Emergenza Roma, è guerra anche sulle ambulanze: chi farà servizio dopo il 15 ottobre?

Emergenza Roma, è guerra anche sulle ambulanze: chi farà servizio dopo il 15 ottobre?

A dicembre arriverà il Giubileo della Misericordia e porterà migliaia di fedeli a Roma. Ma non è ancora certo se nella Capitale ci sarà o meno un servizio di ambulanze attivo. A denunciare una situazione di stallo molto preoccupante è stato oggi il quotidiano Il TEMPO, con un articolo di Antonio Sbraga. Un articolo dal titolo eloquente: “Guerra delle ambulanze per il 118″.

La situazione è incandescente, fra ricorsi al TAR, esposti in procura e numeri che lievitano fra dipendenti da assumere e dipendenti realmente in servizio. La Heart Life Croce Amica “spara” sulla Croce Rossa italiana con accuse pesanti: “da 2 mesi i lavoratori dei 118 sono ostaggio del comitato romano della Cri” spiegano al quotidiano capitolino.

Il passaggio di consegne per il momento vede archiviata una tappa fondamentale, cioè l’accordo siglato ieri alla Direzione territoriale del Lavoro, dove è stato approvato il verbale d’intesa tra i sindacati e la società entrante. La quale però lancia il grido d’allarme, anzi in questo caso la sirena, sull’avvicendamento nelle ambulanze: «La partenza del servizio, previsto entro il 15 ottobre, potrebbe far sprofondare nel caos il sistema dell’emergenza-urgenza di Roma e provincia, impedendo la continuità del servizio pubblico e la tutela del diritto alla salute dei cittadini laziali», avverte la società “Heart Life Croce Amica”, che si è aggiudicata il bando indetto dall’azienda regionale 118 con l’offerta economicamente più vantaggiosa rispetto alla base indicata di 65 milioni e 493 mila euro (per la durata di 36 mesi). L’azienda, capogruppo e mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese, punta l’indice contro la Cri romana, affidataria uscente del servizio: «Da due mesi gli elenchi nominativi dei suoi dipendenti ci vengono negati, ma noi abbiamo l’obbligo di garantire il passaggio aziendale e la riassunzione del personale così come previsto dagli adempimenti contrattuali dalla gara d’appalto». Ma la Croce Rossa italiana di Roma respinge le accuse, assicurando di voler «tutelare i lavoratori affinché non sia perso neanche un posto di lavoro rispetto a quelli che sono in essere in base alla convenzione di CRI con l’Ares». Ed è proprio sul numero dei lavoratori da riassorbire che si accende lo scontro, con un “incrocio” di esposti in Procura, presentati sia dalla Croce Amica che da quella Rossa. La Croce Amica accusa la «incongruenza tra il numero dei lavoratori realmente assunti per espletare il servizio (163 quelli inclusi nell’elenco depositato dalla stessa Croce rossa all’Ares all’atto dell’indizione della gara), e quelli che, con nota CRI del 28 agosto scorso, sono divenuti 328». Una cifra più che raddoppiata, quantifica Croce Amica, e «senza fornire né l’elenco della loro sede di lavoro nelle postazioni previste dall’appalto, né gli estremi identificativi e professionali». Ma la Cri romana assicura di voler “fare luce” sui numeri così diversi: «Forse l’incongruenza su queste cifre è da riscontrarsi nel bando di gara che prevede già 165 unità per lo svolgimento di un servizio diverso per quantità e per tipologia rispetto a quello attualmente assicurato dalla CRI con circa 300 unità. Più volte la Cri ha chiesto l’intervento delle autorità regionali e della stazione appaltante affinché chiarissero quali postazioni sarebbero dovute passare al nuovo soggetto aggiudicatario, dato che la convenzione in essere risulta attualmente vigente, e per chiarire le molte linee d’ombra sull’appalto stesso». Sul quale, annuncia la Cri romana, «c’è un procedimento aperto presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione», oltre che un ricorso al Tar presentato dalla stessa Croce Rossa, la cui udienza di merito è stata fissata il 6 ottobre. Ma, entro il 15 ottobre, la “guida” delle ambulanze romane deve passare di mano, anche se continuano nel frattempo i litigi sull’assegnazione del volante. «La Cri sembra essere più impegnata in un lungo braccio di ferro contro l’affidamento del servizio all’RTI HL Croce Amica», accusa la società entrante. «Le informazioni di Heart Life non corrispondono alla realtà dei fatti- ribatte l’uscente Croce Rossa- le liste del personale in servizio nelle nostre postazioni sono nella piena disponibilità dell’Ares 118: gli elenchi attuali contano 328 unità di personale».

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