Opinioni: Riforma del terzo settore? Si, ma quella giusta…

Opinioni: Riforma del terzo settore? Si, ma quella giusta…

Di: Francesco Saisi

La mia personale avventura nel mondo del volontariato è iniziata da poco tempo, ma un periodo già sufficiente per rendermi conto di quanto complicata e macchinosa sia la gestione nelle varie associazioni. L’ultima doccia fredda, ovviamente non quella riferita per raccogliere fondi a favore dei malati di Sla, che poi visto i tagli imposti dalla Legge di Stabilità gli unici ad averla subita sono proprio loro, l’ho ricevuta al termine del corso base per la formazione di volontari della Croce Rossa Italiana. Dopo la partecipazione a tutte le lezioni previste, la sera del ripasso generale in preparazione all’esame finale, mi è stato comunicato che a causa di un regolamento dello Statuto di C.R.I., dove al Titolo III – Soci, Doveri dei Soci, paragrafo 16.2 d recita così: “non essere iscritti né iscriversi ad associazioni che perseguono finalità in contrasto con i principi del Movimento Internazionale e/o che svolgono attività direttamente concorrenziali a quelle della Croce Rossa Italiana. Le fattispecie di incompatibilità sono disciplinate dal Codice etico”, non potrò prendere parte a nessuna attività in quanto già volontario di Misericordie d’Italia.

Inutile dire che la comunicazione mi ha lasciato alquanto perplesso e demoralizzato, tant’è che avevo deciso di non dare l’esame finale, ma visto che generalmente cerco di portare a termine gli impegni presi, se non altro come motivo di orgoglio personale, ho invece partecipato e con successiva comunicazione mi è stato riferito di averlo pure superato. Purtroppo credo proprio che questa nuova esperienza verrà abortita già sul nascere, l’amaro in bocca è tanto come la delusione. Quello che speravo potesse essere anche un modo di trarre vantaggio, come esperienza personale, il prestare servizio sotto un’altra associazione viene quasi da me interpretata come una sorte di spionaggio, tant’è che viene definita proprio attività direttamente concorrenziale.
Credo proprio che una bella riforma ci voglia, in quello che viene definito il Terzo Settore, come hanno comunemente dichiarato a Solferino, in occasione dell’Assemblea dei presidenti della Croce Rossa Italiana il 21 giugno scorso, i presidenti di ANPAS e Croce Rossa Italiana: “Insieme abbiamo la necessità di dare riposta alla domanda di trasparenza che arriva dall’Europa in tema di affidamento dei servizi. Basta con il meccanismo della gare al ribasso, i servizi ai cittadini non possono e non devono essere scadenti. Questo percorso comune coinvolgerà anche il terzo importante elemento del terzo settore, mi riferisco alle Misericordie”. Mi permetto di aggiungere che dobbiamo anche togliere quei paletti che separano tra loro le associazioni, una guerra tra poveri nel nostro settore, come in nessun’altro campo, non agevola sicuramente nessuno.

 

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