Sicurezza sul lavoro in centrale operativa, un fattore tutt’altro che trascurabile

foto1Perché il lavoro in centrale può diventare un problema? Più sono i fattori di disturbo presenti sul posto e nell’ambiente di lavoro, più aumenta lo stress. Possono costituire un problema fattori come:

  • microclima non favorevole
  • illuminazione inadeguata
  • rumore
  • anche difetti di vista non adeguatamente corretti ed elementi di natura psico/fisica.

Il lavoro, inoltre, viene svolto prevalentemente stando seduti e la tensione statica della muscolatura favorisce l’insorgere di vari disturbi, specie se si assumono posture forzate a causa di postazioni di lavoro non disposte in maniera corretta. Si tratta quasi sempre di problemi muscolari e alla schiena di natura cronica, che eventuali tensioni psicologiche possono ulteriormente incrementare.

L’articolo 63 del Testo Unico (T.U.), prevede che i luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell’allegato IV del medesimo T.U. che, al punto 1.9. si occupa proprio del microclima prevedendo che “nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far sì che tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente ottenuta preferenzialmente con aperture naturali e quando ciò non sia possibile, con impianti di areazione.
1.9.1.2. Se viene utilizzato un impianto di aerazione, esso deve essere sempre mantenuto funzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando ciò è necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori.
1.9.1.3. Se sono utilizzati impianti di condizionamento dell’aria o di ventilazione meccanica, essi devono funzionare in modo che i lavoratori non siano esposti a correnti d’aria fastidiosa.
1.9.1.4. Gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori.
1.9.1.5. Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all’inquinamento dell’aria respirata deve essere eliminato rapidamente.

MICROCLIMA

foto02Sono 4 i fattori che compongono il microclima e sono:

– la temperatura (che si misura in gradi centigradi: °C)
– l’umidità relativa (UR %: quantità di vapore acqueo presente nell’ambiente, che aumenta con l’aumentare della temperatura)
– l’irraggiamento termico (quantità di calore che si trasmette da corpo a corpo per mezzo di onde elettromagnetiche)
– la velocità dell’aria (che favorisce il raffreddamento del corpo).

Quando in un ambiente c’è troppa umidità, la tolleranza al calore diventa estremamente limitata perché l’organismo non riesce a disperdere il calore assorbito e quindi ad abbassare la temperatura grazie all’evaporazione. Diciamo che il livello ottimale di umidità per il nostro organismo si trova tra valori pari al 40 e il 60% e ad una temperatura fra i 19° e i 24°C.
Gli effetti negativi si vedranno a “lunga scadenza”, sotto forma di sindromi artrosiche, inabilità temporanee o permanenti, allergie, infezioni. Ha sicuramente un ruolo decisivo il tipo di abbigliamento indossato, che si tratti degli indumenti obbligatori o consigliati da utilizzare in centrale operativa.
Si dovrebbe calcolare anche alle differenze verticali oltre che a quelle orizzontali della temperatura, perché i piedi dovrebbero stare più al caldo della testa: un fattore di non poco conto per rendere confortevole il lavoro. È anche per questo motivo che i locali di lavoro dovrebbero avere circa 3 metri di altezza (sono sconsigliabili i locali troppo alti o troppo bassi).
È molto importante il ricambio dell’aria: l’aria confinata subisce alterazioni di ordine fisico, chimico e biologico dovute sia al tipo di lavorazioni sia alla biologia dell’organismo umano. Si accumuleranno così nell’ambiente da una parte polveri, gas, fumi, microrganismi, sostanze organiche volatili, e dall’altra odori sgradevoli, residui organici (forfora, peli) e vere e proprie tossine biologiche e veleni chimici. Teniamo presente che ognuno di noi consuma circa 250-300 millilitri di ossigeno all’ora per ogni chilogrammo di peso corporeo, ed elimina altrettanto volume di anidride carbonica, oltre a 30-40 grammi di vapore acqueo: è bene quindi che i locali di lavoro dispongano per ogni persona di almeno 10 mc di aria respirabile e rinnovata.

