Nuovi orari di lavoro, gli ospedali ai ripari: previste 4.000 assunzioni in tutta Italia

Nuovi orari di lavoro, gli ospedali ai ripari: previste 4.000 assunzioni in tutta Italia

Il giro di vite sugli orari di lavoro di medici e infermieri parte da oggi. E’ scaduto il 25 novembre infatti il termine per adeguarsi alla direttiva UE sull’orario di lavoro dei professionisti del servizio sanitario. L’Europa ha avviato una procedura di infrazione presso la Corte di Giustizia e chi non adempirà alla normativa rischia pensanti sanzioni amministrative.

Certo l’inverno non è il periodo migliore – soprattutto in ambito emergenziale e di Pronto Soccorso – per dover ridurre gli orari e i carichi di lavoro su professionisti e infermieri. Un discorso fatto per tutelare la salute degli operatori, che arrivano a fare anche 60 o 70 ore a settimana, per colmare lacune di personale. Non tutti i professionisti sono d’accordo, ma c’è sicuramente la politica del Governo Renzi che si sta muovendo per porre mano alla situazione.

Ci saranno i soldi per 4.000 assunzioni, e c’è chi si muove in anticipo

Su Quotidiano Sanità l’onorevole Gelli (relatore PD) spiega che i risparmi ottenuti dalla legge di stabilità con il nuovo ddl sulla responsabilità professionale permetterà l’assunzione di oltre 4.000 operatori, necessari per colmare il vuoto lasciato dal nuovo orario di lavoro europeo. Alcune strutture ospedaliere, come l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, che gestisce una delle più grandi strutture dell’Emlia Romagna, ha già programmato l’assunzione di 126 infermieri e di almeno 10 medici. Un salto dimensionale di grande livello che sarà probabilmente effettuato da tutte le grandi strutture sanitarie italiane. E’ chiaro che questa norma serve per tutelare i pazienti. Ma se da una parte si cerca di far riposare i medici (Chi si farebbe operare da un medico stanco?) dall’altro si rischia di far passare almeno tre mesi infernali a chi deve usufruire del sistema sanitario.

#Giustorario o #iomimobilito – I sindacati da che parte stanno?

Giustamente i sindacati hanno scelto la mobilitazione per il 28 novembre, perché la situazione in campo sanitario è piuttosto complessa e tutte le conseguenze del nuovo orario di lavoro e del nuovo disegno di legge in approvazione al Parlamento rischiano di ricadere sui lavoratori. Ma rimane un po’ di confusione sotto il cielo delle sigle sindacali. Da una parte infatti il nuovo orario di lavoro sana una situazione che andava avanti da anni, dall’altra però per tutelare l’orario ed effettuare nuove assunzioni si tagliano su spese e diritti. A febbraio scorso la CGIL aveva iniziato la campagna Giustorario http://www.fpcgil.it/giustorario
ma fra pochi giorni sarà in piazza contro il DDL sanità, che prevede tagli pe 350 milioni, nuove norme sulla responsabilità civile, sulle assicurazioni e sulle azioni di rivalsa. Soldi che farebbero assumere – appunto – quasi 4.000 professionisti in ambito sanitario. “Senza risposte non ci fermeremo, continuando lo sciopero unitario dei medici già proclamato per il 16 dicembre” dicono in una nota Massimo Cozza, FP Cgil Medici e Biagio papotto, Cisl Medici: “Vi chiediamo di scendere in due piazze con noi per migliorare la qualità del servizio sanitario; per il giusto orario europeo in sanità a tutela della qualità delle prestazioni per i cittadini e della nostra salute; per dire no a chi vuole solo deroghe senza innovazioni organizzative e senza impegnare le risorse per le assunzioni necessarie superando il precariato; per il rinnovo del contratto sia per i medici dipendenti che per i medici delle convenzioni bloccato da oltre 6 anni che rappresenta la sola via per migliorare l’organizzazione del lavoro e la qualità dei servizi pubblici”.

Ma se la strada intrapresa dal Governo è questa, ha ancora senso lo sciopero del 16 dicembre?

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