Public Access Defibrillation: un dovere civico per la salvaguardia della salute

Public Access Defibrillation: un dovere civico per la salvaguardia della salute

Nelle persone colte da arresto cardiaco tutte le ultime evidenze scientifiche indicano come gli unici due interventi che hanno realmente valore in termini di sopravvivenza e di buon recupero neurologico sono il massaggio cardiaco esterno e la defibrillazione. Questi due interventi sono più efficaci quanto più precocemente vengono attuati. Diffondere il più possibile la cultura della rianimazione cardiopolmonare di base e della defibrillazione aumenta in modo esponenziale le probabilità che esse vengano effettuate immediatamente dopo che una persona perde conoscenza, aumentando così le probabilità di salvare vite umane.

Dal 2001 il defibrillatore semiautomatico può essere utilizzato al di fuori dell’ospedale ed anche da personale non sanitario; cioè permette di praticare la defibrillazione a tutti i livelli, anche quelli più precoci del soccorso. Avere un arresto cardiaco al supermercato su un campo di basket o per strada ed avere accanto un defibrillatore ed una persona e che lo sappia utilizzare è un livello di assistenza che deve quindi entrare a far parte dei diritti irrinunciabili del cittadino. Sia pure con differenze nei tempi e nei modi l’Italia intera si muove in questa direzione, verso una cultura di salvaguardia e rispetto della salute delle persone. La Toscana è un delle tante realtà sanitarie che hanno deciso come la vita dei cittadini vada tutelata a tutti i livelli e nel miglior modo possibile.

La Regione, dopo alcuni anni di spontaneismo più o meno organizzato, nel 2007 con delibera del Consiglio Regionale ha regolato la certificazione del personale laico e volontario all’uso del defibrillatore, demandando la funzione di formazione e di controllo alle Aziende Sanitarie Locali ed in particolare ai Direttori dei 118.

Nella delibera vi sono ben specificati, durata e contenuti dei corsi di formazione ed, in allegato, sono presenti anche i manuali del corso stesso, il che ha permesso di uniformare modalità formative e messaggio didattico.

Nello stesso anno il 118 di Firenze, in ottemperanza alla funzione che gli veniva conferita dalla delibera regionale, ha intrapreso l’organizzazione della rete di defibrillazione sul territorio sia per il personale laico che per i soccorritori volontari operanti sui mezzi di soccorso.

Per i soccorritori volontari è stato deciso di valorizzare la rete formativa già presente nel volontariato abilitando, mediante un corso per istruttori, i formatori all’interno delle varie AAVV perchè formassero a “cascata” gli altri volontari. Il personale sanitario del 118 si occupa comunque della verifica dei discenti prevista a fine corso. Il materiale e le modalità didattiche dei corsi di formazione sono in linea con la delibera regionale, e la loro applicazione ed attualità vengono garantiti da refresh annuali effettuati dagli istruttori del 118 e rivolti ai formatori delle AAVV.

Grazie all’impegno della Regione, sono stati recentemente distribuiti da parte della Azienda Sanitaria di Firenze, a tutte le  AAVV con ambulanze di primo soccorso in stand-by operanti sul territorio della provincia, i DAE modello G5 della Cardiac Science. Ciò permetterà di uniformare, dopo la didattica, anche le modalità operative e la raccolta dei dati degli interventi effettuati.

Per i laci inoltre, il 118, oltre a svolgere direttamente i corsi essendo la ASF provider formativo, riconosce la formazione erogata da tutte le agenzie accreditate a livello regionale, nazionale o internazionale; in questo caso un istruttore 118 supervisiona e verifica l’intero percorso didattico garantendo che esso sia congruo con i criteri enunciati dalla legislazione vigente, ed in caso positivo inserisce i discenti abilitati nel database informatico e quindi nella rete PAD (Publica Access Defibrillation) del 118 di Firenze.

