Cosa succede durante una maxi emergenza nelle gallerie dell’Alta Velocità?

DSC_2401FONTANELLATO (Parma) – Tarda notte, ultime corse del sabato sera lungo la linea Alta Velocità Bologna-Milano. Alle ore 00.35 un Frecciarossa di Trenitalia si ferma per un guasto lungo la galleria di Fontanellato, lunga un chilometro e 69 metri. La procedura di emergenza classica deve iniziare ma… in questo caso sta per succedere qualcosa di molto pericoloso. Sul binario dispari, quello che da Bologna sale verso Milano, un treno NTV Italo ha un principio di incendio a bordo, ed è costretto a fermarsi proprio di fianco al Frecciarossa. Due mezzi con passeggeri a bordo, uno che non può muoversi, l’altro che si è bloccato per un incendio: è una maxi-emergenza con un numero di coinvolti elevatissimo.

Parte da questa idea lo scenario di simulazione messo in campo dall Prefettura di Parma e da RFI con la collaborazione di Trenitalia, NTV, con la partecipazione dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Parma, 118 della centrale operativa Emilia Ovest, Croce Rossa Italiana di Parma (in particolare con i volontari di Parma, Pontetaro, Fontanellato, San Secondo e Fontevivo), Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Municipale.

Per fortuna questa è stata una simulazione, che si è tenuta sulla linea TAV nella notte di sabato 16 novembre, preceduta da un briefing di formazione sulla gestione delle emergenze lungo le linee ferroviarie. Grazie ad una numerosa partecipazione, l’evento è stato un valido momento formativo per i servizi di emergenza e un buon test per la struttura nazionale RFI che sta implementanto la formazione dei propri tecnici che lavorano ogni giorno affinché le linee ferroviarie siano sicure e protette. Esercitazioni simili sono un ottimo momento anche per fare il punto su come in Italia la procedura di soccorso sia schematizzata in maniera avanzata, precisa e con regole chiare a tutti i componenti della grande macchina di emergenza-urgenza. Quando poi il soccorso si deve svolgere in una zona “non in sicurezza” come una galleria ferroviaria, i test sono sempre i benvenuti per valutare al meglio le potenzialità di intervento anche di piccole realtà, come quelle di provincia, che si differenziano dai grandi gruppi di intervento delle metropoli.

Come si attiva una fase di emergenza lungo una linea ferroviaria?

DSC_2189La gestione delle emergenze lungo le linee ferroviarie è piuttosto complessa e prevede step organizzativi molto precisi. Soprattutto in linee di Alta Velocità, è il Personale di Condotta (il vecchio “macchinista”) che deve far partire l’emergenza comunicando con il posto di controllo di Bologna (competente per la tratta dell’esercitazione) in maniera tempestiva. Ci sono almeno 22 ruoli differenti nella gestione di una emergenza su linea ferroviaria: Il controllo di rete su treni così avanzati è a livelli organizzativi davvero impressionanti. Su macchine avanzate come i mezzi usati da Trenitalia e NTV – per esempio – la chiusura delle porte viene verificata immediatamente sia da bordo che da Centrale Operativa, in remoto. Nel caso di due treni in guasto tecnico o in emergenza nello stesso punto, che quindi bloccano entrambi i binari della linea, avvengono alcune procedure rapide e fondamentali. Prima di tutto, sui treni bloccati, vengono fatti abbassare i pantografi per scollegarli alla linea e viene abbattuta la velocità di tutti i treni in linea del 70 per cento. Poi viene disalimentata tutta la linea affinché i primi operatori di RFI possano muoversi senza pericoli. RFI attiva immediatamente le sue squadre di pronto intervento, e i soccorsi di emergenza. Nel giro di 120 secondi devono essere attivati anche – da Bologna – le forze di sicurezza: Vigili del Fuoco, 118, Prefettura, Questura e Polizia Ferroviaria hanno in tempo quasi reale la localizzazione dell’incidente e una linea diretta con RFI che suggerisce i punti di accesso più rapidi e vicini al punto dell’incidente. A questo punto viene fatta la prima partenza dei Vigili del Fuoco, inviato il primo mezzo di soccorso con al seguito anche il PMA di appoggio, dato che nell’incidente – che ancora non ha una dinamica e un numero di feriti preciso – non è chiaro il numero potenziale dei pazienti. Nell’esercitazione notturna realizzata a Fontanellato i feriti erano soltanto due, ma il PMA più vicino viene inviato  lo stesso proprio perché non c’è già un operatore sul posto e si può ipotizzare un alto numero di feriti. Inoltre il PMA ha una seconda valenza, che vedremo più avanti.

GUARDA LA GALLERY DELLA GESTIONE EMERGENZA A BORDO TRENO

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DSC_2334Contemporaneamente la Prefettura prende le redini del coordinamento di Protezione Civile, avvisando tutte le autorità preoposte. In questi minuti RFI sta continando a comunicare con i due treni fermi in galleria. Ricevuto un check delle condizioni dei passeggeri e di sicurezza sul mezzo Trenitalia, la centrale di Bologna da il via libera per l’evacuazione del treno che non ha incendio a bordo. L’evacuazione in questo caso è funzionata perfettamente e non si hanno avuti feriti durante lo sbarco, che avviene sempre da poche porte per poter ordinare in modo preciso i passeggeri e dar loro modo di essere seguiti dal personale di bordo.

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