Una Questura “graficamente” diversa: viaggio nell’autoparco della Polizia a Bolzano

Una Questura “graficamente” diversa: viaggio nell’autoparco della Polizia a Bolzano

Articolo di Matteo Prisco, FiammeBlu

Alla fine di febbraio, siamo stati a visitare la questura di Bolzano. Nel centro della città, questo ufficio ha un parco auto rinnovato di recente, con l’assegnazione di ben 9 Seat Leon, che vanno a sostituire le Alfa Romeo 159. Queste ultime resteranno ancora in servizio, ma saranno destinate a commisariati periferici della provincia.

L’accoglienza degli agenti è stata molto calorosa, a dispetto di quello che si dice della gente del nord. Siamo stati affidati ad un esperto, il responsabile dell’autoparco, il quale ci ha portato, come prima tappa, in autorimessa. La saracinesca che sale è sempre un’emozione, e con essa sale anche la nostra pressione. Le luci si accendono e la vista si abitua rispetto al sole e ci catapulta in quello che ogni appassionato ha sempre desiderato,  poter girare per il garage, fotografare, chiedere di tirare fuori quella o, se possibile, anche quest’altra auto. “Per favore possiamo scastrare questa qui?”, e con pazienza tutto veniva movimentato per far le foto nella maniera migliore!

Già pienamente soddisfatti della gentilezza e disponibilità, usciamo nel piazzale, e notiamo altre autovetture. “Possiamo?”, ma certo! Siete qui apposta. Una serie di click a raffica, e cadono sotto i nostri colpi un Forester, un Pajero e una Grande Punto. In questo momento ci ricordiamo di aver visto uscire un Discovery IV serie e chiediamo se ce ne sono altri presenti dentro, la risposta negativa ci lascia leggermente amareggiati, ma la felicità è tantissima quando arriva una offerta di visita extra: “Il turno stà per finire, se avete pazienza, tra non molto saranno qui”.

Parlando con la nostra guida, scopriamo che sono ben due in giro le Discovery, un IV serie, quello incrociato, e un III serie. Dopo pochi  minuti sono nel piazzale, varie foto da più angolature e poi ci concediamo a tutte le domande che ci vogliono fare, perché la curiosità di come nasce una passione – quella che anima Fiammeblu – è tanta.

Una valanga di ringraziamenti, a questo punto, sono d’obbligo, a tutta la Questura di Bolzano. Strette di mano, con la promessa di ripassare in estate a fotografare quello che ci è sfuggito, e ci riavviamo verso la nostra auto parcheggiata a poche centinaia di metri. Ripensando all’emozione e ai tanti scatti fatti a mezzi così belli e particolari, per le esigenze di un territorio bilinguista di confine. Un’occasione che speriamo ricapiti a breve!

 

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