Smaltimento di aghi in seguito a somministrazione di insulina o per la determinazione della glicemia in ambiente scolastico: come fare?

Smaltimento di aghi in seguito a somministrazione di insulina o per la determinazione della glicemia in ambiente scolastico: come fare?

 Per le insegnanti che volontariamente attuano la determinazione della glicemia e la somministrazione di insulina ai bambini non autosufficienti in ambito scolastico è opportuno che siano dotate, ai sensi del Decreto Legislativo 81 /2008 e successive modifiche ed integrazioni dei seguenti dispositivi di protezione individuale: cotone, disinfettante, siringhe, guanti , idoneo contenitore per lo smaltimento corretto di aghi , previsto dal Riassunto delle caratteristiche del Prodotto dei farmaci a base di insulina e delle istruzioni per i vari dispositivi per la determinazione della glicemia.

In un complessivo quadro di inclusione dei piccoli alunni affetti da diabete mellito di tipo 1 si constata sempre più la possibilità che operatori scolastici volontariamente accettino di mettersi a disposizione della famiglia per effettuare la determinazione della glicemia a scuola (anche più volte al giorno secondo le indicazioni del diabetologo) ed a volte anche la somministrazione di insulina.

Tale possibilità non è contemplata dalla normativa vigente in Italia che prevede, in ottemperanza alla Direttiva Ce 2010 / 32 , tale possibilità di smaltimento congruo esclusivamente ad operatori sanitari e non ad operatori scolastici privi di competenze sanitarie.

Tale situazione rende ancor più cogente la necessità (trattandosi di operatori scolastici privi di competenze sanitarie) di tutelare la salute dei lavoratori della scuola rispetto al problema delle punture accidentali.

E’ acclarato in letteratura nelle precauzioni universali rispetto alle malattie trasmesse per via parenterale che il sangue va considerato sempre infetto .

I guanti non tutelano, come è ovvio stante la natura perforante degli aghi, dalla puntura accidentale.

Pertanto sembrerebbe arduo asserire che i rifiuti sanitari prodotti in maniera costante dalle strutture scolastiche siano assimilabili a rifiuti solidi urbani privi di infettività sia perché trattasi di istituzioni collettive pubbliche sia perché i bambini sono più esposti degli adulti a possibili incidenti.

Gli operatori scolastici non formati sono spesso ignari del rischio e smaltiscono in modo improprio  gli strumenti utilizzati per la determinazione della glicemia e per la somministrazione di insulina. Qualora esposti a liquidi biologici la mancata cognizione del rischio impedisce loro di attenersi all’obbligo normativo di denuncia al proprio datore di lavoro (Dirigente Scolastico) di infortunio sul lavoro.

Non si vuole medicalizzare la scuola ma si vorrebbe dare ad essa la possibilità di ottenere dal Servizio sanitario Nazionale gli appositi contenitori atti a smaltire (evitando il re incappucciamento o l’utilizzo delle nude mani) in modo sicuro gli aghi utilizzati che altrimenti potrebbero essere smaltiti nei comuni cestini stante l’assimilazione a rifiuti solidi urbani come quelli prodotti in ambito familiare.

I contenitori, una volta riempiti per ¾ possono essere riconsegnati ad operatori del Servizio sanitario Nazionale che li smaltirebbero secondo la normativa vigente.

Qualora invece permanesse l’attuale situazione si vorrà semplicemente significare che la scuola nel suo complesso è più assimilabile ad una famiglia di 6 persone anziché ad una classe di scuola dell’infanzia di 25 bambini di età 3 – 5 anni.

Il minimo che si può pretendere stante la normativa vigente è almeno la consapevolezza del rischio da parte degli operatori della scuola e delle famiglie che fruiscono di tale prezioso servizio offerto volontariamente e gratuitamente .

Infine va offerto attivamente e gratuitamente alle insegnanti suscettibili il vaccino contro l’epatite B.

 

Giuseppe Monaco

Segretario Generale CISL Medici Monza Brianza Lecco

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