Il futuro del terzo settore e i 10 punti di ANPAS

Il futuro del terzo settore e i 10 punti di ANPAS

La storia delle pubbliche assistenze, 100 ambulanze, le gare di soccorso giovanile e oltre mille volontari provenienti da tutta Italia. Il Capo Dipartimento di Protezione Civile Fabrizio Curcio: “Qui si respira la storia del volontariato e della solidarietà”. Presentati i 10 punti chiave per il futuro del Terzo Settore

l 22 maggio presso della Croce Verde di Pietrasanta si è svolto il convegno “150 anni di storia partecipazione e libertà. Il volontariato nella Riforma del Terzo Settore”: una occasione per riflettere sul futuro del volontariato alla luce del DDL in discussione al Senato in questi giorni. Sono intervenuti Patrizio Petrucci, Riccardo Ratti (Presidente della Croce Verde Pietrasanta), Enzo Costa (Convol e Auser), Gianluca Mengozzi(portavoce forum terzo settore Toscana e presidente Arci Toscana), Attilio Farnesi (Anpas Toscana), Stefano Tabò (CSV.net), l’onorevole Federico Gelli (Cesvot) e Fabrizio Pregliasco (Presidente Anpas Nazionale). Gli atti del convegno sono alla pagina 22 maggio 2015. “Il volontariato”, ha dichiarato Petrucci, “è cresciuto nei servizi perché ha sperimentato. Il volontariato puro apre un’altro spazio che è di democrazia e partecipazione. Già il volontariato di per se è frammentato. Il pericolo che corriamo è spingere il mondo della solidarietà verso l’economia”.
Riccardo Ratti, presidente della Croce Verde Pietrasanta ha ricordato la storia dell’associazione: “il fondatore sarebbe soddisfatto di vedere che questa sua idea ha dato negli anni questo risultato che vediamo oggi. Ho visto tanto entusiasmo oltre a tanti ragazzi e personalmente mi ha messo di buon umore”.
Enzo Costa, Convol e Auser ha sottolineato quanto quella sul DDL fosse una discussione delicata: “perché entra nel vivo di qualcosa che pensavamo durasse poco, come la 266. terzo settore con una parola che è riforma, ovvero dare una forma diversa. Il Terzo settore dà economia sociale che non si misura in euro. Si misura in solidarietà e partecipazione. Il volontariato è l’unico luogo di libertà dove la partecipazione è libera”
Secondo Gianluca Mengozzi, portavoce forum terzo settore Toscana e presidente Arci Toscana “le esperienze del volontariato vanno protette e valorizzate e ce le aspettiamo dal legislatore e non possono essere messere a rischio da logiche di mercato. Questa è la preoccupazione di molti nostri enti. Basare un principio di merito sulla differenza tra volontariato strutturato e non è sbagliato e concorre alla marginalizzazione di esperienze che hanno dignità sul territorio.
Attilio Farnesi, presidente Anpas Toscana ha ricordato le figure di Maria Eletta Martini e Giorgio La Pira e ha evidenziato che “non si può ingabbiare la solidarietà e la partecipazione. sono temi fondamentali per il nostro movimento. Rischiamo di perdere un avanzamento del welfare a livello nazionale. L’azione gratuita e libera è il primo discrimine. Non si può ingabbiare la solidarietà e la partecipazione. Se diventiamo un’altra cosa, o imprese sociali, non siamo più associazioni di volontariato. La capillarità e la penetrazione nel territorio, dalle piccole alle grandi associazioni che possono fare attività commerciale facendo si che gli eventuali utili finanzino gli aspetti istituzionali dell’associazione stessa. bisogna distinguere l’attività libera, gratuita e democratica del volontariato e il personale dipendente che deve essere inquadrato nelle forme che ci siamo dati. La mia riserva sulle imprese sociali. Mi auguro che la riforma riconosca al volontariato semplice e anche a quello organizzato quelle capacità e quella forza che ha avuto di portare avanti una battaglia per il cambiamento del welfare in un momento in cui la parte economica diventa priorità”.
Stefano Tabò di CSV.net ha sottolineato l’importanza delle buone prassi e del radicamento territoriale: “sui voucher l’idea che le risorse delle fondazioni bancarie vengano distribuite alle Organizzazioni del volontariato e al Terzo Settore e che ognuna delle organizzazioni possa accedere a un sistema erogativi in competizione porta da una parte all’inutilità dei centri di servizio. La logica dei centri di servizio è la diffusione delle buone prassi. I voucher spostano la logica: se rimanessero i centri di servizio sarebbero espressioni di organizzazioni particolari. I centri di servizio non sono un fine, ma un mezzo per la promozione del volontariato. Vorrei che questa riforma consentisse di darci maggiore energia nel guardare al ruolo del volontariato italiano sul fronte dell’Europa e del Mediterraneo. I Centri di Servizio non sarebbero stati gli stessi senza l’apporto dei quadri e i volontari delle Pubbliche Assistenze”.
Federico Gelli ha sottolineato la complessità e la novità della riforma: “abbiamo messo in essere una serie di scelte che si richiamano ad un bisogno che da molti di noi era denunciata. Chi usufruisce di finanziamenti provenienti dal gettito fiscale deve dimostrare i principi fondamentali della trasparenza. Sul pedaggio autostradale credo che le organizzazioni che svolgono un servizio pubblico sull’emergenza e urgenza non ci vedrei niente di strano se i costi della benzina potessero essere agevolati come per le forze dell’ordine”
Secondo Fabrizio Pregliasco, nelle conclusioni, ha ricordato il percorso congressuale e il progetto Anpas 2020 per creare consapevolezza di uno scenario che cambia e modificare le modalità operative e le difficoltà organizzative “C’eravamo 150 anni fa e ci siamo oggi: il volontariato è una risorsa fondamentale. Dobbiamo rilanciare l’attenzione al volontariato: importanza di un welfare sostenibile. Secondo noi ci sono tanti volontariati, c’è un nostro volontariato da valorizzare. Celebriamo i 150 della nostra storia su tutto il territorio nazionale: dalla Sicilia a Bolzano abbiamo continue celebrazioni. In Europa il volontariato come il nostro ha fatto scelte particolari e ci permette di vedere come siamo il futuro del nostro paese”.

