Triennale di Milano, sicuri o controllati?

Triennale di Milano, sicuri o controllati?

La Triennale di Milano il 2 maggio ha aperto i battenti mettendo in luce una tematica cara a tutti gli abitanti di questo mondo: le città sicure. Safety&Security, le due parole protagoniste della mostra, due sostantivi che si incrociano e forse talvolta si confondono ingarbugliandosi su linee di confine probabilmente ancora poco chiare.

La sicurezza è un tema centrale oggigiorno, non a caso gli ultimi episodi che hanno insaguinato le strade di Boston hanno ricalcato la necessità sempre più immediata di intervenire con provvedimenti ancora più tecnologici ed efficienti capaci di prevenire in modo puntuale tutte le tipologie possibili di pericolo. Come spiega il curatore della mostra, Francesco Bucci del politecnico, storico dell’architettura che come tutti gli storici glissa a pennellate chi insinua nella mostra di intravedere un certo coefficiente di puro controllo delle strutture cittadine; ‘sine periculo et cum dignitate’ Bucci cita, con una buona dose di ‘sicurezza’ sul vero obiettivo della mostra.

Certo, il capitolo della ricostruzione, in termini di sicurezza, ha proprio un suo fondamento opportuno all’interno della mostra. Basti pensare a vicende tragiche come i terremoti di Lisbona del 1755 e il grande incendio di Chicago di fine 800′, basti pensare all’impulso che eventi tanto tragici hanno saputo dare alla coscienza dei cittadini e soprattutto a quella degli architetti nell’adoperarsi nelle successive opere di ricostruzione.

Le città, ricostruendosi, tendono a plasmarsi più sicure, più ricche di accorgimenti che necessitano quel tipo di virtù che ha ragione solo e soltanto nella prevenzione, più che nella sicurezza espletata in modo volgare ed inconsueto.

La sicurezza è passata dal disegno dello spazio fisico al controllo immateriale e mediatico

Parole queste ancora di Bucci che elegantemente rimette al centro dell’attenzione il vero fulcro dell’evento, Security&Safety. Il titolo della mostra poi è ‘Senza Pericolo!’, cun un esclamazione finale tanto forte che si ricollega al delicato tema della sicurezza sul luogo del lavoro. Così ci si addentra in un’esposizione curata e precisa di tute ignifughe, caschi protettivi, stivali studiati da una quantità di aziende specializzate che aprono al visitatore un mondo nuovo quello della sicurezza, un mondo ricco di sfaccettature tanto esaurienti che ci riconducono ad una riflessione quasi cosmica sulla stessa struttura del mondo.

In mostra alla triennale anche alcuni frammenti di video interessanti; lampante invece al tempo stesso il ricordo di alcuni esperimenti urbanistici che hanno caratterizzato l’Italia del’900, come il villaggio Olivetti e il piano Ina-Casa, il tutto ben documentato con spunti che farebbero riflettere anche i meno sensibili alle tematiche appena citate.

Security o Safety? Sicuri o controllati? Forse il dubbio rimane, ma la percezione della protezione in un certo qual senso, qualora non invasiva, di sicuro impregna le nostre città di una calma almeno apparente nel caos quotidiano delle metropoli più affollate, e che dunque, sicurezza sia, qualora non si trasformi in greve ed inutile controllo.

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