“Ma quanta nebbia c’è?” Una scala precisa per dirimere i dibattiti fra autisti del soccorso

“Ma quanta nebbia c’è?” Una scala precisa per dirimere i dibattiti fra autisti del soccorso

Nella bassa padana è una domanda ormai retorica, vale come saluto al posto del “buona sera!” quando entri in sede. L’esclamazione: “Oh, ma quanta nebbia c’è!” nelle giornate invernali risuona come una campana ad ogni ora del giorno e della notte. Le discussioni meteorologiche abbondano e – se il collega di turno è anche volontario in Protezione Civile – diventano il punto di partenza per racconti mitologici di soccorsi e recuperi talmente inverosimili da poter essere inseriti di diritto nelle scenografie dei prossimi film di Bruce Willis. Ma oggi, grazie alla collaborazione di alcuni esperti del settore (Francesca Pellegrini e i componenti del gruppo musicale Maninblù, che abitano nella provincia di Parma, zona bassa padana ove la stagionatura del Culatello è misurata in metri visuali ndr) abbiamo la prima, unica e inconfutabile Scala Brumazzi per la Misurazione dei Fenomeni Nebulosi. La scala si articola su precise basi (di cui non vogliamo conoscere la natura ndr) e vi garantiamo, sarà un divertente passatempo per i vostri lunghi e – speriamo senza interventi gravi – felici turni di servizio!

GRADO I – DISCUTIBILE
Il cielo è leggermente velato all’orizzonte. Si discute, dentro di sé o a gruppi, se sia più opportuno chiamarla nebbia o foschia. La nonna guida la discussione.

GRADO II- DEBOLE
E’ indubbiamente nebbia, ma l’unico effetto tangibile è una punta di malinconia nei più sensibili. A meno che tu non stia guidando una Maserati in Autosole ai trecento all’ora, s’intende. La nonna rimane in cortile a spazzare le foglie, con il gatto che la guarda.

GRADO III – MODERATA
Si cominciano a vedere i primi fendinebbia accesi, peraltro inutili e odiosi. Su Facebook i più noiosi si lamentano e pubblicano foto dei Caraibi. Il pedone si stringe nel cappotto e allunga il passo. La nonna, ancora in cortile, getta sguardi eloquenti verso la finestra della cucina.

GRADO IV – INTERESSANTE
E’ la fase del compiacimento. L’autista borioso si bulla delle proprie capacità di guida in condizioni avverse, e smette deliberatamente di rispettare le distanze di sicurezza; quello troppo prudente si chiede cosa abbiano da lampeggiargli (v. MODERATA). Il traffico subisce un indiscutibile rallentamento, dovuto più ai comportamenti di cui sopra che alla scarsa visibilità. Gli amanti della nebbia osservano il paesaggio soddisfatti. La nonna entra in casa, lamentandosi dei reumatismi, ma ha un’espressione quasi beffarda, come a intendere “ve l’avevo detto, io”.

GRADO V – CAZZO
E’ quel che comincia a non vedersi. L’automobilista allunga il collo verso il parabrezza, sperando di scorgere un po’ prima le auto che sta per raggiungere. Su Facebook compaiono i primi accenni concreti alle caldarroste. Il gatto ha perso l’attimo ed è rimasto in cortile; si aggira qua e là senza sapere bene cosa fare. A meno di non vivere in una calle veneziana, anche la casa di fronte appare un po’ sfocata; la nonna, ora seduta sulla sedia a dondolo di fianco alla finestra, non perde l’occasione e lo fa notare, con sottile compiacimento.

GRADO VI – CAZZO!
E’ quel che ora non si vede proprio, come esclama l’automobilista frustrato. Alcuni accostano e chiamano qualcuno per farsi venire a prendere; altri accendono gli abbaglianti, dimostrando che la tendenza a complicarsi la vita non è mai doma. Il pedone inizia a temere per la propria incolumità quando attraversa la strada. La nonna ti informa che venerdì sera c’è la festa della polenta, come annuncia l’unico manifesto visibile (è di un bel verde sgargiante) tra quelli appesi al palo delle indicazioni stradali. Mica scemi!

GRADO VII – SMODERATA
Isoradio ci informa dei primi tamponamenti a catena, senza scendere in particolari inutili come luogo, direzione di marcia e lunghezza della coda, che verranno riferiti nel prossimo aggiornamento. Poi fa prontamente partire un pezzo dei Pink Floyd che dura un quarto d’ora, giusto il tempo che ti serve per raggiungere il luogo dell’incidente e fuggire a piedi sulla massicciata, abbandonando l’auto al suo destino. Chi è in casa sente il bisogno irrefrenabile di prepararsi una bevanda calda. La nonna mostra i primi segni di cedimento e con voce flebile chiama il gatto, di cui nel frattempo si è persa ogni traccia.

GRADO VIII – LETALE
Il tamponamento a catena raggiunge le decine, se non centinaia, di chilometri. Le notizie sono comunque frammentarie. Ti chiedi distrattamente che fine avrà fatto la tua auto, mentre ti dirigi senza saperlo verso l’autostrada, convinto di camminare nella direzione opposta. In città, i pochi passanti sbattono contro i paletti coi nomi delle vie, e ai semafori non si fermano perché non riescono a vedere, dall’altra parte della strada, se è rosso o verde. Fuori dalla finestra non si vede nemmeno il vaso dei gerani; il gatto per fortuna dà segni di vita: miagola in lontananza, forse disperso in giardino. La nonna, in stato confusionale, racconta di quella volta che il nonno è stato decapitato per aver battuto Napoleone e Murat a briscola chiamata.

GRADO IX – TRASCENDENTE
Boom di conversioni religiose. I pochi autisti rimasti vengono sorpassati dai pedoni, e si mettono a seguirli sperando che non accelerino. La nonna compie esorcismi. Con successo.

GRADO X – NON-EUCLIDEA
La nebbia entra in casa. I poveri esseri umani non riescono più a vedere i propri piedi, e questo fatto inusitato li getta in uno stato di esistenza sospesa in cui ogni certezza precostituita è in discussione. E’ tutto bianco. Il giardino non esiste, la massicciata non esiste, Isoradio non esiste, il gatto non esiste. La nonna, che sa il fatto suo, dorme beata.

 

(Grazie a Francesca Pellegrini e ai Maninblù)

L'autore

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