I 10 PUNTI CHIAVE PER ANPAS
1) Consentire la permanenza e la valorizzazione dell’azione volontaria nelle forme organizzative previste dalla Riforma del Terzo Settore (art. 2 comma 1)
2) Codice del Terzo Settore ed Armonizzazione delle Leggi
3) Rafforzare il passaggio da attività commerciale marginale a strumentale (art. 4, primo comma, punto e)
4) Valorizzare il ruolo del Terzo Settore nella relazione con gli Enti Pubblici (art. 4, comma 1, lettera m). Nel nostro paese il trasporto sociosanitario ad oggi viene svolto per oltre il 70% da Associazioni di Volontariato che, oltre a garantire coesione, inclusione e partecipazione dei cittadini, permettono una sostenibilità complessiva del sistema.
5) Riconoscimento in ambito scolastico e lavorativo delle competenze acquisite dei volontari (art 5, comma 1, lettera c) attraverso la validazione da parte delle reti di secondo livello di Volontariato.
6) Centri di Servizio del Volontariato. Occorre una riflessione approfondita sul ruolo di servizio dei CSV (art. 5, comma 1 lettera e) prendendo atto dei limiti del loro sviluppo sui territori, come evidenziato da una recente ricerca CSV.net. Le riflessioni proposte dal Sen. Lepri sui CSV aprono a possibili nuovi scenari per lo sviluppo del Volontariato. È comunque necessario non disperdere l’esperienza maturata in oltre due decenni di attività al servizio del volontariato.
7) Impresa Sociale. Premesso che numerose Pubbliche Assistenze negli anni hanno gemmato strutture di servizio per affrontare attività complesse e meglio rispondere ai bisogni dei cittadini, spesso su richiesta delle Istituzioni, ANPAS ritiene che l’impresa sociale – per come è intesa nel DDL – sia un’opportunità per l’ampliamento e l’innovazione dell’intervento del Terzo Settore. Si considera tuttavia fondamentale una maggiore chiarezza non solo nella definizione dei tratti costitutivi dell’impresa sociale, ma anche nelle modalità di azione, relazione e scambio fra terzo settore, soggetti for profit e Stato. Per qualificare l’impresa come sociale, oltre alla finalità, conta il modo in cui sono organizzate, gestite, governate e a cosa destinano i propri profitti.
8) Riconoscimento delle reti di volontariato di secondo livello. Le reti di secondo livello sono la naturale evoluzione delle organizzazioni che, operando su scala locale, ma condividendo finalità e modalità di intervento sul territorio nazionale, hanno deciso di darsi una struttura volta al raggiungimento di obiettivi comuni più complessi e duraturi.
9) Rendere il Servizio Civile Universale (art. 8), cioè accessibile a tutti i giovani che chiedono di parteciparvi, mantenendone un’identità costituzionale fondata sulla “difesa della Patria in modo non armato e non violento”, come rilevato anche dalla relazione del Sen. Lepri, e non dalla formulazione attuale incentrata invece sui “valori fondanti della Patria”.
10) Aspetti fiscali. È assolutamente necessario superare, distinguere e regolare le ambiguità oggi presenti intorno ai concetti di “non lucrativo” e di “non commerciale” oggi confusamente recepiti dalla norma e dalla consuetudine. Il fatto di essere un soggetto statutariamente “non lucrativo”, comunemente definito non commerciale o non profit, non deve essere confuso con il fatto che lo stesso soggetto possa svolgere attività commercialmente rilevanti, purchè risponda alla norma generale, per lo più fiscale, di trattamento di tali attività.

Il video dell’evento https://www.youtube.com/watch?v=ZDG05ku1O8A.

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