Ebola ed epidemie mondiali: gli esperti si confrontano ad Assisi

Ebola ed epidemie mondiali: gli esperti si confrontano ad Assisi

Aspetti clinici e strategie organizzative del virus Ebola e delle principali epidemie mondiali. Sono questi i temi scottanti che saranno affrontati nel II Congresso Nazionale sulla biosicurezza organizzato dalla Usl Umbria 1 il 29 novembre ad Assisi (Palazzo Comunale, ore 9-16,30).

L’evento vedrà la partecipazione di medici ed esperti di fama internazionale tra i quali il noto immunologo Fernando Aiuti, dell’Università Sapienza di Roma, Giorgio Palu’, presidente della Società Europea di Virologia che sta sperimentando un vaccino proprio contro l’Ebola presso il Karolinska Institut di Stoccolma, Guido Favia, esperto in parassitologia, e il professor Raffaele D’Amelio, grande esperto di bioterrorismo.

Tra gli argomenti trattati le febbri emorragiche e altre infezioni meno conosciute come la West Fever Nile, già presente in Italia, le infezioni da Arbovirus e la la febbre da virus Chikungunya.

“Ancora una volta Assisi diventa la capitale per lo studio e l’aggiornamento delle infezioni – commenta Francesco Borgognoni, direttore del dipartimento Emergenza Accettazione della Usl Umbria 1 – con un evento di caratura internazionale che consentirà agli operatori che lavorano nel campo della medicina d’urgenza-emergenza, ossia i primi ad essere coinvolti in possibili casi di malattie epidemiche, di avere le giuste conoscenze per rispondere in maniera eccellente a qualsiasi eventualità”.

“L’infezione da Ebola difficilmente raggiungerà l’Italia, – spiega il direttore del congresso Manuel Monti, che è stato numerose volte nell’Africa Sub-Sahariana anche per conto dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni – in ogni caso il nostro Sistema Sanitario ha le risorse per evitarne la diffusione nel nostro paese. In Italia siamo all’avanguardia per la gestione del rischio infettivo e possediamo una struttura composta da numerose Unità NBCR (Nucleare Biologico Chimico e Radiologico ), con numerosi device per scoprire e delimitare in tempi utili infezioni batteriche e non solo”.

Per la cura di eventuali casi di ebola sul territorio nazionale sono stati individuati l’istituto Spallanzani di Roma e l’ospedale Sacco di Milano per l’alta capacità di fronteggiare eventi ad elevato rischio infettivo. Ma va ribadito che sono molto basse le probabilità che in Italia arrivino malati di ebola. L’Ebola, infatti, è una malattia virale importante con una incubazione breve e sicuramente i sintomi si presenterebbero assai prima dello sbarco degli immigrati sulle nostre coste.

Si diffonde tra gli esseri umani attraverso il contatto diretto con sangue infetto, fluidi o organi del corpo, o indirettamente attraverso il contatto con ambienti contaminati. Gli operatori sanitari sono a rischio solo se trattano pazienti senza prendere le giuste precauzioni per evitare l’infezione.

“Per tale motivo – prosegue il dottor Monti – possiamo considerare l’infezione da Ebola una epidemia della povertà e infatti i focolai di Ebola si verificano principalmente in villaggi remoti dell’Africa centrale e occidentale, nei pressi di foreste pluviali tropicali. Attualmente l’Ebola, oltre a colpire centinaia di civili, ha già causato la morte di decine di medici e infermieri in Africa, tra cui l’unico virologo della Sierra Leone ed esperto di Ebola, Sheik Umar Khan. Solo l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale annulla il rischio di contagio ed è fondamentale che i colleghi che lavorano nei posti colpiti dal virus abbiano le risorse necessarie per effettuare assistenza senza rischio di contagio”.

D’altra parte, precisa Aldo Morrone, infettivologo esperto della medicina delle migrazioni che sarà presente al convegno, “L’assistenza sanitaria agli immigrati in Italia e nel resto del mondo va garantita non soltanto per un senso di umanità e solidarietà ma perché è lo strumento principale per la prevenzione del rischio di epidemie anche per noi occidentali”.

All’evento parteciperanno anche esponenti dell’Aeronautica Militare, dei Vigili del Fuoco ed esperti del Ministero della Salute e degli Interni. Sulla piazza antistante al Comune di Assisi saranno presenti i mezzi di trasporto ad alto biocontenimento della Croce Rossa Italiana ed i mezzi di soccorso del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco per emergenze NBCR.

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