Ebola, continua il contagio. Sintomi, diagnosi e cura della malattia killer

Ebola, continua il contagio. Sintomi, diagnosi e cura della malattia killer

L’Ebola è un problema che si sta diffondendo in tutto il mondo, e che ha causato diversi allarmi a livello internazionale. Come si viene contagiati, che sintomi si provano e a che punto è la cura

L’ebola è un virus infettivo di origine tropicale, fortemente aggressivo e potenzialmente mortale per gli uomini. La sua scoperta risale al 1976, quando in Congo questa malattia è stata ravvisata su alcune persone. Le epidemie, fino al 2014, hanno sempre avuto un rischio di contagio basso, vista l’elevata mortalità, la rapidità dei sintomi e le zone in cui erano localizzate le infezioni.

Ma oggi le cose sono diverse, dato che l’epidemia si è diffusa in zone ad elevata densità (la capitale della Liberia, per esempio, o la città di Lagos, in Nigeria) e che all’apparenza questa nuova ondata di Ebola pare più aggressiva nei confronti delle vittime colpite dal virus.

Ebola in Italia

In Italia Ebola non è ancora arrivata. Ci sono stati casi di allarme dovuti a febbri violente, di natura tropicale (Malaria e Chykungunya, soprattutto) che hanno sintomatologie simili a quelle di Ebola, ma “In merito all’allarme suscitato dall’epidemia in atto in Africa occidentale la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali ribadisce che la diffusione dell’epidemia all’interno del territorio nazionale è da considerarsi improbabile” (Massimo Galli, infettivologo Simit,04 agosto 2014).

Ebola, clandestini e viaggiatori

Ad oggi sappiamo che i focolai di infezione nascono con la trasmissione del virus da parte di un animale ospite in aree prossime alla foresta, lontane da aree metropolitane e dagli aeroporti internazionali.
La malattia si manifesta con sintomi molto severi che rendono improbabile uno spostamento intercontinentale; tenuto conto della rapida incubazione (mediamente 7 giorni, più in generale da 2 fino a 21 giorni), l’ipotesi che l’infezione possa giungere via mare con immigrati clandestini è destituita da ogni fondamento. Dal momento in cui viene contratto il virus infatti chi si muove per raggiungere l’Europa tramite un viaggio attraverso il deserto, non può sopravvivere alle condizioni che si vengono ad affrontare, né risulta possibile che un viaggiatore affetto da Ebola possa arrivare fino alle coste mediterranee e poi imbarcarsi per una traversata.

Il contagio tramite voli intercontinentali

Il volo diretto rappresenta l’unica possibilità affinchè un paziente possa giungere in Italia partendo da uno dei Paesi attualmente interessati: questa eventualità è tuttavia poco probabile per le stesse considerazioni fatte precedentemente sulla lontananza tra il punto di insorgenza dei focolai epidemici, le vie di comunicazione internazionali, terrestri ed aeree e gli aeroporti intercontinentali, in cui la sorveglianza sanitaria è stata fortemente intensificata. E’ stato però possibile che un uomo di origini liberiane riuscisse a raggiungere Dallas in questo modo. Per cui le misure di sicurezza e di controllo sono state ancor di più rafforzate.

Come si contrae Ebola?

Il virus Ebola è presente naturalmente in alcuni animali. In special modo, appare nel sangue dei pipistrelli tropicali. La trasmissione può essere causata in via primaria da un contatto o un morso con questi animali. Oppure mangiandone la carne, se questa è infetta e non è stata cotta a dovere. In Guinea infatti, la carne dei pipistrelli della frutta da cui è nato il contagio è una specialità locale. In via secondaria, la trasmissione fra persona e persona è possibile solo tramite il contatto con fluidi corporei o aghi contaminati.

  • Sangue:  Il consumo di animali infetti può diffondere il virus.
  • Prodotti di scarto. I turisti di alcune grotte africane e alcuni lavoratori in miniera sono stati infettati con il virus di Marburg, un virus analogo, probabilmente per contatto con le feci o le urine di pipistrelli infetti.

Quando Ebola diventa pericolosa?

Le persone infette in genere non diventano contagiose fino a che non sviluppano sintomi. Non c’è alcuna prova che il virus Ebola possa essere diffuso tramite punture di insetti. Quando l’infezione Ebola si verifica negli esseri umani ci sono diversi modi in cui il virus può essere trasmesso ad altri uomini e donne:

  • contatto diretto con fluidi e secrezioni di una persona infetta (saliva, sangue, sudore, feci, urina, vomito, sperma, …)
  • l’esposizione a oggetti (come aghi) che sono stati contaminati con secrezioni infette.

