Formazione al soccorso e alla CPR nelle scuole: mettiamo i voti?

Formazione al soccorso e alla CPR nelle scuole: mettiamo i voti?

Educazione alla rianimazione cardio-polmonare e alle pratiche di primo soccorso con voto valido ai fini del diploma nelle scuole superiori? Ci stanno pensando negli Stati Uniti, dove una proposta partita dal Minnesota porterà la CPR obbligatoria in tutte le scuole. Ne è nata – sulla pagina facebook della rivista specializzata JEMS – una discussione con migliaia di condivisioni e di commenti. C’è chi è totalmente daccordo e chi chiede, prima, che le scuole insegnino agli studenti a leggere e scrivere. Ma se una proposta del genere arrivasse in Italia, cosa succederebbe? E soprattutto, saremmo pronti per portare l’educazione al primo soccorso e alla rianimazione cardio-polmonare in tutte le scuole?

Ne abbiamo parlato con il presidente dell’Anpas Nazionale Fabrizio Pregliasco, per capire se una possibilità simile è praticabile nel nostro paese, dove il soccorso è a forte vocazione volontaria e dove la scuola lascia il carico dell’educazione civica direttamente alla sensibilità dei singoli istituti.

Negli Stati Uniti il governo federale sta pensando di istituire lezioni di CPR nelle High School, con voto finale che farà media per la promozione. Un metodo molto forte che sta scatenando intensi dibattiti sul web. In Italia c’è un disegno di legge arenato, come al solito, nei sabbiosi cassetti della Camera.

E’ giusto “imporre” una buona conoscenza delle manovre salvavita, come se fosse una nozione di storia o di matematica?

“Le pubbliche assistenze in Italia da anni diffondono tramite corsi aperti alla popolazione e in particolare ai giovani, la conoscenza delle manovre essenziali. un esempio tra i tanti della pubblica assistenza che presiedo. E’ fondamentale diffondere il più possibile i concetti base nella popolazione, per velocizzare l’attuazione di pratiche di RCP e non solo di corretta attivazione della catena dei soccorsi 118 (e del futuro prossimo 112)”.

Che benefici potrebbe portare anche al mondo del volontariato? E che benefici porterebbe sulla formazione dei futuri volontari?

“A livello europeo, insieme ad altre 15 associazioni e tre milioni di persone di Samaritan International, stiamo cercando di proporre alla Comunità Europea una proposta per la definizione di un corso di pronto soccorso standardizzato perché, anche dopo il Contest Sami 2014, abbiamo constatato che ogni nazione ha sue indicazioni”.

Cosa si potrebbe auspicare in un paese dove il professionismo certificato, nel soccorso, non è ancora una realtà? Che passi può compiere, realmente, l’Italia in merito alla formazione sul primo soccorso?

Per Anpas, e molte pubbliche assistenze lo fanno da anni, è fondamentale arrivare nelle scuole proprio per sollecitare interesse e sicuramente possono essere una fonte di nuovi volontari e la risposta dei giovani, il loro grado di attenzione è straordinaria”.

 

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