L’Ordine dei medici attacca il 118, levata di scudi contro la lobby che “non ha interesse per la salute dei cittadini”

L’Ordine dei medici attacca il 118, levata di scudi contro la lobby che “non ha interesse per la salute dei cittadini”

L’Ordine dei Medici di Bologna, Modena, Ravenna e Piacenza avrebbe presentato alcuni esposti alla Procura contro alcuni medici per aver redatto procedure e istruzioni operative che regolano l’intervento degli infermieri sulle ambulanze del 118. Una serie di esposti che ha sollevato un’ondata di proteste – e di forte sdegno – sia sui social network che nel mondo professionale dell’emergenza/urgenza, dove medici e infermieri lavorano fianco a fianco tutti i giorni per salvare vite umane. Le prese di posizione sul tema sono state molteplici. IPASVI, FNC e ANIARTI hanno duramente contestato questa iniziativa dell’Ordine dei Medici. Riportiamo integralmente il comunicato stampa dell’ANIARTI che – come sigla a tutela degli Infermieri di area critica, ha preso duramente posizione contro le affermazioni da “lobby” pubblicate sull’ANSA.

Ancora una volta, assistiamo all’attacco strumentale di una ridotta componente medica, sul ruolo del professionista infermiere che opera nel sistema 118 e che quotidianamente risponde ai bisogni di salute ed assistenza dei cittadini. Come Associazione che rappresenta anche gli infermieri che lavorano nei Sistemi 118, vogliamo cercare di comprendere da dove nasce l’aggressione ad una realtà considerata da tutti come un’eccellenza sanitaria. In questi “tempi moderni” pieni di incertezza, in cui improvvisamente “qualcuno” ha finalmente scoperto che il sistema salute non dipende dall’azione di una singola professione; dove ad una complessità estrema, solo una risposta corale può cercare di risolvere eventi critici; dove la collaborazione non è una somma di competenze ma una moltiplicazione di risposte possibili, la risposta semplicistica dopo la denuncia di medici verso altri medici, sembra essere solo una: “attaccare quelli tra i nostri che si alleano con il nemico”.

La sfida che proponiamo è quella di non vedere in tutto ciò un attacco solo alla professione infermieristica, ma a tutto il Sistema Sanitario Regionale dell’Emilia Romagna, che rappresenta un esempio di fattiva collaborazione tra le varie professioni sanitarie; dove medici ed infermieri sanno lavorare in sinergia, in team, senza avere problemi di confine – ormai, palesemente fuori dal tempo, ma nel rispetto delle singole professionalità e soprattutto ragionando nell’esclusivo interesse della Persona assistita.

Tutte le evidenze scientifiche, testimoniano che il fenomeno dello skill-mix aumenta la qualità delle prestazioni e le risposte di un’équipe in modo esponenziale; ed è per questo che la nostra comunità professionale vuole contribuire a ri-pensare gli standard assistenziali in un’ottica positiva; che induca, motivi, acceleri il cambiamento per colmare il gap tra le attese e l’offerta di un servizio di qualità.

La contraffazione che nasce, dalla continua campagna di disinformazione perpetrata ai danni dei cittadini, relativa al supposto abuso della professione medica da parte degli infermieri ci sembra essere solo un modo per proteggere una lobby di un interesse che non è quello della salute dei cittadini.

Vogliamo prendere le difese di quei numerosissimi medici che come colleghi (così si chiamano tra loro stessi i membri interdisciplinari dei team di emergenza), hanno sempre coltivato la crescita professionale e vogliamo chiaramente difendere, quei colleghi infermieri che hanno combattuto per uscire dai recinti culturali, e hanno sempre lavorato guardando tutti i giorni a come migliorare la risposta durante un evento grave, sia esso di un singolo che di una comunità.

A tutti Loro va il nostro chiaro sostegno, perché solo così possiamo immaginare una sanità migliore, ma soprattutto una Nazione ed un futuro migliore.

Gli infermieri di Area Critica, hanno dimostrato giorno per giorno la capacità di dire chiaramente chi sono e il loro contributo è chiaro a chiunque abbia avuto bisogno di loro.

Il Consiglio Direttivo e Nazionale Aniarti
(f.to Fabrizio Moggia Presidente Aniarti)

L'autore

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