Emilia-Romagna: gli Ospedali periferici “perdono” competenze ma aumentano i servizi di emergenza

Emilia-Romagna: gli Ospedali periferici “perdono” competenze ma aumentano i servizi di emergenza

All’Ospedale di Pavullo nel modenese cambiano i servizi. La chiusura del punto nascite porta ad un incremento radicale dei servizi di emergenza, con quattro nuovi medici e sei infermieri che potenzieranno l’attività di Pronto Soccorso.

MODENA – Mentre continuano le polemiche da parte dei sindaci dei comuni emiliano romagnoli interessati dalle chiusure dei reparti di maternità (serrati perché più rischiosi rispetto a centri dove vengono effettuati più di 500 parti l’anno) i servizi sanitari vengono studiati e migliorati nell’interesse della collettività, da parte di tutte  le aziende sanitarie locali. Parma, Reggio Emilia, Modena e Piacenza stanno affrontando aggiornamenti e miglioramenti che portano linfa vitale e fortificante per chi deve gestire l’emergenza-urgenza sul territorio montano e in aree che si possono tranquillamente definire remote (perché i collegamenti con il DEA di secondo livello più vicino superano spesso i 50 minuti). In questa ottica è importante il potenziamento del servizio svolto dalla USL di Modena, che mette a disposizione del territorio appenninico di Pavullov una nuova automedica e 10 nuovi professionisti fra medici e infermieri.

 

automedica1 “L’Azienda USL di Modena sta investendo per migliorare l’assistenza sanitaria delle persone che vivono in Appennino – spiega Sonia Rioli, Coordinatrice del Servizio Emergenza Territoriale 118 Modena Soccorso –. La dotazione del personale medico è stata adeguata con l’assunzione in pianta organica di 4 medici, mentre sono 6 gli infermieri in più per garantire il potenziamento di tutte le attività di pronto soccorso. Questo ha permesso di attivare da fine settembre presso l’Ospedale di Pavullo la automedica 24 ore su 24 con medico e infermiere esperto, in grado di gestire al meglio ogni criticità, comprese le eventuali urgenze ostetriche sul territorio. È parte di una serie di investimenti – chiarisce – che hanno rafforzato la rete di assistenza sanitaria d’emergenza in Appennino con l’obiettivo di portare la sicurezza dei cittadini a un grado più elevato”.

La tipologia del mezzo – un’autovettura 4×4 –, garantisce una maggiore copertura del territorio a favore delle località più distanti, mentre la sua collocazione presso il Pronto soccorso di Pavullo consente all’equipaggio, quando presente in sede, di eseguire attività all’interno del Ps stesso. L’automedica si aggiunge all’ambulanza con personale infermieristico e operatore tecnico autista già presente; accanto ai mezzi AUSL operano i mezzi di soccorso di base delle associazioni di volontariato provinciali (Anpas, Croce Rossa Italiana e Misericordia). Inoltre, il potenziamento (già in essere) del collegamento tra l’elisoccorso – notturno e diurno – e le ambulanze del territorio consente una maggiore copertura degli eventi critici; il recente adeguamento della pista dell’aeroporto di Pavullo al volo notturno rafforza la rete di elisuperfici presenti sul territorio, di cui tre in area appenninica: oltre al Policlinico e a Baggiovara, sono infatti attive anche quelle di Palagano e Montese.

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