Terrorismo, il Conapo all’attacco: “ecco la vera situazione del soccorso pubblico italiano”

Terrorismo, il Conapo all’attacco: “ecco la vera situazione del soccorso pubblico italiano”

Il segretario Conapo Brizzi attacca i politici: prima causa dei disservizi sono i tagli alle assunzioni dei vigili del fuoco

Roma, 16 novembre 2015 ‐ «In Italia i vigili del fuoco hanno importantissimi compiti di sicurezza e soccorso pubblico, oltre a quelli di Difesa Civile che prevedono di dover fronteggiare, anche in relazione alla situazione internazionale, i rischi non convenzionali derivanti da eventuali atti criminosi compiuti in danno di persone o beni, con l’uso di armi nucleari, batteriologiche, chimiche e radiologiche. Oggi in Italia, a causa dei tagli alle assunzioni mancano oltre 3500 vigili del fuoco su un totale di 32734 previsti nel ruolo permanente e l’ età media dei vigili del fuoco si è innalzata pericolosamente sino quasi alla soglia dei 50 anni quando servirebbero soccorritori giovani. A causa dei tagli ai bilanci e alle carenze di personale, gran parte dei vigili del fuoco, con spirito di abnegazione, da anni deve addestrarsi al di fuori dell’orario di lavoro, nel proprio tempo libero, senza che gli siano pagati straordinari. La formazione e gli addestramenti dei vigili del fuoco, che richiederebbero continui aggiornamenti e prove di efficienza, purtroppo non vengono adeguatamente effettuati a causa dei tagli. Le esercitazioni interforze che hanno lo scopo di testare il coordinamento sul campo sono ridotte al lumicino ed effettuate in forma volontaria senza essere remunerati. Le risorse finanziarie per la difesa civile effettuata dai vigili del fuoco sono state drasticamente tagliate: si è passati dalla costituzione dei nuclei specialistici Nbcr (nucleare, batteriologico, chimico e radiologico) subito dopo gli attentati dell’ 11 settembre 2001, alla realtà odierna dove il personale da tempo non viene addestrato per tali eventi e dove gran parte di materiali ed attrezzature di protezione per i cittadini e per gli stessi vigili del fuoco risultano essere scaduti e mai sostituiti a causa della mancanza di risorse. In molti comandi vi sono automezzi dei vigili del fuoco fermi per riparazioni anche solo di poche migliaia di euro e un indebitamento ragguardevole verso le società che forniscono i carburanti.  Tutte queste carenze si ripercuotono anche sulla sicurezza degli stessi vigili del fuoco. Aggiungiamoci che, da decenni, esistono forti sperequazioni retributive e pensionistiche rispetto agli altri corpi dello stato, mai sanate, e cosi comprendiamo come i vigili del fuoco oggi sono fortemente demotivati tanto che lo spirito di abnegazione dei vigili del fuoco che finora ha sopperito ai tagli comincia a vacillare. Serve una urgente inversione di tendenza, il governo investa subito in sicurezza, ivi compreso il soccorso pubblico che della sicurezza dei cittadini ne è parte integrante».

A dirlo è Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo dei vigili del fuoco, il quale chiede «al premier Renzi e al ministro Alfano di mettere mano a queste problematiche già nella legge di stabilità, ci sono tanti sprechi pubblici da tagliare, non certo la sicurezza dei cittadini».

«Quanto alle assunzioni sbandierate dal governo – spiega – è vero che negli anni scorsi sono stati assunti 3000 vigili del fuoco, ma si omette di dire che per 2000 di questi si è trattato di una partita di giro a zero spese per lo stato in quanto in precedenza si richiamavano sistematicamente in servizio altrettanti precari per la medesima spesa, e per le restanti 1000 assunzioni si omette di dire che nel frattempo ne sono andati in pensione il doppio, quindi senza una inversione di tendenza le carenze di organico sono destinate ad aggravarsi».

«Basta con la dietrologia – ha aggiunto Brizzi – quello che oggi da più fastidio è vedere esponenti politici che si accusano l’ un l’altro sulle colpe dei tagli alla sicurezza. Come sono andate le cose nel passato tutti lo sappiamo, come gli apparati di sicurezza sono messi oggi tutti lo vediamo. Ora non servono chiacchiere e imputazioni di colpa, ma fatti e soluzioni concrete da parte di tutta la politica, tra cui ovviamente i politici di maggioranza».

«Come vigili del fuoco – conclude – siamo sempre stati pronti a fare la nostra parte ma il governo ci metta nelle condizioni di piena efficienza e sicurezza lavorativa oltre a riconoscere al nostro personale operativo la parità retributiva, i vigili del fuoco sono stanchi di essere presi a pesce in faccia dalle istituzioni, stanchi di essere retribuiti con 300 euro in meno al mese rispetto agli altri corpi, stanchi di rischiare la vita per essere trattati dai governi solo come ‘carne da macello’».

 

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