Via terra o via aria. Quale è il modo migliore per soccorrere il paziente politraumatizzato?

Il Dr. Mario Rugna ha analizzato nel suo blog MEDEST,  partendo da un caso clinico, una tematica molto dibattuta sia a livello clinico che a livello organizzativo: “HEMS vs GEMS. By ground or by air: which is the best way to take care of traumatized patients” è una review della letteratura internazionale più recente sul tema: Qual è la strada migliore per prendersi cura di un paziente traumatizzato quando si può scegliere fra elicottero ed ambulanza?

Il caso di partenza è quello di un paziente, maschio, di 22 anni, investito da un’auto sul ciglio di una strada in ambiente extra- urbano. L’automedica, con medico e infermiere, e l’ambulanza di primo soccorso, con soli soccorritori volontari,  inviate sulla scena, trovano il paziente vigile, orientato ed in respiro spontaneo. I suoi parametri vitali sono:

  1. GCS 15 , FR 20, SaO2 95, FC 85, SBP 110,
  2. Non vi è evidenza di trauma cranico, nè di trauma al torace.
  3. L’espansione del torace è simmetrica bilateralmente e l’auscultazione dei campi polmonari normale.
  4. Il paziente presenta una profonda lacerazione con perdita di sostanza, ma senza eviscerazione, sul fianco sinistro senza segni di emorragia esterna. L’addome , alla palpazione, è dolorabile e mediamente resistente specie in ipocondrio e fianco sinistro.
  5. Vi è infine una frattura esposta della tibia sinistra (VNS 9).

Il team a terra dopo i primi accertamenti attiva l’elisoccorso. C’è uno spazio di atterraggio sicuro a 500 metri di distanza dal luogo dell’incidente. ll luogo dell’incidente si trova a 10 chilometri da un Trauma Center di secondo livello (raggiungibile tramite la normale viabilità urbana), mentre l’elicottero è a 10 minuti di distanza in volo. C’è inoltre un ospedale di primo livello (dotato di chirurgia, ortopedia, anestesista, laboratorio e radiologia 24/24) a 2 chilometri di distanza dal luogo dell’incidente. E’ davvero appropriato attivare un elicottero in questa situazione? Cosa dice la letteratura internazionale in merito?

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Quali considerazioni, in base allo schema Gravità, Velocità, Accesso al Trauma Center ed Equipaggio sanitario, si possono evincere dal  caso clinico precedente dopo la disamina della letteratura attuale.

Gravità: il paziente è  tachicardico, e, sia dalla clinica che dalle lesioni presenti, si può ipotizzare un’emorragia addominale in atto, tale da rendere necessario un trasporto immediato verso un ospedale con chirurgia generale (un ortopedico naturalmente dev’essere presente per la frattura della tibia, ma ciò è secondario rispetto alle sospette lesioni addominali) anche se l’emodinamica al momento appare compensata.
Velocità: siamo in presenza di un’attivazione non simultanea del mezzo via aria rispetto  a quello via terra. In questo tipo di attivazione l’elisoccorso diventa competitivo su lunghe distanze (70 chilometri circa secondo alcuni studi) dal luogo dell’evento ad un Trauma Center di secondo livello o comunque dall’ospedale appropriato. Per distanze inferiori il trasporto di terra è, a parte casi particolari, più rapido.

Accesso al Trauma Center: Sia nel caso che si decida per un accesso al Trauma Center di 2° livello che (vista la potenziale instabilità emodinamica) a quello di 1° livello, il trasporto via terra è più veloce.

Equipaggio: il paziente non necessità di un team più specializzato in determinate procedure per essere stabilizzato sulla scena e quindi l’equipe presente sul posto è assolutamente adeguata a trattarlo ed a trasportarlo verso l’ospedale.

Possiamo concludere quindi che secondo gli standard di attivazione indicati dalla disamina della letteratura questo è un caso di non appropriata attivazione dell’elisoccorso, e che il mezzo sanitario più adeguato al trattamento ed al trasporto del paziente era un’ambulanza via terra.

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