L’obesità  come fattore di rischio negli incidenti d’auto. Impone strumenti di soccorso ad hoc

L’obesità  come fattore di rischio negli incidenti d’auto. Impone strumenti di soccorso ad hoc

Un fenomeno sociale, che investe tutto l’occidente. Tutt’altro che un problema di squisita natura estetica, l’obesità condiziona e non poco gli aspetti sanitari. Il paziente obeso oltre ad avere inevitabilmente grossi problemi di salute, nei casi più gravi, purtroppo in aumento ovunque, è difficile da soccorrere, da trasportare e ha bisogno di essere affrontato con modi e mezzi specifici. 

Definita l’epidemia del XX secolo, l’obesità è la più feroce epidemia dei nostri tempi. 1,4 miliardi di adulti nel mondo sono in sovrappeso, a cui si aggiungono 40 milioni di bambini sotto i 5 anni. Numeri drammaticamente raddoppiati dal 1980. Entro il 2015, gli adulti in sovrappeso nel mondo saranno circa 2,3 miliardi e gli obesi più di 700 milioni.

Oggi in Italia, come si apprende dall’ultima Relazione Sullo Stato Sanitario del Paese ad opera del Ministero della Salute, si hanno 4 adulti su 10 in sovrappeso, non dimenticando che il tasso di obesità infantile è fra i più alti, se non il più alto d’Europa.

Con punte impensabili al Sud. Sono note le conseguenze nefaste dell’obesità sulla salute e sullo stile di vita. Altrettanto nota, e comprovata, è  la relazione fra obesità e bibite zuccherate. Da qui le iniziative per scoraggiare il consumo del junk food, cibi e bibite ingrassanti.  

Nel frattempo veniamo a sapere dai ricercatori Thomas Rice dell’University of California e Motao Zhu dell’University of West Virginia che le persone obese corrono maggiori rischi.

Hanno analizzato i dati di 57000 incidenti automobilistici tra il 1996 e il 2008, in cui sono rimaste coinvolte due auto giungendo a formulare questa pericolosa correlazione fra peso e incidenti.

Rispetto alle persone normopeso in un incidente stradale rischiano fino all’80% in più di perdere la vita. Considerando tre categorie di sovrappeso, di primo, secondo e terzo livello, i rischi aumentano proprio in relazione ai maggiori indici di massa corporea. Per le donne poi la percentuale si innalza ulteriormente. 

Questi dati si incrociano con quelli forniti dai reparti di terapia intensiva degli ospedali che confermano la tesi: i pazienti obesi vittime di incidenti stradali hanno maggiori complicazioni direttamente in relazione al loro peso che possono compromettere le cure successive all’incidente. Ci si chiede anche se queste persone usino correttamente i sistemi di protezione in auto, per esempio le cinture di sicurezza, perché possono risultare loro poco confortevoli. I sistemi di sicurezza sono tarati per proteggere persone con un peso normale e non sono brevettati per persone sovrappeso e obese.

Il primo passo verso una maggiore sicurezza, sul fronte prevenzione, potrebbe venire proprio dalla progettazione delle auto, che devono essere consone alle esigenze degli oversize, in attesa che la popolazione mondiale si metta a dieta.

 

 

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