procedere alle manovre di rianimazione. Capita, purtroppo. Si spera mai, ma a volte capita.

Ora che sei un po’ più calmo, ti do un altro consiglio. E’ un consiglio molto forte, tieniti pronto: prova a passare dal ruolo dell’agnello sacrificale, a quello dell’esempio. Un esempio da non seguire, chiaro. Ma un esempio forte. Hai provato delle emozioni nel momento in cui hai fatto quel che hai fatto, e le hai documentate. Cogli l’occasione al volo: tu puoi aiutare chi cerca di insegnare in ogni modo ai ragazzi a comportarsi in modo corretto sulla strada, a rispettare i mezzi d’emergenza, a rispettare gli altri conducenti, a rispettare il prossimo. Anche se adesso ti vedi e soffri (giustamente) per ciò che hai combinato, come un essere spregevole, sappi che puoi dare ancora il tuo contributo. Puoi aiutare chi cerca di migliorare questo mondo ad avere un esempio negativo che si trasforma e matura, migliora, si educa.

Parliamoci chiaro: l’unica cosa bella che hai fatto in questa vicenda è pubblicare il post che hai messo su Torino Sostenibile. La cazzata l’avevi già combinata prima, purtroppo. Ma quel passaggio – quel voler dire a tutti quanto eri stato bravo – è stato giusto. Hai scatenato un putiferio e adesso puoi uscirne ancora in modo positivo, non solo facendo ammenda, ma imparando meglio cosa dice il Codice della Strada a riguardo dei mezzi di emergenza, e imparando a gestire le tue emozioni in auto. Non solo: se impari, puoi insegnarlo, o aiutare chi ogni giorno cerca di insegnare ai ragazzi a comportarsi bene, ad essere migliori.

Claudio, però, te lo chiedo da soccorritore volontario, non perdere tempo a cercare scuse. Perché oltre ad essere un brutto esempio, è anche un pessimo servizio che fai a te stesso, al tuo lavoro (difficilissimo, quasi quanto quello dell’autista-soccorritore) e alla tua famiglia. Hai competenze a sufficienza per diventare un buon autista di ambulanza e capire le difficoltà che questa categoria vive ogni giorno.

Aiuta gli altri ad essere migliori. Prenditi le tue responsabilità e, per favore, cerca di diventare un esempio positivo. E’ molto facile: chiedi scusa e lascia perdere l’odio. Quello è solo sui monitor. Nel mondo reale c’è bisogno di qualcuno che faccia capire l’importanza del salvare una vita e dell’aiutare i mezzi di emergenza ad operare senza intralcio.

Sperando che tu possa cogliere quest’occasione per diventare una persona ancora migliore
Buona giornata a te, buona strada ai soccorritori coinvolti e buona guarigione al paziente che era in fase critica

 

Lettera Firmata

L'autore

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