I ricambi d’aria dovrebbero avvenire almeno una volta ogni ora, e con maggior frequenza fino a 15 volte all’ora.
Una vera e propria rivoluzione per la salubrità ambientale sono i condizionatori e, meglio ancora, i climatizzatori: se realizzati e installati bene ottimizzano tutti i fattori microclimatici (temperatura, umidità, movimento e purezza dell’aria) dando vita ad ambienti con temperatura fra i 22° e i 23°, umidità relativa tra il 40% e il 60%, velocità dell’aria di circa 0,30 metri al secondo ed un abbattimento degli inquinanti nella misura di almeno il 70% in volume.

IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE (VDT)

foto03Come riportato nel titolo VII del D.Lgs. 81/08, un videoterminale è uno schermo alfanumerico o grafico che prescinde dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato.

Viene considerato videoterminalista un lavoratore che utilizza l’attrezzatura munita di VDT in modo sistematico e abituale per 20 ore settimanali in poi.
Il “luogo di lavoro” è l’insieme delle attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera e/o con altro sistema di immissione dati (incluso il mouse), il software per l’interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l’unità a dischi, il telefono, apparato radio, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l’ambiente di lavoro immediatamente circostante.

PREVENZIONE E PROTEZIONE
Gli agenti fisici che possono provocare malessere nel lavoro al computer sono i campi elettromagnetici deboli (CED), il contrasto di luminanza, i fattori che hanno a che fare con l’ergonomia (postura).
Gli effetti più frequenti sono mal di testa, capogiri, vertigini, alterazione del comportamento e dell’umore, danni alla vista, affaticamento fisico e mentale e persino alterazioni ormonali.
Nello svolgimento quotidiano del lavoro, sono previste pause o cambiamenti di attività (in assenza di una disposizione contrattuale in materia, è prevista una pausa di almeno 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continua), che possono anche essere stabilite temporaneamente a livello individuale, se il medico competente (MC) ne ravvisa la necessità. Ad ogni modo, le interruzioni non possono essere cumulate ad inizio e fine dell’orario lavorativo.

SORVEGLIANZA SANITARIA
Consiste in una visita medica preventiva alla quale sono sottoposti i lavoratori prima di essere addetti alla attività al videoterminale, con particolare riferimento ai rischi per la vista e per gli occhi e a quelli per l’apparato muscolo – scheletrico. Successivamente, vanno eseguite visite mediche ogni due anni (per i lavoratori risultati idonei con prescrizioni e per coloro che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età). Mentre negli altri casi la periodicità è 
quinquennale.

INFORMAZIONE E FORMAZIONE
Informare e formare i lavoratori su come si svolge l’attività, sulla protezione degli occhi e della vista, sulle misure applicabili al posto di lavoro, sui cambiamenti tecnologici che comportano nell’organizzazione del lavoro le postazioni munite di videoterminali.
“ALLEGATO XXXIV” traccia i requisiti minimi per l’ambiente nel quale dovrebbe svolgersi il lavoro con uso sistematico dei videoterminali:

foto04SCHERMO

- La risoluzione dello schermo deve essere tale da garantire una buona definizione, una forma chiara, una grandezza sufficiente dei caratteri e, inoltre, uno spazio adeguato tra essi.

– L’immagine sullo schermo deve essere stabile, esente da farfallamento, tremolio o da altre forme di instabilità.
– La brillanza e/o il contrasto di luminanza tra i caratteri e lo sfondo dello schermo devono essere facilmente regolabili da parte dell’utilizzatore del videoterminale e facilmente adattabili alle condizioni ambientali.
– Lo schermo deve essere orientabile ed inclinabile liberamente per adeguarsi facilmente alle esigenze dell’utilizzatore.
– È possibile utilizzare un sostegno separato per lo schermo o un piano regolabile.
– Sullo schermo non devono essere presenti riflessi e riverberi che possano causare disturbi all’utilizzatore durante lo svolgimento della propria attività.
– Lo schermo deve essere posizionato di fronte all’operatore in maniera che, anche agendo su eventuali meccanismi di regolazione, lo spigolo superiore dello schermo sia posto un’pò più in basso dell’orizzontale che passa per gli occhi dell’operatore e ad una distanza degli occhi pari a circa 50-70 cm, per i posti di lavoro in cui va assunta preferenzialmente la posizione seduta.

foto05- La tastiera deve essere separata dallo schermo e facilmente regolabile e dotata di meccanismo di variazione della pendenza onde consentire al lavoratore di assumere una posizione confortevole e tale da non provocare l’affaticamento delle braccia e delle mani.

