Riforma del terzo settore, sappiamo di cosa si tratta? Il punto grazie ad ANPAS con il sottosegretario Luigi Bobba

Riforma del terzo settore vuol dire nuovo bando per il servizio civile, nuove regole per integrare le attività della Protezione Civile insieme al volontariato, una nuova via per gestire le associazioni ONLUS in un ambito finalmente univoco a livello nazionale. Vediamo le prime dichiarazioni dopo il congresso organizzato da ANPAS a Torino il 20 maggio.

luigi_bobbaSi è svolta sabato 20 maggio, a Torino, il convegno “Legge 106/2016 e decreti attuativi, il nuovo scenario per Anpas e le pubbliche assistenze”. Un importante momento di confronto organizzato da Anpas, inserito nei festeggiamenti dei 110 anni della Croce Verde di Torino, con Luigi Bobba (Sottosegretario Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), Roberto Giarola (Dipartimento Protezione Civile), Claudia Fiaschi (portavoce Forum Terzo Settore), e studiosi della materia come Andrea Volterrani e Antonio Fici. A coordinare il convegno Noemi Penna (giornalista La Stampa).

Il sottosegretario Luigi Bobba ha sottolineato lo spirito della riforma che ha applicato il principio costituzionale della sussidiarietà sancito nell’articolo 118 della Costituzione e che l’attuale riforma favorisce il volontariato: “Non è una riformetta, ma una svolta, anche dal punto di vista giuridico, che riguarda chi lavora per interessi comuni. Questa riforma inoltre sosterrà alcuni elementi innovativi come il fondo per lo sviluppo degli enti associativi e lo sviluppo del servizio civile. Entro il 3 luglio avremo i decreti definitivi. I cittadini che vorranno fare donazioni avranno una detrazione del 35% e questo vorrà dire che ci sarà un aumento delle donazioni del 20%. Abbiamo poi creato un fondo progetti con 40 milioni di capienza per progetti di innovazione gestiti da reti associative. Da questo punto di vista la protezione civile per come gestisce la rete di reti ed è un modello da cui prendere ispirazione. La prossima settimana uscirà il bando da 49mila giovani per il servizio civile”.

DSC04332Roberto Giarola, Responsabile Servizio volontariato Dipartimento Protezione Civile ha dichiarato: “Anpas per noi è stato stimolo per avviare un lavoro di cittadinanza: l’unica strada che possiamo percorrere. Riguardo alla riforma dobbiamo ringraziare il ministero del lavoro che ha colto la sinergia sulla protezione civile. Lavorare in protezione civile vuol dire essere velleitari e la riforma ci dà la possibilità di fare un passo avanti in questa direzione. Le leggi non creano la realtà, ma devono consentire alla realtà di dispiegarsi in una prospettiva di positività. Per questo è necessario il riconoscimento del volontariato organizzato all’interno del sistema di protezione civile: il volontariato organizzato di protezione civile, infatti, è un tema di mani e braccia abili connesso con un cervello intelligente e un cuore robusto. Il riconoscimento dell’autonomia del volontariato è garantire il fatto che il volontariato sia pronto a intervenire anche se la parte pubblica avrà disattenzioni e difficoltà e il tema delle reti è qualificante”.

Secondo Fabrizio Pregliasco “La Riforma, nel suo complesso, ci piace: abbiamo ottenuto quasi tutto quel che volevamo. In particolare ci ha soddisfatto l’articolo 57 sull’affidamento diretto dei servizi per le associazioni che fanno parte di una rete. Penso però che alcuni elementi rispetto ai soci sostenitori e sulle attività secondarie tipiche delle nostre associazioni dovranno essere precisati. In questo senso il nostro lavoro di attenzione al lavoro che si sta facendo in Parlamento sarà fondamentale per poi arrivare a una precisazione che da luglio in poi ci permetterà di ri-inquadrare l’organizzazione di Anpas e poi sostenere le nostre pubbliche assistenze”.

DSC04356Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo settore ha ricordato l’impegno del Forum nella riforma e della “complessità del dover tenere insieme tutte le varie anime del terzo settore che oggi dobbiamo far andare d’accordo per costruire un paese che va verso un modello di coesione maturo è una sfida di cittadinanza anche riguarda tutti. La sfida della riforma è una sfida di socializzazione tra le organizzazioni”. Fiaschi ha poi ricordato l’importanza di un nuovo coinvolgimento dei giovani alla costruzione di una maggiore qualità della vita. “Le reti”, ha concluso la portavoce del Forum, “hanno un grande valore sia per la costruzione della qualità dell’etica del terzo settore, non solo in funzione nella responsabilità di monitoraggio che gli affida la legge”

Antonio Fici, professore dell’Università Del Molise, ha spiegato lo stato dell’arte della Riforma: “il contesto in cui ci siamo trovati a operare era caratterizzato da un’accentuata dispersione normativa: molte dichiarazioni di principio ma non seguite da norme effettive. Con questa Riforma abbiamo normalizzato gli enti del terzo settore: i testi attuali vogliono normalizzare il terzo settore in un qualcosa che non è più di nicchia”

Secondo Andrea Volterrani, ricercatore Università Tor Vergata di Roma “siamo ancora alla fase ancora di messa a punto, ma ora dobbiamo chiederci qual’è la prospettiva e quale strategia per andare avanti. Dobbiamo infattii capire se e come il volontariato ha ancora senso rispetto allo sviluppo sociale e locale delle comunità. Bisogna lavorare per avere volontari capaci di parlare a tutti e non solo per fare servizi ma per far crescere la comunità e favorire lo sviluppo locale.

Silvio Magliano, presidente CSV Torino: “Il futuro dei centri di servizio sarà al servizio dato ai volontari indipendentemente dal soggetto giuridico. Il terzo settore è una risorsa ma anche la storia di questo paese. Inizia una fase in cui i centri di servizio devono dialogare di più con le associazioni che sul territorio fanno i servizi e per farli dobbiamo fare progetti condivisi”

Ad aprire il convegno è stata Sonia Schellino, Assessora al coordinamento Politiche Sociali del Comune di Torino “Viviamo una realtà dove si fa sempre più pressante la necessità di dare risposta alla vulnerabilità sociale e alla marginalità. La speranza è che questa riforma porti più efficienza. Il terzo settore può incentivare l’occupazione e attuare politiche capaci di rispondere alla crescente domanda di welfare”.

 

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