I virus che causano la malattia trovano facile diffusione in famiglie e gruppi che si occupano di malati, in quanto sono soggetti che vengono a stretto contatto con le secrezioni infettanti.

La contagiosità perdura finché sangue, secrezioni, organi o seme contengono il virus: il Virus Ebola è stato isolato dallo sperma fino a 40 (anche 90 giorni) dopo l’insorgenza della malattia e la trasmissione attraverso lo sperma è stata accertata dopo 7 settimane dopo la guarigione clinica.

Sintomi

Il tempo di incubazione medio è di circa 7-10 giorni, ma può variare da 2 a 21.

L’intervallo medio fra la comparsa dei primi sintomi e la morte varia dai 3 ai 21 giorni, con una media di circa 10 giorni.

I sintomi più comuni sono:

Alcuni pazienti possono inoltre manifestare:

  • rash cutaneo,
  • occhi rossi e congiuntivite,
  • singhiozzo,
  • tosse,
  • mal di gola,
  • dolore toracico,
  • perdita di peso,
  • difficoltà di respirazione,
  • difficoltà di deglutizione,
  • sanguinamento all’interno e all’esterno del corpo.

Pericoli

Il tasso di mortalità è estremamente alto, variabile dal 50 al 89% secondo il ceppo virale.

Col progredire della malattia questa può causare:

  • insufficienza di diversi organi,
  • sanguinamento grave,
  • itterizia,
  • delirio,
  • convulsioni,
  • shock.

Uno dei motivi per cui il virus è così letale è che interferisce con la capacità del sistema immunitario di organizzare una difesa, ma i ricercatori ancora non hanno compreso il motivo per cui alcune persone siano in grado di farlo e sopravvivere.

Per le persone che sopravvivono il recupero è lento, possono passare mesi per riacquistare peso e forza ed il virus rimane nel corpo per molte settimane. I pazienti possono manifestare:

  • la perdita dei capelli,
  • cambiamenti sensoriali,
  • Infiammazione del fegato (epatite),
  • debolezza,
  • stanchezza,
  • mal di testa,
  • infiammazione degli occhi,
  • infiammazione dei testicoli.

Diagnosi

La diagnosi precoce della malattia è difficile, perché i primi sintomi come gli occhi rossi ed il rash cutaneo, sono aspecifici e si vedono spesso nei pazienti con malattie più comuni.

I test di laboratorio utilizzati nella diagnosi includono:

  • Entro pochi giorni dopo che i sintomi iniziano
    • Test ELISA (Enzyme-Linked ImmunoSorbent Assay)
    • IgM
    • PCR
    • L’isolamento del virus
  • Più tardi nel corso della malattia o dopo il ricovero
    • Anticorpi IgM e IgG
  • In pazienti deceduti
    • Test di immunoistochimica
    • PCR
    • L’isolamento del virus

Cura e terapia

Il trattamento standard per l’ebola si limita purtroppo al solo supporto del paziente ed alla gestione dei sintomi, in quanto non esistono ad oggi farmaci specifici:

  • Somministrazione di liquidi ed elettroliti attraverso flebo,
  • mantenendo il suo stato di ossigenazione e pressione sanguigna eventualmente con trasfusioni,
  • trattando eventuali sovra-infezioni.

Iniziare tempestivamente il trattamento è importante, ma purtroppo non semplice in quanto la diagnosi precoce non è banale.

Prevenzione

Non esiste al momento vaccino, quindi la prevenzione della malattia presenta molte sfide; poichè è ancora sconosciuto l’esatta via di contagio, si sono sviluppate alcune linee guida per il personale sanitario da adottare alla comparsa dei primi casi, ma di fatto per salvaguardare famigliari ed amici è essenziale l’isolamento del malato.

Da ricordare inoltre per chi viaggia:

  1. Evitare di viaggiare in aree di focolai noti.
  2. Lavarsi frequentemente le mani, usando acqua e sapone o prodotti a base di alcool almeno al 60 per cento.
  3. Evitare la carne di animali selvatici nei paesi in via di sviluppo.
  4. Evitare il contatto con persone infette.
  5. Non maneggiare resti di pazienti deceduti per Ebola.

Fonti Principali:

 

L'autore

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