“Si lavora qui per ingentilire i cuori”. È stato il titolo del 14esimo Meeting dell’Anpas, riunito in Emilia a un anno dal terremoto

“Si lavora qui per ingentilire i cuori”. È stato il titolo del 14esimo Meeting dell’Anpas, riunito in Emilia a un anno dal terremoto

Bellissime le immagini che ritraggono i volontari dell’Anpas riuniti fra Bologna e Mirandola in occasione del 14esimo Meeting.

Cento ambulanze sono tornate, a un anno dal terremoto, nelle terre d’Emilia insieme a migliaia di volontari. Tre giorni di eventi che hanno avuto protagonisti oltre al Presidente dell’Anpas nazionale Fausto Casini, il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli e rappresentanti del mondo accademico, fra cui i maggiori esperti di cultura di rischio sismico, volontariato e cittadinanza attiva. Tutti riuniti a Bologna per parlare di volontariato accompagnati dalla parole importanti che il Presidente ha voluto sottolineare con questo discorso:

Siamo al 27 posto in Europa per le spese del welfare. In Italia la prima emergenza è sul lavoro di cura delle persone: per questo vogliamo collaborare con le pubbliche amministrazioni e le istituzioni per poter coprogettare la cura in un nuovo sistema di welfare. Poi ci siamo confrontati con scienziati e geologi di caratura internazionale che ci hanno detto che i cittadini devono esercitarsi a convivere con il rischio se vogliamo avere un sistema resiliente. Per questo vogliamo una difesa pacifica della patria con il ripristino dei fondi per il Servizio Civile : è inutile parlare di politiche giovanili o di educazione civica se poi, come è previsto nell’ultima legge finanziaria, si uccide con soli 12mila ragazzi il primo esperimento che tutta l’Europa ci invidia.

Il 2 giugno al posto della parata militare, potevamo fare una sfilata con i volontari e forse ci saremmo pagati anche il biglietto. La sobrietà è mettere un tetto allo stipendio dei manager pubblici, è privilegiare gli interventi sul lavoro, lavorare sui rifiuti con l’intervento delle persone prima che con gli inceneritori“.

“Rinnovare la cultura di protezione civile e convivere con il rischio” è stato il tema al centro delle lezioni tenute da Franco Gabrielli, dal presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, da esperti e studiosi di geologia come Gaetano Manfredi, Dario Albarello, Marco Mucciarelli. 

Ma l’evento forse più coreografico è stato l’arrivo di un antico carretto del 1904, anno di fondazione dell’Anpas, trainato a mano da 20 volontari per 300 chilometri, 50 al giorno, dormendo nelle sedi delle pubbliche assistenze “sorelle”. Un viaggio impegnativo, culminato con l’arrivo della delegazione “storica” nel campo dei volontari.

Qualche cenno alla storia dell’Anpas, nata nel 1904 dal movimento delle Società Operaie di Mutuo Soccorso, è una delle organizzazioni di volontariato più grandi d’Italia con 872 pubbliche assistenze, associazioni di volontariato che si riconoscono nella legge quadro del Volontariato n.266 del 1991 e che oggi conta quasi 90mila volontari attivi e 400mila soci in tutte le regioni d’Italia con l’ausilio di 7.333 mezzi.

Il sisma del 2012 ha coinvolto 3508 volontari per 5 mesi di intervento, 944 giovani del Servizio Civile. Attualmente Anpas è presente in 6 progetti di cooperazione internazionale in 3 paesi a vantaggio di 2498 beneficiari di cui 891 bambini.

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