Questa casa non è un albergo: sostegno pratico ai ragazzi di Coca-Cola e Humanitas Scandicci

Questa casa non è un albergo: sostegno pratico ai ragazzi di Coca-Cola e Humanitas Scandicci

Scandicci (FI), 11 luglio 2017 – Compagnia di Pubblica Assistenza Humanitas è lieta di annunciare che il progetto “Questa casa non è un albergo: sostegno pratico ai ragazzi” ha raggiunto l’obiettivo economico prefissato all’interno dell’iniziativa “C10 – Insieme a Coca-Cola per 10 città italiane: progetto promosso da Coca-Cola Italia – con il supporto dei partner tecnici DeRev e Fondazione EYU – per finanziare attraverso il crowdfunding dieci progetti di inclusione sociale in altrettante città italiane, tra cui Firenze e la sua provincia.

 

Fino al 15 febbraio 2017 è stato infatti possibile contribuire sulla piattaforma crowdfunding di DeRev con una quota, affinché il progetto “Questa casa non è un albergo: sostegno pratico ai ragazzi” raggiungesse l’obiettivo finanziario fissato e raccogliesse il budget necessario per avviare un percorso di accompagnamento dei giovani e di supporto nell’affrontare le difficoltà legate all’età, inserendoli in un “contesto positivo” di solidarietà, aiuto e utilità sociale.

 

Questo importante traguardo ha infatti consentito concretamente alla Compagnia di Pubblica Assistenza Humanitas Scandicci di organizzare, prima di tutto, dei corsi di formazione: dal corso di barman e di mise en place, al laboratorio di teatro fino al conseguimento del certificato HACCP.

Ma non solo, perché una volta terminati i corsi gli oltre 17 giovani partecipanti con età compresa dai 13 ai 18, hanno avuto la possibilità di mettere in atto tutto quello che hanno imparato durante il percorso formativo in un piccolo container adibito a bar – nominato “Bar…ella” - adiacente alla sede dell’Associazione, davanti al giardino di via Bessi.

 

«Con la realizzazione dei corsi e l’attivazione del Bar…ella – afferma Elisabetta Bondi, referente del progettopossiamo dirci orgogliosi di essere uno dei pochi enti che durante l’estate offrono ai ragazzi del territorio la possibilità di stare in gruppo in un luogo protetto e seguito da persone competenti».

Ogni partecipante al progetto si è assunto l’onore e l’onere di presidiare il chiosco, tenerlo aperto nei modi e nei tempi concordati e mantenerlo sempre in ordine, per trasformarlo in un punto di ritrovo

I giovani stanno mettendo a frutto quanto imparato ma soprattutto stanno dando vita a un gruppo coeso, in grado di confrontarsi e relazionarsi tra loro e con la clientela, sempre con il sorriso.

Dalla seconda metà di giugno è peraltro ripreso il ciclo estivo di “apericene” nel suggestivo giardino di Via Bessi e nel mese di luglio i ragazzi del progetto sono stati ingaggiati per contribuire alla realizzazione di un matrimonio. I loro compiti saranno diversi: far parcheggiare correttamente le macchine agli invitati, prendere zaini, sacche e deporle in appositi spazi con numero di ritiro, rifornire il buffet, occuparsi dell’arbitraggio in alcuni giochi sportivi, preparare le postazioni per il rinfresco con vassoi di frutta e bevande.

 

«Si tratta di un inserimento lavorativo a tutti gli effetti – continua Elisabettama le vittorie e i traguardi sono soprattutto altri. Ogni giorno abbiamo la possibilità e la fortuna di osservare piccoli miracoli frutto del confronto, del mettersi in gioco, del considerarsi un gruppo e di assumersi delle responsabilità. È questo il nostro vero compito, e noi gioiamo dei traguardi raggiunti dai ragazzi».

 

IL PROGETTO QUESTA CASA NON E’ UN ALBERGO: SOSTEGNO PRATICO AI RAGAZZI

 

Di fatto il progetto “Questa casa non è un albergo”, già attivo da quattro anni, è uno spazio di aggregazione e confronto che, basandosi sulla dimensione del gruppo, ha come principale proposito quello di accompagnare i ragazzi coinvolti nelle attività dell’associazione Humanitas nell’affrontare le difficoltà del periodo adolescenziale inserendoli in un contesto di solidarietà, aiuto e utilità sociale che rappresenti un modello positivo.

 

L’approccio educativo ha come obiettivo il potenziamento delle competenze cognitive e relazionali dei ragazzi e delle capacità di adattamento evolutivo, andando a svolgere anche una funzione di prevenzione primaria rispetto a potenziali forme di disagio e marginalizzazione.

I destinatari del progetto, giovani nella fascia compresa tra gli 11 e i 18 anni, sono indicati dai servizi sociali territoriali per situazioni di disagio socio-familiare o carenze socio-relazionali, oltre che dalle scuole del territorio per problemi di irregolarità scolastica e rischio di abbandono.

 

La filosofia di “Questa casa non è un albergo” è quella di accogliere e cercare di tirare fuori il potenziale dei ragazzi con attività che gli permettano di intraprendere un percorso di crescita: dal corso di barman e di mise en place, al laboratorio di teatro fino al conseguimento del certificato HACCP. Per ogni corso, della durata minima di due mesi è previsto, dopo il superamento di una prova finale, il rilascio di un attestato spendibile successivamente per ricerche in ambito lavorativo.

 

Il progetto “Questa casa non è un albergo: sostegno pratico ai ragazzi”, è stato candidato al bando C10 dalla Compagnia di Pubblica Assistenza Humanitas, associazione che fin dal 1897, anno di fondazione nell’allora comune di Casellina e Torri, oggi Scandicci, si è posta come un punto di riferimento per le persone bisognose di soccorso sanitario in caso di malattia o di infortunio sul lavoro, supplendo la mancanza delle istituzioni. Laicità, gratuità, partecipazione e solidarietà sono i quattro principi che hanno guidato l’associazione fin da principio.

 

Per maggiori informazioni sul progetto: Coca-Cola Journey – http://www.coca-colaitalia.it/c10

L'autore

Emergency Live

Emergency Live is the only multilingual magazine dedicated to people involved in rescue and emergency. As such, it is the ideal medium in terms of speed and cost for trading companies to reach large numbers of target users; for example, all companies involved in some way in the equipping of specialised means of transport. From vehicle manufacturers to companies involved in equipping those vehicles, to any supplier of life- saving and rescue equipment and aids.

Articoli correlati

Rispondi

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

BANNER_GUIDASICURA_AMBULANZA

X