Incidenti sulle moto, si discute sui numeri e i toni si accendono

Incidenti sulle moto, si discute sui numeri e i toni si accendono

Nel Gennaio scorso è scoppiata la polemica tra le compagnie assicuratrici e l’Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) che ha sostenuto una tesi diversa e totalmente in polemica con le statistiche stilate dalla consueta indagine statistica sugli incidenti delle moto elaborata da Aci-Istat.

I DATI – Nel 2011, i veicoli a due ruote coinvolti in incidenti (mortali e non si fermano a quota 75.193, in linea con i valori dell’anno precedente (+1,1%). Le vittime su ciclomotore (165 persone) fanno registrare la contrazione più significativa scendendo del 19% rispetto al 2010 mentre il numero dei feriti cala del 5,2%. Le vittime su motocicli e scooter targati ammontano a 923 unità e registrano una riduzione del 2,1%, mentre aumenta del 4,1% il numero dei feriti. Complessivamente, si nota una diminuzione del 4,2% delle vittime di incidenti su veicoli a due ruote (ciclomotori e moto) rispetto al 2010. Negli ultimi 5 anni il numero delle vittime è diminuito del 22%.

Ancma ha voluto sottolineare come sia del tutto superflua e assai riduttiva quantificare in maniera arida e letteralmente anonima quanti incidenti stradali vi siano in Italia che vedono come protagoniste le moto.

Queste le parole di Pier Francesco Caliari, direttore generale di Confindustria Moto (Ancma) che ha commentato i dati e che ha inoltre citato i risultati del Maids   (Motorcycle Accidents In Depth Study)  

Ci preme sottolineare che analizzare numeri e tabelle quando si parla di vite umane non è proprio della nostra filosofia. Preferiamo prendere in esame tutte quelle soluzioni che possono evitare danni e tutelare la popolazione che ha esigenze di mobilità. Il dato apparso in diversi articoli, che enfatizzava come in Italia gli incidenti stradali che coinvolgono i mezzi a due ruote causino un morto ogni 8 ore, è parziale. Tale dichiarazione non tiene conto del fatto che solo nel 38% dei casi l’incidente è imputabile ad un errore umano del motociclista, mentre nel 50% dei casi sono gli altri conducenti a provocarlo.

Va detto che l’Italia è il paese in Europa con il più alto tasso di ciclomotori in circolazione, e che qualunque dato e classifica, debba comunque basarsi su un parco di utenti delle due ruote che si aggira intorno alle 8.600.000 unità!

 

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