No al defibrillatore perché “deturpa il territorio”. Ecco cosa succede in provincia di Sondrio

No al defibrillatore perché “deturpa il territorio”. Ecco cosa succede in provincia di Sondrio

Il defibrillatore non lo vogliamo perché “deturpa l’estetica del territorio”. La paradossale vicenda di Piuro, in Valchiavenna

 

La colonnina della discordia

La colonnina della discordia

Piuro è un paese italiano che confina con la Svizzera, e fa parte della Valchiavenna. Ma la vicinanza con il vicino elvetico non sembra essere stata utile nell’adesione al progetto Valchiavenna Cardioprotetta, uno dei migliori progetti lombardi per la diffusione dei defibrillatori salvavita sul territorio locale.
Una rete di defibrillatori interconnessi con la centrale AREU per fornire sempre – in caso di arresto cardiaco – un supporto immediato al paziente e uno strumento che nel mondo è considerato basilare per riportare alla respirazione spontanea una persona che rischia la morte.

A Chiavenna il progetto di installazione dei DAE ha riscosso grande successo, come riporta anche il quotidiano “La Provincia di Sondrio“. In Piazza San Pietro, a Chiavenna, 8 amministratori locali inaugureranno le prime teche, che saranno distribuite sui territori di Chiavenna, Madesimo, Villa di Chiavenna, Prata Camportaccio, Mese, Novate Mezzola, Gordona e Verceia. Sul territorio locale rimangono escluse purtroppo Campodolcino, Samolaco, San Giacomo Filippo e Piuro.

E’ da quest’ultima località che arriva la polemica più strana: “Abbiamo detto no perché questi apparecchi deturpano architettonicamente il nostro territorio” ha spiegato al giornale il sindaco di Piuro Omar Iacomella. “Vuol dire avere un obrobrio estetico in ogni foto fatta a scopi turistici. Ne faremo a meno”.

Le considerazioni che scattano di fronte ad una affermazione simile sono molte, ma lasciamo ai lettori la possibilità di trarle da soli. Forse però considerare un “obrobrio” un dispositivo che può salvare delle vite è un po’ eccessivo. Tanto che nella vicina Svizzera i defibrillatori sono posizionati ovunque e non pare che i puristi dell’immagine naturalistica si siano stracciati le vesti, cosa che invece hanno fatto sicuramente per posizionare le piastre in caso di arresto cardiaco, dato che “di là” i DAE sono una realtà più che affermata (leggi i dati della Fondazione Ticino Cuore). Il sindaco di Piuro specifica sui social la sua posizione:

Il comune di Piuro, come saprete, é socio unico della farmacia Piuro SRL dotata di defibrillatore e operatore. Così come a scuola, e nei luoghi indicati e sensibili ( area sportiva). A questo punto permettete che una scelta di mettere colonnine gialle all’aperto lasciate all’incuria e all’usura possano essere dal mio punto di vista molto discutibili sia per funzionalità (essendo già dotati) e di esteticità. Ora ne sono esempio quei rilevatori di velocità che dopo poco tempo hanno smesso di funzionare in buona parte della valle. Perché? Semplice. Non c’è manutenzione nelle cose e il tutto viene lasciato al proprio inesorabile destino. Plaudo all’iniziativa in luoghi affollati, criticandone in ogni caso l’estetica (esiste una commissione in ogni comune che impone di usare questo o quel colore sulle case private e non si dice nulla su una macchinetta rumorosa e di colore evidente piazzata dal pubblico). Sfido inoltre coloro che oggi mi hanno augurato di morire d’infarto a saper utilizzare correttamente ed in maniera tempestiva questi defibrillatori ( magari sono coloro che nemmeno salutano il proprio vicino di casa o fanno del male anche solo con la lingua al prossimo!). In ogni caso, abbiamo la fortuna di esser tutti dotati di cellulare e se vedete una persona che sta male, chiamate chi é preposto ad aiutare la vita, evitiamo di riempirci la bocca di parole al vento, tanto, poi, domani sarà un altro giorno ugualmente.

Purtroppo l’opinione del sindaco di Piuro non è così isolata. Nei mesi scorsi a Lucca una persona aveva fatto spostare la colonnina del defibrillatore perché non la voleva vicino a casa (leggi qui). Fortunatamente il progetto (che ha una radice ideologica proprio in Svizzera, dove il progetto Ticino Cuore è diventato uno dei più importanti esempi di diffusione del defibrillatore mai visti) ha visto adesioni convinte e forti da parte della Comunità Montana della Valchiavenna.
«In questi giorni – commenta la presidente dell’assemblea dei sindaci Patrizia Pilatti – è iniziata in la posa delle teche che ospiteranno il defibrillatore semiautomatico. Operazione che si concluderà entro la fine di settembre con la messa in rete di tutte le postazioni. L’informazione e la formazione procedono di pari passo. Oggi si terrà il primo corso massivo che vedrà impegnate una trentina di persone affiancate da cinque istruttori di Croce Rossa Italiana, partner del progetto. Tutte le amministrazioni comunali aderenti beneficeranno inoltre di una serata informativa tenuta dagli istruttori di Croce rossa. Sarà l’occasione per tutti i cittadini di apprendere nozioni importanti sull’uso dello strumento e non solo in quanto tema fondamentale è, oltre che la prevenzione, imparare a comportarsi in caso di malore attuando in maniera corretta la catena dei soccorsi». Perché purtroppo un attacco di cuore può capitare sempre, anche mentre si fa una foto indeturpata da colonnine gialle.

Il defibrillatore salva la vita. E' raccomandata la defibrillazione precoce in caso di arresto cardiaco

Il defibrillatore salva la vita. E’ raccomandata la defibrillazione precoce in caso di arresto cardiaco

 

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