POSTER IRC – Analisi dell’aderenza alle linee guida nella rianimazione cardiopolmonare extraospedaliera

POSTER IRC – Analisi dell’aderenza alle linee guida nella rianimazione cardiopolmonare extraospedaliera
Autori: Veronica Xu A, Giuseppe Davide Caggeggi B, Vittorio Antonaglia B, Gianfranco Sanson A.
A – Corso di laurea in Infermieristica, Università Trieste; B – Sistema Emergenza Territoriale 118, Trieste

 

BACKGROUND

 

La prognosi dell’arresto cardiaco (ACR) exdtraospedaliero è spesso infausta. Per migliorare l’outcome, le linee guida (LG) enfatizzano l’esecuzione di compressioni toraciche (CT) di alta qualità (compressioni: almeno 5 mm; frequenza: almeno 100/minuto; completo rilascio; rapporto CT – ventilazioni 30:2; minimizzare le interruzioni delle CT; possibile uso di compressori meccanici automatici). Queste indicazioni derivano per lo più da studi su modelli animali, mentre la qualità delle CT è stata analizzata da numerosi studi utilizzando il manichino.

Recenti innovazioni tecnologiche consentono di acquisire informazioni relative alla RCP in tempo reale sulla scena e di teletrasmetterle per l’analisi attraverso un software dedicato; solo pochissimi studi hanno finora sfruttato tale tecnologia di monitoraggio.

 

MATERIALI E METODI

 

Dati preliminari di uno studio osservazionale retrospettivo sugli ACR trattati dal sistema 118 di Trieste nel periodo con monitor-defibrillatore Physio Control Lifepak* 12 e 15, i seguenti parametri: numero delle CT e degli atti ventilatori (evidenziati come inefficaci o efficaci in base alla curva di impedenza toracica), traccia ECG, presenza di defibrillazioni; dal time course delle tracce tutti i tempi di interesse. Sono stati inclusi nello studio i pazienti sottoposti a CR manuali o mediante compressore meccanico (Lucas*) con completa documentazione software dell’intera RCP, dalla prima rilevazione dell’ACR alla fine delle manovre di RCP (ROSC o decesso). In caso di ritmo di presentazione non defibrillabile, sona state escluse le RCP di durata inferiore a 10 min che non si sono concluse con un ROSC (return of spontaneous circulation).

 

Le variabili considerate sono state:

-Tempo ACR: durata dell’arresto, dalla prima rilevazione alla dine delle manovre di RCP (ROSC o decesso)

– Ciclo CT: serie di CT efficaci consecutive con pause <1 secondo

– Ciclo RCP: serie di CT efficaci consecutive e ventilazioni con pause ≤ 5 secondi

– Tempo RCP: durata complessiva dei cicli RCP

– Tempo hands-off: somma del tempo intercorrente fra un ciclo e l’altro di RCP (pause >5 secondi). Da tali variabili sono stati derivati i seguenti indicatori:

– Indice CT: rapporto (%) fra durata complessiva dei cicli di CR e tempo ACR

– Indice RCP: Rapporto (%) fra durata complessiva dei cicli di RCP e tempo ACR

– Frequenza CT/ciclo: frequenza mediana (CT/min) delle CT sulla durata complessiva dei cicli di CT

– Frequenza CT/RCP: frequenza mediana (CT/min) delle CT sul tempo ACR

– Frequenza ventilazioni: frequenza mediana di ventilazione (ventilazioni/min) sul tempo ACR.

 

RISULTATI

 

Nel periodo di studio sono state effettuate 441 RCP, di queste il tracciato era disponibile in 314 casi; 198 casi rispondevano ai criteri di inclusione. La durata delle RCP è stata di 24 ,7 minuti (IQR 16-33). I dati relativi alle variabili oggetto dello studio sono riportati nelle Figure 2 e 3.

Confrontando i pazienti con ritmo d’esordio defibrillabile o non defibrillabile non sono state rilevate differenze significative in alcuno degli indicatori analizzati.

Nei pazienti in cui è stato utilizzato anche il compressore automatico LUCAS – 2 (N 97; 48,9%) la durata delle RCP è stata significativamente maggiore (senza:10,6 min; con : 23,2 min; p<0.0001) e tutti gli indicatori analizzati si sono dimostrati significativamente più aderenti alle indicazioni delle linee guida ad eccezione della frequenza CT/RCP totale (figura 4).

 

CONCLUSIONI

 

Dati dimostrano una sostanziale aderenza degli operatori alle raccomandazioni delle LG. Un valore mediano di 109 CT/min per ciclo dimostra la capacità di effettuare cicli di CT efficaci consecutive alla frequenza raccomandata. Tuttavia, se si considera l’intero tempo di ACR la frequenza delle CT scende molto al di sotto dei valori raccomandati, mentre vengono complessivamente garantite 8 ventilazioni al minuto. Questo dipende dal fatto che per quasi un terzo del tempo totale di ACR non sono state erogate manovre di RCP (tempo hands-off) per effettuare manovre quali analisi del ritmo, defibrillazione, controllo del polso, intubazione tracheale, posizionamento del compressore meccanico, ecc. Nei casi gestiti col contributo del compressore meccanico, il tempo effettivo di RCP è stato doppio e sia la frequenza delle CT per ciclo che il rapporto fra tempo RCP e hands-off si sono dimostrati significativamente migliori e più aderenti alle LG; tuttavia non si sono più rilevate significativamente differenze nella frequenza delle CT assicurate durante l’intera RCP, forse a causa del tempo necessario al posizionamento del device. Sono necessari interventi per ridurre i tempi hands-off. Ulteriori analisi saranno necessarie per determinare potenziali correlazioni di questi dati con gli esiti quali il ROSC o la sopravvivenza.

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