Parallelamente al censimento delle persone in possesso dell’abilitazine alla defibrillazione, il 118 di Firenze ha intrapreso un censimento dei defibrillatori presenti sul territorio. Tale mappatura è parte integrante dell’applicativo a disposizione di ogni operatore sanitario in servizio in Centrale Operativa 118. Questo permette di sapere se sul luogo dell’intervento di soccorso è presente un DAE e di poterlo attivare precocemente per un soccorso più celere ed efficace.

La presenza sul territorio di centri d’eccellenza di formazione del volontariato (CRI, Misericordia e Pubblica Assistenza) e di Agenzie Formative accreditate, unito all’impegno dell’Azienda Sanitaria di Firenze, ha permesso dal 2007 ad oggi, di formare 5000 esecutori, tra soccorritori volontari e laici, abilitati all’utilizzo del DAE ed ha portato ad avere una diffusione capillare dei defibrillatori anche sui mezzi di soccorso senza professionista sanitario a bordo elevandone la capacità assistenziale nell’ottica della sempre maggiore sicurezza delle persone soccorse.

Dal Settembre 2012 il decreto (Decreto Balduzzi), poi convertito in legge nel Novembre dello stesso anno, ha previsto che le Regioni implementassero piani di diffusione della defibrillazione nello sport a tutti i livelli.

Nel Maggio 2013 la Regione Toscana recependo tale legge ha stabilito l’obbligatorietà per le Società sportive professionistiche e non a dotarsi di DAE dal 1 Gennaio 2015.

Il comune di Firenze in vista di tale scadenza sta attuando un progetto in collaborazione con le AAVV le Agenzie Formative e l’Azienda Sanitaria di Firenze, che prevede l’acquisto del defibrillatore e la formazione a prezzi contenuti per permettere a tutte le società sportive di dotarsi di DAE e di personale formato al suo utilizzo entro la data di entrata in vigore della legge.

Un tassello importante sta quindi per essere collocato nell’ampio mosaico della diffusione della defibrillazione, ma molto resta ancora da fare sulla strada della diffusione dei DAE nei luoghi pubblici e di lavoro ma la strada intrapresa sembra quella giusta. La cultura della rianimazione cardiopolmonare di base e della defibrillazione precoce sta prendendo vincendo le resistenze anche dei più scettici. Nella nostra esperienza formativa, tra laici e soccorritori volontari, dopo le iniziali e comprensibili resistenze, sempre maggiore è l’entusiasmo che la diffusione di questo progetto sta suscitando. La capillare diffusione sui mezzi di soccorso e la crescente diffusione tra i laci ne è il risultato tangibile.

 dott. Mario Rugna MEDEST118

Riferimenti normativi:

  • Legge 3 aprile 2001, n. 120  “Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero”
  • Deliberazione Regione Toscana 22 luglio 2002, n. 762Approvazione dei criteri attuativi, nell’ambito del sistema di emergenza-urgenza, della Legge 3 aprile 2001, n. 120 Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero”.
  • Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano: Accordo 27 febbraio 2003 “Linee-guida per il rilascio dell’autorizzazione all’utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici”
  • Delibera Regione Toscana n. 468 del 25-06-2007: “Modifiche alla Deliberazione n. 762 del 22.7.2002, per aggiornamenti relativi alla formazione dei soggetti, che effettueranno interventi di defibrillazione precoce”.
  • Decreto Direzione Generale Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà Area di Coordinamento Sanità Settore Assistenza Sanitaria 13 luglio 2007, n. 3488 certificato il 17-07-2007 “Recepimento dei manuali per l’addestramento degli esecutori di defibrillazione precoce, di cui alla Legge 3 Aprile, n. 120”
  • Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un piu’ alto livello di tutela della salute.
  • Legge regionale 8 maggio 2013, n. 22 Diffusione dei defi brillatori semiautomatici esterni nell’ambito della pratica fisica e sportiva.

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