Emozioni e pensieri di una lifeguard di NYC durante un salvataggio

Emozioni e pensieri di una lifeguard di NYC durante un salvataggio

Un soccorso sulla spiaggia vissuto in prima persona. L’edizione statunitense del Wall Street Journal narra la storia di due soccorritrici del NYC Lifeguards, alle prese con un uomo privo di conoscenza a faccia in giù in acqua. La prima, solo diciassettenne, al debutto; la seconda, più esperta, al suo nono anno di servizio. Di entrambe l’articolo ci restituisce emozioni e stati d’animo, raccolti durante la premiazione delle due guardaspiaggia, alla presenza del salvato. Le due sono state nominate “impiegate del mese” dal New York City Department of Parks and Recreation per il loro lavoro eccezionale.

Il giorno 19 luglio Brianna Minogue, 17 anni, durante il suo turno di servizio come soccorritrice alla spiaggia di Brighton NYC vede un uomo galleggiare a faccia in giù. Dimitry Zalkevich, 33 anni, residente a Brooklyn, dopo un malore mentre si trovava sul surf, rischiava di affogare in poco più di un metro e mezzo di acqua. Immediatamente Brianna si getta a soccorrere l’uomo in difficoltà.

E’ stata una corsa adrenalinica – spiega Brianna – tutto nel mio cervello si è concentrato su quell’uomo in acqua. Senza doverci pensare in quegli attimi mi sono trovata a ripercorrere tutto quanto mi è stato insegnato durante i corsi. E’ stato tutto molto veloce, ma anche lentissimo”. La 17enne corre verso Zalkevich, usando il fischietto in dotazione per attirare altri soccorritori. Raccoglie il segnale di emergenza Inez Zuska che accorre e aiuta Brianna a riportare a riva il malcapitato surfista.

Non aveva respiro – dichiara Zuska – e il battito era flebile. Abbiamo subito iniziato le manovre di rianimazione. Al secondo ciclo di Rcp il paziente ha iniziato a tossire per espellere l’acqua. Ho pensato subito al miracolo, è stato sorprendente. Subito dopo quei secondi concitati ho acquisito la consapevolezza di quanto fatto. Ma solo dopo aver saputo che quell’uomo era sopravvissuto, mi sono sentita in estasi, al settimo cielo”. Zalkevich dopo un ricovero di tre settimane è tornato perfettamente in forma. Tornato sulla spiaggia luogo della tragedia sfiorata, ha ringraziato le due per avergli dato una seconda chance. “Questa storia – conclude l’uomo – mi ha insegnato tantissimo. Ora sono pronto ad aiutare gli altri”.

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