Processo Magherini, assolti tutti i volontari della Croce Rossa: “Orgogliosi della nostra divisa, sempre!”

Processo Magherini, assolti tutti i volontari della Croce Rossa: “Orgogliosi della nostra divisa, sempre!”

Questa mattina sono stati condannati 3 Carabinieri per omicidio colposo e sono stati assolti altri 3 imputati. Si tratta della sentenza di primo grado del processo Magherini, il quarantenne morto durante un drammatico arresto la notte del 3 marzo 2014. Il giudice Barbara Bilosi ha condannato per omicidio colposo tre dei quattro carabinieri intervenuti in Borgo San Frediano la notte del 3 marzo, quando l’ex calciatore delle giovanili della Fiorentina morì per un arresto cardiaco. Assolti invece tutti i volontari del soccorso intervenuti sulla scena.

Il giudice Barbara Bilosi ha condannato (pena sospesa) 3 dei Carabinieri presenti sul posto perché “in cooperazione colposa tra loro”, hanno causato la morte del quarantenne per arresto cardiocircolatorio dovuto a intossicazione acuta da cocaina associata ad un meccanismo asfittico. “Non aver commesso il fatto” è invece il motivo per cui i volontari sono stati scagionati da ogni accusa.

Questo il comunicato di Croce Rossa Italiana

La Croce Rossa Italiana ha sempre avuto fiducia nella giustizia ed oggi è stato finalmente riconosciuto il giusto livello di responsabilità dei suoi volontari in questa dolorosa vicenda.
Siamo orgogliosi della divisa che portiamo, oggi come ieri e sempre.

“Sapevamo che la giustizia avrebbe fatto il suo corso in modo giusto ed equilibrato definendo la nostra estraneità ai fatti. Vogliamo ringraziare quanti ci sono stati vicini in questi anni ed un ringraziamento particolare va all’Avvocato Massimiliano Manzo che ci ha seguito sempre con passione e generosità non risparmiando tempo e fatica. Un pensiero anche alla Famiglia Magherini, alla quale nessuna sentenza potrà mai rendere Riccardo”. Queste sono le prime parole di Claudia Matta, all’uscita dell’aula di Tribunale dopo l’esito della sentenza che sancisce la conclusione della vicenda processuale che l’ha vista coinvolta in prima persona insieme ad altri 2 volontari per più di 2 anni.

Questa sentenza di assoluzione rende al volontariato la spinta per continuare a svolgere il proprio compito così come è stato fatto fino ad oggi, ma senza paura. Ancora oggi infatti non si riescono a trovare le motivazioni per le quali dei volontari – che regalano il loro tempo per gli altri – pur rispettando tutte le norme e i protocolli si siano ritrovati sul banco degli imputati.

Lorenzo Andreoni, neo Presidente del Comitato di Firenze della Croce Rossa: “Siamo molto felici e sollevati dopo questa sentenza, ringraziamo tutto il mondo del volontariato, Croce Rossa, Anpas, e Misericordie che senza distinzione di divisa hanno sempre dimostrato il loro appoggio. Con questa sentenza, chi tutti i giorni come noi dedica il proprio tempo ad aiutare gli altri, ha la conferma che il proprio ruolo è tutelato dal rispetto delle regole. Il nostro pensiero in questo momento va al nostro volontario Maurizio, scomparso prima della fine di questa triste vicenda e alla Famiglia Magherini, che ha sempre lottato per la verità e la giustizia. Ringrazio particolarmente – a nome mio e di tutto il Comitato di Firenze – l’avvocato Manzo e il suo staff per la passione e il lavoro svolto”

 

SODDISFATTE ANCHE LE MISERICORDIE D’ITALIA

“Soddisfazione e un sospiro di sollievo” per la decisione del giudice monocratico del tribunale di Firenze che ha mandato assolti i due volontari della Croce Rossa al processo per la morte di Riccardo Magherini è espressa de Alberto Corsinovi, presidente delle Misericordie toscane che offrono il contributo numericamente più importante di volontari al 118 toscano.

“Ovviamente con tutto il rispetto dovuto al dolore della famiglia Magherini, l’assoluzione delle due volontarie è per noi positiva – prosegue Corsinovi – perché allenta la grande preoccupazione che si era diffusa anche tra i nostri volontari, che ogni giorno dedicano il loro tempo libero agli altri, sottraendolo magari alla famiglia o allo svago. Un’eventuale condanna avrebbe costituito un precedente pesante per tutti loro, con il rischio di trovarsi coinvolti in vicende giudiziarie pesanti solo in ragione del proprio impegno solidaristico.”

“Certo, una riflessione più attenta su questo aspetto andrà fatta, anche con i competenti organi istituzionali, non appena saranno rese note le motivazioni della sentenza.”

 

L'autore

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