Ricostruzione dopo il terremoto: ecco chi costruirà le aree di accoglienza della popolazione

Ricostruzione dopo il terremoto: ecco chi costruirà le aree di accoglienza della popolazione

 

La Protezione Civile ha comunicato l’esito della procedura negoziata d’urgenza per trovare i fornitori di beni e servizi finalizzati all’allestimento delle aree di accoglienza della popolazione interessata dagli eventi sismici che hanno colpito l’Italia centrale nei mesi di agosto e ottobre 2016. La procedura è stata affidata il 2 di dicembre, e gli aggiudicatari sono:
1.Tecnifor Spa
2.New House Spa
3.Cemeco Srl
4.Modulcasa Line Spa
5.R.I. Spa
6.Losberger RDS sede secondaria in Italia
7.RTI costituendo Italspurghi Ecologia Srl – EPS Italia Srl
8.Algeco Spa

A queste aziende andranno 36 milioni di euro per costruire le aree di accoglienza sul territorio colpito dal sisma, facendo in modo che gli sfollati ritornino quanto prima ad abitare nelle zone da cui sono stati allontanati perché le case erano inagibili. Al momento, sempre secondo il Dipartimento della Protezione Civile, sono ancora 17.000 le persone assistite dopo i trementi danni inflitti a case e strutture pubbliche dalle scosse del 26 agosto e del 30 ottobre.

Con sistemi avanzati però proseguono le verifiche di agibilità con procedura FAST (Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto) sugli edifici privati.

Secondo i dati forniti dalle Regioni alla Di.coma.c., aggiornati al 2 dicembre, le squadre di tecnici abilitati hanno effettuato complessivamente 18.942 verifiche su edifici privati: 7.835 in Umbria, 1.602 in Abruzzo e 9.505 nelle Marche. Gli edifici risultati agibili sono complessivamente 7.331 e 656 quelli che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno. Sono invece 6.547 gli esiti di “non utilizzabilità” per temporanea, parziale o totale inagibilità. Risultano invece 4.408 le verifiche al momento senza esito perché, nella maggior parte dei casi, si tratta di immobili nei quali non è stato possibile accedere e che necessitano di ulteriori sopralluoghi.

In particolare, nella Regione Umbria dalle 7.835 verifiche effettuate risultano 3.092 (il 56%) edifici agibili, 254 “non utilizzabili” per solo rischio esterno mentre sono 2.286 (41% circa) gli esiti di “non utilizzabilità”. Sono infine 2.203 gli edifici che, al momento, risultano senza esito.

Nella Regione Marche dalle 9.505 verifiche effettuate risultano 3.490 (46%) edifici agibili e 344 che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno. Sono invece 3.809 (50%) gli edifici “non utilizzabili” mentre 1.862 le verifiche senza esito.

Nella Regione Abruzzo sono state effettuate 1.602 verifiche dalle quali sono risultati 749 (59%) edifici agibili, 58 “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 452 (il 36%) “non utilizzabili”. Sono invece 343 gli esiti non attribuiti.

Nella Regione Lazio le verifiche di agibilità FAST sugli edifici privati sono state attivate lo scorso 30 novembre e i dati relativi ai primi esiti non sono stati trasmessi.

 

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