Riforma del terzo settore, le prime reazioni

Soddisfazione di ANPAS, dura contestazione di una norma specifica per la Croce Rossa da parte del Presidente Rocca, posizioni differenti ma ancora tanta attesa per i prossimi 45 giorni, che potrebbero modificare il testo licenziato dal Consiglio dei Ministri. Pubblichiamo anche la conferenza del ministro Poletti, che spiega il testo nelle sue particolarità.

ROMA – Stanno uscendo in questi minuti le prese di posizione delle varie associazioni in merito ai decreti attuativi della riforma del terzo settore, una rivoluzione molto importante per una legge che deve ridisegnare gli equilibri normativi e permettere al volontariato di crescere e diventare più forte in un recinto di norme ben definite.

Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas mostra soddisfazione per ciò che è uscito dal Consiglio dei Ministri: “Come Anpas siamo soddisfatti che finalmente stiano prendendo la luce e auguriamo che si arrivi a una pronta definizione dei testi dei decreti delegati applicativi della legge 106 che se ben applicata permetterà un consolidamento delle attività del terzo settore e soprattutto pensiamo che permetterà di fare pulizia e avere trasparenza in particolar modo per le attività di volontariato che rappresenta l’iniziatore di tutto quello che oggi è un terzo settore variegato che garantisce l’attuale welfare. Abbiamo avuto una positiva interlocuzione attraverso il Forum e i portatori di interesse. Ci auguriamo che tutto sia ben ricostruito: è chiaro che ci sono aspetti che necessiteranno di interpretazioni applicative e ben venga una serie di atti che il terzo settore italiano e che Anpas si aspettano da tempo”

CORPI AUSILIARI ALLA DIFESA, LA PROTESTA UFFICIALE DELLA CROCE ROSSA

Non sono però nati soltanto i nodi dedicati al compenso dei volontari e all’inquadramento delle attività dell’impresa sociale, attività che potrebbero essere fatte a fronte di un compenso simbolico. C’è – notizia dell’ultim’ora – anche il problema dei Corpi Ausiliari della Croce Rossa, che vengono accorpati alle funzioni del Ministero della Difesa. Durissima la presa di posizione della Croce Rossa Italiana guidata da Francesco Rocca: “Ci appelliamo all’alto patrono della Croce Rossa, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, perché venga fermato immediatamente l’emendamento salvo intese approvato oggi dal Consiglio dei Ministri al decreto sul Terzo settore, per volere del Ministro Pinotti. Chiediamo il ritiro del testo che viola i principi di indipendenza e unità della Croce Rossa: non si possono mettere i Corpi Ausiliari CRI direttamente alle dipendenze del Ministero della Difesa, stravolgendo così i Principi ispiratori delle Convenzioni di Ginevra. Ci auguriamo che Mattarella e Gentiloni intervengano immediatamente, ritirando il testo ed evitando di minare i principi della Croce Rossa che sono riconosciuti anche a livello internazionale”, hanno dichiarato in una nota congiunta, il Presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca e il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione.

Il decreto del Terzo Settore riguarda circa 300.00 associazioni no profit e un milione di lavoratori e 5 milioni di volontari. Tre i decreti, uno riformula il codice del terzo settore, uno interviene sul 5 per mille e uno è dedicato all’impresa sociale. Destinatari: volontariato, le Associazioni, Fondazioni, enti filantropici ed enti associativi, società di mutuo soccorso e cooperative sociali. Il decreto sul Codice del terzo Settore descrive i principi generali, le attività dei soggetti del terzo settore, indica le modalità per la raccolta fondi, definisce le strutture contabili e le regole per la definizione dei bilanci, il bilancio sociale ed il relativo obbligo ed il trattamento contrattuale del lavoro nel terzo settore. Inoltre, viene istituito un Fondo per i progetti e le attività del terzo settore, istituito un titolo di solidarietà destinati a questi soggetti, ed il regime fiscale del terzo settore (forfettario) e definito il social bonus (credito d’imposta per cittadini e imprese) per il recupero immobili pubblici inutilizzati o sequestrati alla criminalità organizzata. Un Consiglio di amministrazione del terzo settore ed un organo di controllo nazionale, tutti assoggettati ai controlli di ordine generale.
“Vorrei esprimere ringraziamento – ha detto il Ministro del Lavoro Poletti – al sottosegretario Bobba che ha lavorato intensamente per questi decreti, e vorrei sottolineare come la discussione con il terzo settore è stato intenso. Abbiamo dialogato su materie particolarmente delicate e complesse perché riguardano soggetti che nell’arco del tempo sono stati regolati nella loro vita e oggi vanno nella direzione di un codice unico. Abbiamo imposto maggiori regole e maggiore trasparenza sulla rendicontazione e la regolarità. I soggetti è giusto che testimonino in termini chiari le azioni che svolgono e i fondi che usano”.

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