– Lo spazio sul piano di lavoro deve consentire un appoggio degli avambracci davanti alla tastiera nel corso della digitazione, tenendo conto delle caratteristiche antropometriche dell’operatore.
– La tastiera deve avere una superficie opaca onde evitare i riflessi.
– La disposizione della tastiera e le caratteristiche dei tasti devono agevolarne l’uso. I simboli dei tasti devono presentare sufficiente contrasto ed essere leggibili dalla normale posizione di lavoro.
– Il mouse o qualsiasi dispositivo di puntamento in dotazione alla postazione di lavoro deve essere posto sullo stesso piano della tastiera, in posizione facilmente raggiungibile e disporre di uno spazio adeguato per il suo uso.

PIANO DI LAVORO

foto06- Il piano di lavoro deve avere una superficie a basso indice di riflessione, essere stabile, di dimensioni sufficienti a permettere una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera, dei documenti e del materiale accessorio.

– L’altezza del piano di lavoro fissa o regolabile deve essere indicativamente compresa fra 70 e 80 cm. Lo spazio a disposizione deve permettere l’alloggiamento e il movimento degli arti inferiori, nonché l’ingresso del sedile e dei braccioli se presenti.
La profondità del piano di lavoro deve essere tale da assicurare una adeguata distanza visiva dallo schermo.
– Il supporto per i documenti deve essere stabile e regolabile e deve essere collocato in modo tale da ridurre al minimo i movimenti della testa e degli occhi.

SEDILE DI LAVORO

foto07- Il sedile di lavoro deve essere stabile e permettere all’utilizzatore libertà nei movimenti, nonché una posizione comoda. Il sedile deve avere altezza regolabile in maniera indipendente dallo schienale e dimensioni della seduta adeguate alle caratteristiche antropometriche dell’utilizzatore.

– Lo schienale deve fornire un adeguato supporto alla regione dorso-lombare dell’utente. Pertanto deve essere adeguato alle caratteristiche antropometriche dell’utilizzatore e deve avere altezza e inclinazione regolabile. Nell’ambito di tali regolazioni l’utilizzatore dovrà poter fissare lo schienale nella posizione selezionata.
– Lo schienale e la seduta devono avere bordi smussati. I materiali devono presentare un livello di permeabilità tali da non compromettere il comfort dell’utente e pulibili.
– Il sedile deve essere dotato di un meccanismo girevole per facilitare i cambi di posizione e deve poter essere spostato agevolmente secondo le necessità dell’utilizzatore.
– Un poggiapiedi sarà messo a disposizione di coloro che lo desiderino per far assumere una postura adeguata agli arti inferiori. Il poggiapiedi non deve spostarsi involontariamente durante il suo uso.

foto08COMPUTER PORTATILI

- L’impiego prolungato dei computer portatili necessita della fornitura di una tastiera e di un mouse o altro dispositivo di puntamento esterni nonché di un idoneo supporto che consenta il corretto posizionamento dello schermo.

ILLUMINAZIONE

foto09- L’illuminazione generale e specifica (lampade da tavolo) deve garantire un illuminamento sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e l’ambiente circostante, tenuto conto delle caratteristiche del lavoro e delle esigenze visive dell’utilizzatore.

– Riflessi sullo schermo, eccessivi contrasti di luminanza e abbagliamenti dell’operatore devono essere evitati disponendo la postazione di lavoro in funzione dell’ubicazione delle fonti di luce naturale e artificiale.
Si dovrà tener conto dell’esistenza di finestre, pareti trasparenti o traslucide, pareti e attrezzature di colore chiaro che possono determinare fenomeni di abbagliamento diretto e/o indiretto e/o riflessi sullo schermo.

PREVENZIONE
– Con una buona visibilità si può svolgere correttamente il proprio compito lavorativo e riconoscere con velocità e facilità l’oggetto della visione.
– Creare un confort visivo che soddisfi necessità fisiologiche e psicologiche.
– Sicurezza e facilità di movimento, un pronto riconoscimento dei pericoli presenti nell’ambiente di lavoro.

RUMORE

foto10Secondo la normativa europea, il valore limite superiore di esposizione al rumore e’ fissato a 85 dB(A). Se questo limite viene superato, bisogna intervenire immediatamente.

