Razionamento acqua e siccità: come funziona lo stato d’emergenza idrica?

Razionamento acqua e siccità: come funziona lo stato d’emergenza idrica?
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Parma e Piacenza sono le prime due Provincie italiane ad avere deliberato lo stato d’emergenza. Cosa significa per i comuni?

Per guardare la situazione di Parma vai su Parma Repubblica

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PARMA – Il Consiglio dei Ministri di stamane ha decretato lo stato di emergenza per le provincie di Piacenza e Parma. Dopo sei mesi di precipitazioni scarse o completamente assenti, e un’estate che si preannuncia già come la più calda degli ultimi 150 anni, questa è una delle prime azioni che devono essere messe in atto per prevenire conseguenze importanti sulla popolazione, sull’agricoltura o sull’industria.

La ricaduta degli effetti di una crisi idrica è sempre divisa per tipologie di utente. I primi ad essere messi in crisi sono gli agricoltori, che faticano a trovare acqua per irrigare i campi. Poi ci sono le industrie che hanno necessità dell’acqua per le loro lavorazioni (come i pastifici o le aziende alimentari). Infine ci sono gli usi civili, della popolazione.

COSA SI STA FACENDO PER SALVARE LE PIANTE E LE COLTIVAZIONI?

Fiume Po in seccaLa richiesta di iniziare buone pratiche per il consumo d’acqua è quindi immediata e rivolta a tutte e tre le categorie, ma in primis vanno aiutate le colture, che rischiano di morire senz’acqua. “Il problema in Emilia Occidentale è molto serio – ha spiegato il Direttore del Consorzio di Bonifica Parmense Meuccio Berselli – perché rispetto al periodo ottobre/maggio dell’anno passato, mancano 400 millimetri di precipitazioni, non è poco. Ad oggi la Bonifica sta cercando pozzi privati vicini ai canali di bonifica, per attingere acqua e preservare l’irrigazione dei campi. In particolare stiamo cercando di sostenere chi ha colture a valle con richieste alle areee che sono più a monte. Ai laghi di Medesano per esempio chiederemo acqua per fini agricoli, così come alle attività con pozzi idropotabili che si trovano vicino ai nostri canali. Se durante la notte o in periodi prolungati di non prelievo trovassimo la disponibilità di acqua, ridurremmo in piccola parte i disagi del settore primario che è in fortissima sofferenza”.

TRATTENERE L’ACQUA PIOVANA NEI FIUMI, SI PUÓ?

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“Il problema è però più grande e va affrontato con più attenzione – spiega Berselli – perché la Provincia di Parma non si è ancora adattata al cambiamento climatico. Vanno riviste le strategie di lungo e di medio termine perché sia possibile soddisfare l’esigenza di acqua che c’è nel comparto agricolo. Vanno cercate soluzioni per colture meno idroesigenti, e capire se le redditività possono essere adeguate. Infine dobbiamo poter modificare il sistema di trattenimento della risorsa pluviale. Non penso a grandi dighe o a strutture estremamente costose: anche lavorare sugli alvei dei nostri fiumi per creare minimi sbarramenti naturali che non compromettano la funzionalità dell’alveo ma garantiscano risorsa in periodi di magra, è fondamentale. Enza, Parma, Taro e Baganza hanno caratteristiche per fare ciò”.

TRATTENERE E MIGLIORARE L’USO D’ACQUA CIVILE, COME FARE?

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Va poi risolto il grande nodo dello spreco d’acqua nell’uso civile. “Oggi lo sciacquone di qualsiasi abitazione o il giardino di qualsiasi villetta è irrigato con acqua del rubinetto o di pozzo che poi scarica nelle fogne. Bisogna incentivare le ristrutturazioni e le nuove costruzioni affinché l’acqua diventi un bene da risparmiare e recuperare quando possibile.

Se prendessimo parte dell’acqua che buttiamo e la usassimo per questi motivi, avremmo già recuperato un bene prezoso ed evitato uno spreco. Ricordiamoci che quest’anno potremmo arrivare a due o tre mesi con medie da 35 gradi. Servono nuove strategie”.

RAZIONALIZZAZIONE E USO COSCIENTE: I BUONI CONSIGLI

Razionalizzare l'uso dello sciacquone è un consiglio che può sembrare inutile, ma non lo è

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Nelle zone montane, che sono fra le prime ad avere una razionalizazione e una riduzione dell’acqua, sono già in azione su alcune realtà le autobotti e i volontari della Protezione Civile.

La situazione al momento è grave ma non tale da giustificare una razionalizzazione dell’acqua per tutti. Anche se il rischio c’è, perché la falda acquifera della provincia di Parma e di Piacenza è al 20% delle sue potenzialità. Un dato mai raggiunto prima.

Ci sono dei consigli che è bene mettere in pratica fin da subito, prima che diventino ordinanze commissariali. La decisione dello stato di emergenza infatti porterà alla nomina di un commissario responsabile che dovrà prendere provvedimenti precisi e specifici affinché siano ridotti tutti gli sprechi.

  1. Non sprecare l’acqua potabile per i consumi umani: usare poca acqua per cucinare, tenere i rubinetti aperti solo quando necessario senza far scorrere acqua inutilmente.
  2. Non usare o limitare al massimo l’uso dell’acqua corrente per l’irrigazione e l’annaffiatura di orti, giardini, prati e campi sportivi. Evitare i lavaggi delle aree cortilizie e dei paziazzali, evitare il lavaggio dei veicoli e rispettare le ordinanze di limitazione dell’utilizzo dell’acqua, emanate dalle autorità competenti.
  3. maxresdefaultUsare i frangigetto. Basta applicare questi dispositivi al rubinetto per ottenere un notevole risparmio d’acqua: ben 6.000 litri d’acqua in una famiglia di tre persone all’anno;
  4. Fare attenzione alle perdite d’acqua e controllare gli impianti. Riparare tempestivamente un rubinetto che gocciola o un water che perde può far risparmiare in un anno una notevole quantità d’acqua: 21.000 litri circa per le perdite dal rubinetto e 52.000 litri circa bloccando il lento ma costante fluire dell’acqua dal water;
  5. Nelle operazioni di lavaggio dei piatti o in quelle di igiene personale è buona norma non lasciare che l’acqua scorra inutilmente; in questo modo è possibile risparmiare circa 2.500 litri di acqua per persona all’anno;
  6. E’ meglio conservare qualche bottiglia di acqua nel frigorifero piuttosto che fare scorrere l’acqua del rubinetto sino a quando diventa fresca;
  7. Far funzionare lavatrici e lavastoviglie a pieno carico così da favorire il risparmio di circa 8.200 litri per una famiglia ‘tipo’ di 3 persone all’anno e ridurre anche i consumi di energia elettrica.
  8. Riutilizzare l’acqua di lavaggio della frutta e della verdura per innaffiare i fiori e le piante, raccogliendola in appositi contenitori.

Un comportamento che contempla un consumo responsabile dell’acqua potabile è un atto di civiltà.

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