EMpills: ECMO, extra corporeal membrane oxygenator, 2 configurazioni e indicazioni

EMpills: ECMO, extra corporeal membrane oxygenator, 2 configurazioni e indicazioni

DA EMpills- Se nella scorsa parte ci siamo concentrati sulle caratterische principali dei circuiti utilizzati per l’ExtraCorporeal Life Support – ECLS, il supporto extracorporeo alle funzioni vitali, proseguiamo con una panoramica circa le differenti configurazioni di assistenza meccanica e con qualche nota su indicazioni e controindicazioni nelle diverse popolazioni. Ma apriamo chiedendoci con quale razionale si possa decidere il ricorso a questo approccio all’insufficienza cardiaca, respiratoria o cardio-respiratoria, certamente impegnativo in termini di risorse umane e materiali, non direttamente terapeutico e non certo scevro da rischi e complicanze. Non esiste una sola risposta, l’ECMO può rappresentare un:

– bridge to recovery: ponte al pieno recupero delle funzioni di polmoni e/o cuore, nell’ambito di patologie potenzialmente reversibili acute o croniche riacutizzate, in situazioni life-threatening in cui terapie convenzionali massimali non si siano dimostrate efficaci o sufficienti a garantire un trasposto di ossigeno idoneo a coprire la domanda, o situazioni in cui l’approccio convenzionale possa contribuire ad aggravare il danno d’organo e pregiudicare l’outcome del paziente;

– bridge to transplant: ponte al trapianto cardiaco, polmonare o di cuore/polmoni nel contesto di patologie irreversibili acute o croniche riacutizzate, in soggetti candidabili;

– bridge to circulatory support: ponte al supporto circolatorio impiantabile (Ventricular Assist Device – VAD; Total Artificial Heart – TAH), nel contesto di patologie cardiache reversibili (perioperatorio) o meno in pazienti candidabili e non al trapianto d’organo;

– bridge to decision: ponte alla decisione in situazioni di emergenza non altrimenti gestibili per guadagnare il tempo necessario alla valutazione delle condizioni e/o alla diagnosi, per analizzare le opzioni terapeutiche e guidare l’eventuale trattamento: Si parla di Extracorporeal Cardiopulmonary Resuscitation – ECPR, rianimazione cardio-polmonare extracorporea, in ambito intraospedaliero (anche all’esterno delle Terapia Intensiva, in sala di emodinamica e Shock Room) e nell’Out-of Hospital.

– bridge to explant: ponte alla donazione a cuore non battente (Non-Heart-Beating Organ Donation – NHBOD) in soggetti che non rientrino nei criteri della morte cerebrale prima della cessazione irreversibile dell’attività cardiocircolatoria e respiratoria.

Configurazioni del supporto extracorporeo all’insufficienza d’organo – CONTINUA A LEGGERE SU EMPILLS

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