L’operatore di centrale, sta al telefono/cuffie per molte ore, anche in maniera continuativa, e si espone a due pericoli potenziali: suoni forti improvvisi (picchi acustici) e alto livello medio di rumore.
Suoni molto forti ed improvvisi provenienti dalle cuffie (o direttamente dalla cornetta) possono essere causati da rumori di fondo e interruzioni nella rete telefonica. Senza l’adeguata protezione acustica tali disturbi possono provocare un vero e proprio shock acustico che non solo risulta molto fastidioso, ma che puo’ anche danneggiare l’udito.
Un livello troppo alto del volume delle cuffie durante la giornata lavorativa puo’ portare a stanchezza e stress, malesseri che si traducono non di rado in un calo di produttivita’ e di concentrazione.

Il rumore emesso dalle attrezzature presenti nel posto di lavoro non deve perturbare l’attenzione e la comunicazione verbale.
Alcuni esempi:
– Ventola PC 30 dBA
– Stampante laser 30 dBA
– Voce parlata 50 dBA
– Fotocopiatrice, stampante a getto d’inchiostro 50 dBA
– Tono alto di voce 60 dBA
– video + digitazione tastiera: 56-58 dB(A);
– stampante a getto di inchiostro: circa 50 dB(A);
– stampante ad aghi: circa 60 dB(A);
– conversazione normale a un metro di distanza: 60-75 dB(A).

PREVENZIONE AL RUMORE
– Installare i VDT in locali poco disturbati da fonti di rumore interne o esterne.
– Scegliere strumentazione poco rumorosa (prima dell’acquisto leggere le caratteristiche tecniche).
– Isolare gli strumenti rumorosi in locali separati o con dispositivi fono-isolanti
– Dotarsi di cuffie con tecnologia: SafeTone, PeakStop, Intellitone, per assicurare una protezione ottimale e costante, e un volume sempre a un livello adeguato, non appena riceve un segnale audio eccessivamente elevato, reagisce in modo istantaneo, bloccando i picchi acustici e mantenendo il livello dell’audio in un intervallo sicuro per proteggere l’udito.

ULTERIORI POTENZIALI RISCHI IN CENTRALE OPERATIVA
Sono diverse le cause che portano un lavoratore ad assentarsi per infortunio o malattia.
I seguenti fattori svolgono un ruolo importante:
– Sistemazione oggetti: non mettete gli oggetti pesanti sui ripiani alti degli armadi, collocateli invece più in basso possibile. (magazzino e/o archivio pericolo di caduta dall’alto e vari traumi all’apparato muscolo-scheletrico).
– Sollevamento e trasporto carichi: nel sollevare e trasportare carichi, fate in modo di avere la schiena dritta e di tenere il carico più vicino possibile al vostro corpo. La vostra schiena non deve mai curvarsi né ruotare di lato.
– Vie di circolazione sgombre: tenete le vie di circolazione e i passaggi sempre sgombri. (no borse, scatoloni, ecc. pericolo di inciampo).
– Cassetti aperti: dopo averli aperti, i cassetti vanno sempre richiusi.(pericolo di inciampare se bassi, altrimenti altri tipi di lesioni sul corpo a seconda dell’altezza del cassetto).
– Canaline dei cavi aperte: chiudete le canaline aperte dei cavi oppure, se non è possibile, segnalatele. (pericolo di inciampo e folgorazione e/o principio di incendio se cavi rovinati e scoperti).
– Liquidi sul pavimento: eliminate rapidamente eventuali versamenti di liquidi. (pericolo scivolamento e cortocircuiti se vicino a postazioni elettroniche).
– Elementi provvisori: apparecchi e cavi provvisori possono non essere visti per questioni di abitudine. Segnalateli oppure rimuoveteli! (pericolo di inciampo).
– Ausili di salita : non usate mai le sedie da ufficio per accedere a scaffali alti o a strutture sopraelevate; utilizzate invece appositi ausili di salita, opportunamente collaudati in termini di sicurezza. (pericolo di lesioni e traumi all’apparato muscolo-scheletrico).

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L'autore

Davide Pezzetta

dal 1996 nel settore del volontariato ed emergenza sanitaria, nel campo operativo e della formazione, mi sono avvicinato con pensiero critico e studio alla legge 81/08 dopo un brutto incidente durante un soccorso ad un mio collega. Sono un RSPP specializzato ATECO 7 (Sanità)

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