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Defibrillatori e cardioprotezione nel calcio, l’Europa guarda alla Serie B italiana

Intervista con il Presidente della Commissione Medico Scientifica della Lega di Serie B prof. Francesco Braconaro, che spiega come sono mappate e aggiornate le procedure di pronto intervento per le squadre professionistiche e come sono stati fatti passi in avanti nell’installazione dei defibrillatori in tutte le strutture.

"Piermario Morosini playing for Livorno in 2012" di it:Utente:Prof.Quatermass - Originally uploaded as it:File:Morosini Piermario.jpg. Con licenza CC BY 3.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Piermario_Morosini_playing_for_Livorno_in_2012.jpg#/media/File:Piermario_Morosini_playing_for_Livorno_in_2012.jpg

Piermario Morosini – Foto di Quatermass tramite Wikimedia Commons

Protezione e prevenzione sono due tasselli di un complesso quadro di attività che hanno al centro la salute degli atleti. Se da un lato – quello preventivo – l’Italia grazie a interventi mirati è all’avanguardia, i passi in avanti da fare sono ancora tanti nel campo della protezione. Non dappertutto però. Ne è un esempio il calcio, in particolare la Lega di Serie B. Il campionato cadetto – che ha vissuto i tragici fatti di Pescara-Livorno dell’aprile 2012, quando il calciatore Piermario Morosini morì in campo per una crisi cardiaca – sta portando avanti un percorso  all’avanguardia in Europa per migliorare la cardioprotezione degli atleti dal punto di vista degli impianti e della formazione. La Commissione Medico Scientifica guidata dall’illustre professore Francesco Braconaro è infatti il centro di controllo di un complesso numero di attività preventive e protettive. “Tutte le società sono allertate e informate sul tema – spiega Braconaro – proprio perché nella Lega di Serie B è presente questa commissione.  Abbiamo provveduto a disegnare una mappa del sistema sanitario relativa alle società iscritte al campionato, per capire com’era gestito e organizzato dalle varie realtà che afferiscono alla nostra Lega. Dopodiché – definito lo status quo e capito come si interfacciavano le varie realtà –  abbiamo analizzato le criticità e gestito in concerto con i medici delle società sportive tutte le procedure per addestrare all’uso dei defibrillatori il personale sia sui campi di allenamento che su quelli di gara. Tutte le nostre società hanno – a tutti i livelli – dipendenti addestrati all’uso dei defibrillatori e al sostegno di base delle funzioni vitali.

I GIOVANI AL PRIMO POSTO – E’ chiaro a tutti che nel campo dei professionisti tutto è perfetto sotto tutti i punti di vista. Per questo la Commissione medico Scientifica ha dato maggiore attenzione ai settori giovanili, che ora sono più tutelati grazie alle novità introdotte dal pool di esperti guidato da Braconaro: “E’ chiaro che pensiamo alla tutela proprio dei giovani. Quando abbiamo fatto l’analisi del sistema sanitario delle squadre abbiamo cercato di individuare e sensibilizzare le società sui settori giovanili, e abbiamo avuto una grandissima collaborazione dai responsabili delle singole realtà. C’è stata ottima interfaccia”.

DAE DOVUNQUE E SOTTO MONITORAGGIO – “Tutti gli anni riusciamo a monitorare le squadre con un questionario – spiega ancora Braconaro – per controllare la situazione. Controlliamo se il numero dei dipendenti addestrati è ancora uguale o è aumentato, se è successo qualcosa di particolare, se vengono rinnovate le licenze per gli operatori sanitari o per i massaggiatori, in generale gli addetti BLS. Per capire se durante le partite c’è la semplice assistenza in ambulanza o se c’è lo specialista in anestesia e rianimazione, come dev’essere nelle serie maggiori. Tutti gli anni rileviamo fra i tanti parametri anche lo stato di salute – scusi il gioco di parole – del sistema salute”. Questo permette di avere un censimento aggiornato in maniera continua. La Lega di Serie B sa quali persone sono formate all’interno di ogni struttura, in che posizione sono, con che squadre si muovono e quando avvengono gli aggiornamenti. Un sistema che può dirsi estremamente all’avanguardia, che le leghe minori possono copiare e che può dare anche valide informazioni per chi – nel mondo dello sport – deve scegliere le realtà migliori da imitare.

 

Va ricordato che tutte le società sportive sono state individuate nel Decreto Balduzzi come responsabili dell’installazione dei defibrillatori negli impianti dove si svolge l’attività agonistica.
“In ambito sportivo per garantire il corretto svolgimento della catena della sopravvivenza le società sportive si devono dotare di defibrillatori semiautomatici, nel rispetto delle modalità indicate dalle presenti linee guida. È stato dimostrato che nei contesti dove il rischio di Arresto Cardiocircolatorio è più alto per la particolare attività che vi si svolge o semplicemente per l’alta frequentazione, la pianificazione di una risposta all’arresto cardio-circolatorio aumenta notevolmente la sopravvivenza. L’onere della dotazione del defibrillatore e della sua manutenzione è a carico della società. Le società che operano in uno stesso impianto sportivo, ivi compresi quelli scolastici, possono associarsi ai fini dell’attuazione delle indicazioni di cui al presente allegato. Le società singole o associate possono demandare l’onere della dotazione e della manutenzione del defibrillatore al gestore dell’impianto sportivo attraverso un accordo che defi nisca le responsabilità in ordine all’uso e alla gestione dei defibrillatori. Le società che utilizzano permanentemente o temporaneamente un impianto sportivo devono assicurarsi della presenza e del regolare funzionamento del dispositivo”.

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